martedì, aprile 29, 2008

Emule, pronta una nuova beta

Roma - Non c'è miglior banco di prova per un software che sottoporlo al giudizio dei suoi futuri utilizzatori. Gli sviluppatori di eMule lo sanno, e hanno deciso di chiedere aiuto alla comunità degli utenti del celebre software P2P per mettere alla prova le doti della prossima release, la 0.49a, attesa da mesi dagli appassionati e ormai quasi pronta per lo sbarco in grande stile.

Chi non potesse attendere l'uscita della versione finale, chi desiderasse dare subito un'occhiata alle novità, chi invece volesse davvero contribuire allo sviluppo, può dunque scaricare la beta 1 della nuova release. Nel post di presentazione sul forum dell'eMule Project, gli sviluppatori l'hanno soprannominata "Kad Love": proprio attorno al protocollo di scambio serverless, che dunque fa a meno dei nodi di rete necessari al più anziano eD2K, ruotano le principali innovazioni di questa 0.49a.

Ora il cosiddetto offuscamento è infatti disponibile anche per il protocollo Kad, che è anche in grado di gestire meglio connessioni che transitano attraverso NAT, che è più corazzato rispetto al flood e che ha migliorato notevolmente le prestazioni, grazie ad una gestione più avanzata del direct callback. A proposito di flood, ora eMule integra anche un sistema di protezione tramite captcha per prevenire i messaggi indesiderati, sempre più spesso generati dalle mod che imperversano nell'universo del mulo e che annoiano con i loro continui inviti a scaricare questa o quella versione del client.
Ma le novità non sono limitate unicamente alla gestione dei servizi di rete. Anche l'interfaccia locale è stata migliorata, con ricerche tra file più intelligenti, avvisi nel caso si rischi di condividere file privati, e una gestione più efficiente del sistema dei commenti. Quest'ultimo si candida a diventare uno strumento più affidabile nel riconoscere la qualità dei file da scaricare, soprattutto se associato ai miglioramenti occorsi alla gestione degli hash e alla verifica della qualità delle fonti da cui attingere per il download.

Se la capacità del nuovo eMule di identificare lo standby di Windows e riattivarsi automaticamente al riavvio sarà senz'altro apprezzata, è da sottolineare comunque l'importanza della nuova strategia di allerta nel caso di condivisione involontaria: se l'utente tenterà di utilizzare come cartella "Incoming" una directory esistente contenente materiale, scatterà automaticamente un avviso.

Una leggerezza piuttosto comune, visto anche quanto successo nel caso di una clinica spagnola: ad un istituto specializzato in ginecologia di Bilbao è stata comminata una multa da 1,5 milioni di euro, proprio a causa della condivisione di oltre 11mila cartelle mediche di altrettanti pazienti attraverso la rete eMule. Una leggerezza che può anche costare economicamente molto cara, come era accaduto alle vittime di Gregory Kopiloff, famigerato ladro di identità via P2P.

lunedì, aprile 28, 2008

Toshiba: fate largo ai dischi flash

Tokyo - Toshiba ha fatto il proprio ingresso nel mercato dei dischi a stato solido (SSD) solo di recente, ma è già divenuta una delle più entusiaste e attive promotrici di questa tecnologia. A palesare le ambizioni e il fervore dell'azienda sono state le parole del suo presidente, Shozo Saito, che in occasione di una recente conferenza ha tratteggiato a tinte rosee il futuro degli SSD.

SSD da 128 GBSaito sostiene che, entro tre anni, un notebook su quattro celerà al proprio interno un SSD. Se questa previsione si rivelerà fondata, il mercato degli hard disk magnetici da 2,5 pollici (e in misura minore quello degli HDD da 1,8 pollici) deve prepararsi ad incassare il primo, duro colpo.

