sabato, novembre 24, 2007

BMW mette l'IP nel motore

Roma - È come avere un pezzetto di Internet dentro il cofano della propria auto. Ci stanno pensando a Monaco quei mattacchioni della BMW: invece di complicarsi la vita a sviluppare protocolli complicati e costoso hardware dedicato, un gruppo di ricercatori della casa bavarese ha pensato di dare una chance al protocollo IP. Con risultati incoraggianti.

"Uno degli obiettivi era verificare la capacità del protocollo di rispondere in tempo reale nelle applicazioni che coinvolgono la sicurezza" racconta Richard Bogemberger, manager del progetto. Per garantire la gestione ottimale della rete sono stati implementati QoS e funzionalità di traffic shaping: "Gli esperimenti col prototipo hanno mostrato un rendimento superiore ai parametri previsti, anche mentre erano in esecuzione applicazioni multimediali sulla stessa rete". Prova superata, dunque.

L'auto del futuro è stata assemblata unendo un normale personal computer, un server multimediale, una fotocamera e un gran numero di sensori collegati al motore e al controllo dell'assetto. La scelta del protocollo da implementare è caduta su IPv4: non che IPv6 non fosse stato preso in considerazione, anzi ci sarebbero "grandi potenzialità" per il suo impiego, ma al fine di stabilire la fattibilità del progetto bastava la vecchia versione, di più facile implementazione.

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