mercoledì, aprile 23, 2008

Safari, Apple fa marcia indietro

Roma - Safari non è più un aggiornamento consigliato da Apple Software Update per le piattaforme Windows. Con il rilascio della versione 2.1 del programma, chi non ha installato il browser di Cupertino vedrà comparire due diverse sezioni nella schermata dell'applicazione: ci sono gli update per i programmi già installati, e poi c'è il nuovo software. È in quest'ultima categoria che ora compare Safari - recentemente aggiornato alla versione 3.1.1 per correggere alcune vulnerabilità.

La scelta di Apple potrebbe mettere la parola fine alle polemiche che si sono trascinate in queste settimane sulle modalità con cui il browser veniva offerto ai consumatori. Se le prime riflessioni riguardavano l'opportunità per la Mela di allargare la base di installazione di Safari per Windows, quasi subito si erano fatte strada dichiarazioni al vetriolo sulla vicenda. John Lily, CEO di Mozilla, aveva parlato senza mezzi termini di malware, visto il metodo poco ortodosso e potenzialmente ingannevole utilizzato per veicolare la proposta.

Il problema era il rischio che tra gli utenti meno esperti ci fossero persone non in grado, per pratica o per pigrizia, di distinguere tra ciò che effettivamente era un aggiornamento e ciò che invece era software nuovo di zecca. La nuova veste grafica di Apple Software Update incontra invece i gusti di Mozilla, anche se Asa Dotzler (responsabile community development) chiede a Cupertino di fare di più: "Ora Apple deve anche smettere di selezionare di default il campo per l'installazione del nuovo software. Con questo cambiamento, credo mi potrei ritenere abbastanza soddisfatto da lasciar di nuovo funzionare Apple Software Update sul mio computer".
Non una parola sulla questione delle quote di mercato, secondo molti il vero problema dietro l'alzata di scudi di Mozilla. Ma come sottolineato da Wired, questa strategia commerciale di Apple potrebbe anche non pagare: generare disistima verso il proprio software potrebbe trasformarsi in un boomerang per iTunes, e un software alla base del successo commerciale nella vendita di musica online inviso ai consumatori è l'ultima cosa di cui Cupertino ha bisogno.

Chi di certo non gradisce Safari è PayPal. In un documento rilasciato in occasione di un intervento dei tecnici della costola per l'e-payment di eBay alla recente RSA Conference, l'azienda ribadisce la sua intenzione di esercitare pressione sui navigatori affinché si orientino all'utilizzo di browser sicuri. Tra questi, come spiegato circa un mese fa, rientrano senz'altro Internet Explorer 7, Firefox 3 e le versioni di Opera successive alla 9.25, ma non di certo Safari e le release precedenti delle altre applicazioni.

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