Sempre stando alle stime fornite dal boss di Toshiba, da qui al 2011 il mercato dei dischi flash è destinato a crescere di oltre il 310% ogni anno: questa cifra non deve impressionare più di tanto, visto che oggi la quota di mercato degli SSD è ancora assai contenuta, ma ben riflette il crescente interesse degli utenti, soprattutto professionisti e aziende, verso gli SSD. Va per altro notato come queste stime siano fornite da una società, Toshiba, che è anche uno dei maggiori produttori mondiali di hard disk mobili.
Saito confida nella capacità della propria azienda di tagliare i costi di produzione dei dischi flash del 40-50% su base annuale. A dare il maggior contributo, in questo senso, sarà l'evoluzione della tecnologia multi-level cell (MLC): quest'ultima permette di memorizzare più di un bit all'interno di una singola cella di memoria, incrementando così la densità di memorizzazione dei chip flash senza ricorrere a processi di produzione più "spinti" e dunque costosi. Generalmente i chip MLC offrono performance inferiori a quelli Single-Level Cell (SLC), soprattutto in scrittura, ma ciò non ha impedito a Toshiba di fabbricare SSD capaci di raggiungere i 100 MB/s in lettura e i 40 MB/s in scrittura.

Attualmente Toshiba produce memorie flash MLC da 3 bit per cella, ed è già al lavoro su chip da 4 bit per cella: la stragrande maggioranza delle memorie MLC attualmente sul mercato ha una densità di 2 bit per cella.

Oggi una tipica flash MLC viene garantita per almeno 10mila cicli di riscrittura (contro i circa 100mila di una SLC di ottima qualità), ma questo non significa necessariamente che, raggiunto questo limite, la memoria sia da buttare: il controller fa in modo che le scritture vengano distribuite su tutte le celle in modo quanto più possibile omogeneo, evitando dunque che il sistema operativo scriva sempre sulle stesse porzioni di memoria. Secondo Saito, una memoria flash MLC è tranquillamente in grado di raggiungere la longevità di un tipico notebook, che oggi è intorno ai cinque anni.

domenica, aprile 27, 2008

Un laptop Microsoft da 1 Kg

Roma - Sta suscitando interesse da più parti l'annuncio congiunto di una partnership strategica tra Microsoft e l'indiana HCL, un'alleanza che ha già prodotto l'annuncio di un nuovo ultra-portatile da 0,98 Kg.

Il nuovo MileapSul cosino, MiLeap H, gira Windows XP Home, sistema operativo che con le altre applicazioni è costretto a farsi vedere in uno schermo da 7 pollici TFT touch-screen, schermo ispirato però ai tablet: con una mossa si può far ruotare e piegare, trasformando così il dispositivo in una tavoletta elettronica trasportabile su cui far correre le dita.

All'interno di MiLeap H trovano posto processore ULV (Ultra-low voltage) di Intel su chipset Intel 945 GU Express ma anche 1 giga di RAM (DDR2), supporto LAN e WiFi e 30 giga di hard disk. Sulla scocca fanno mostra di sé una cam da 1,3 megapixel, touchpad con due bottoni mouse e scroll e soprattutto una tastiera definita "full size".
A destare attenzione è però il prezzo: 425 dollari per un dispositivo che è naturalmente indirizzato, vista la partnership con HCL, proprio all'India e ai mercati emergenti. Un prezzo che, a detta delle due partner, è il più basso fino ad oggi per un tablet con Windows XP.

sabato, aprile 26, 2008

Occhio, quell'iPhone in Italia non lo sistemano

Roma - Scrive Marco: "Gentile Redazione, sono un vostro assiduo lettore da molti anni ormai. Come molti abitanti di Roma per recarmi al lavoro utilizzo la metropolitana e ogni tanto sbircio uno dei giornali gratuiti. Stamattina mi sono imbattuto in una pagina che mi ha incuriosito parecchio e che vi invio come allegato.

Secondo voi la vendita di un iPhone in Italia senza contratto è legale?
E soprattutto, visto che il telefono sarà stato sicuramente sbloccato, l'ignaro consumatore che l'acquista sa che quell'oggetto è senza garanzia?
Spero che la mia segnalazione sia utile a qualcuno".

Caro Marco
la vendita dell'iPhone in Italia è già effettuata da numerosi esercizi commerciali: segnalazioni di "avvistamenti" sono arrivate da più parti a Punto Informatico. Si tratta di un fenomeno comprensibile, visto l'appeal che il melafonino suscita in molti e l'enorme copertura mediatica che ne ha segnato il lancio prima negli USA e poi in alcuni paesi europei.
Quello che pure va emergendo, però, è che vi sono numerosi esercizi che non informano compiutamente i propri clienti.
Molti gli argomenti: il primo è che Apple in Italia non riconosce alcuna garanzia su un iPhone sbloccato, come quelli venduti in Italia, e di questo informano anche alcuni avvisi apposti nei locali dell'Apple Store italiano, a Roma. Il secondo è che se un iPhone anche non sbloccato si rompe, ad esempio si guasta il microfono, l'assistenza dell'Apple Store italiano, come verificato ieri da Punto Informatico, invita il cliente a riportare lo smartphone "in uno dei paesi dove viene venduto". Insistendo non è escluso che si possa ottenere un trattamento diverso, ma questa è la prima risposta che viene data ai clienti.

Poiché parliamo della vendita di un dispositivo, non ci si può limitare dunque solo al fronte delle garanzie ma va affrontato anche quello della policy e della prassi aziendale.

Per quanto riguarda le garanzie, come segnalava già alcuni mesi or sono l'avv. Tiziano Solignani, il guasto di componenti hardware dell'oggetto non può rientrare nell'esclusione di garanzia che può comportare l'aggiornamento del software del cellulare, come quello necessario allo sblocco. Questo però non è quanto sembra prevedere la prassi di Apple. E anche di questo è corretto chiedere che i negozianti informino i propri clienti prima di vendere il dispositivo.

venerdì, aprile 25, 2008

The Sims, più di 100 milioni di copie vendute

Roma - Electronic Arts, editore di riferimento del settore videogiochi, ha incoronato The Sims come il game per personal computer più venduto della storia. La saga del più noto "people simulator", iniziata nel febbraio del 2000 e proseguita con aggiornamenti nonché espansioni, ha superato nelle vendite quota 100 milioni di unità. Un record senza precedenti in ambito PC. A livello assoluto, invece, domina la serie di Mario per Nintendo con 201 milioni di confezioni vendute.

Fedele simulazione del quotidianoThe Sims è stato commercializzato in 60 paesi e in 22 lingue diverse: si tratta quindi dell'avanguardia pop statunitense d'esportazione. Il gioco infatti consente di gestire il quotidiano di personaggi in un ambiente modulabile e personalizzabile. Di fatto, la sua peculiarità è quella di essere in grado di riprodurre la varietà e i meccanismi di una vita reale fatta di lavoro, routine domestiche, interazioni sociali e quant'altro.

Associated Press sottolinea che si tratta del gioco ad utenza femminile (60%) di maggiore successo. "Attira quel grande pubblico che i videogiochi di riferimento hanno sempre ignorato", ha dichiarato Colin Sebastian, analista di Lazard Capital Markets. Per Nancy Smith, che si occupa del marchio EA Sims, la chiave del suo successo è legata proprio alle potenzialità di personalizzazione del mondo di gioco. Il tutto condito con un po' di humor, dato che di fatto il controllo sulla vita dei propri personaggi non è totale: a volte gli stessi si ribellano e fanno i capricci.
The SimsThe Sims è nato come un gioco "come gli altri", ma nel tempo sembra aver scardinato tutte le porte che hanno costretto il suo raggio d'azione del mercato del gaming. Ecco quindi la nascita della sua versione online, la disponibilità di strumenti di sviluppo, il proliferare della compra-vendita di oggetti, le clip dei Sims su YouTube, e persino un film dedicato in lavorazione. Insomma, una dimensione virtuale espansa che conta anche su una comunità online di 4,2 milioni di membri.

"The Sims ha contribuito ad inaugurare un nuovo tipo di gioco virtuale sociale, e con il successo dell'online e multiplayer gaming, sono evidenti gli effetti nel sociale e per l'intero settore", ha dichiarato Anita Frazier, analista per settore giochi di NPD Group.

giovedì, aprile 24, 2008

USA, testa a testa tra Xbox360 e PS3

Port Washington (USA) - Sul mercato statunitense il duello tra Xbox 360 e PlayStation 3 è più serrato che mai. Se all'inizio dell'anno PS3 era riuscita, anche grazie ad una massiccia campagna promozionale di Sony, a superare le vendite della console Microsoft, lo scorso mese la situazione si è nuovamente ribaltata: ora Xbox 360 è tornata, seppure di poco, davanti alla sua più diretta avversaria.

Le tre console in lottaDavanti a tutti c'è sempre Wii, che continua a macinare vendite con ritmi impensabili per le avversarie, in questo aiutata anche da titoli di successo come il recente Super Smash Bros. Brawl. Secondo i dati pubblicati dalla società di analisi NPD Group, a marzo Wii ha venduto 720mila unità contro le 262mila di Xbox 360 e le 257mila di PS3. Come si può osservare, le vendite della console di Nintendo superano nettamente quelle delle rivali messe insieme.

Zitta zitta, la sempreverde PlayStation 2, che quest'anno compie 8 anni, continua a vendere oltre 200mila unità al mese, un risultato non troppo lontano da quello della sorella maggiore.
Cifre record anche per l'altra console di casa Nintendo, la piccola DS, che a marzo ha raggiunto quota 698mila unità vendute: più del doppio rispetto alle 297mila unità della PSP di Sony.

Super Smash Bros. BrawlLa classifica dei cinque giochi più venduti sul mercato console vede al primo posto il già citato Super Smash Bros. Brawl, al secondo e al terzo posto Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas 2 e Army Of Two per Xbox 360, e a seguire Wii Play, God Of War: Chains Of Olympus e Crisis Core: Final Fantasy VII, entrambi per PSP.

Nonostante l'economia americana (e non solo quella) stia attraversando uno dei suoi momenti più difficili, NPD afferma che lo scorso mese il settore videogiochi (hardware, software e accessori) è cresciuto del 57%, raggiungendo un fatturato di 1,7 miliardi di dollari. NPG ha interpretato questa inaspettata crescita sostenendo che i consumatori americani hanno modificato le proprie preferenze di spesa, dando maggiore peso ai videogiochi: questo, secondo gli analisti, sarebbe avvenuto a scapito di prodotti come CD e DVD.

Parte di questa crescita, secondo alcuni osservatori, sarebbe merito di Nintendo, che con le sue console da gioco di ultima generazione è riuscita ad estendere la tipica fascia d'età dei videogamer: ora sono molti di più coloro che, passati i 40 anni, acquistano i videogiochi per interesse personale, oltreché come regalo per figli e nipoti.

A trainare i consumi rimane tuttavia la fascia tra i 25 e i 34 anni, ossia quella dei giovani che in buona parte godono di una fonte di reddito autonoma: questa fascia ha inciso sulla crescita del consumo di videogiochi e affini per il 63,4%, una percentuale che si riduce al 42% per i ragazzi tra i 18 e 24 anni e al 37,2% le persone con età superiore ai 34 anni.

mercoledì, aprile 23, 2008

Safari, Apple fa marcia indietro

Roma - Safari non è più un aggiornamento consigliato da Apple Software Update per le piattaforme Windows. Con il rilascio della versione 2.1 del programma, chi non ha installato il browser di Cupertino vedrà comparire due diverse sezioni nella schermata dell'applicazione: ci sono gli update per i programmi già installati, e poi c'è il nuovo software. È in quest'ultima categoria che ora compare Safari - recentemente aggiornato alla versione 3.1.1 per correggere alcune vulnerabilità.

La scelta di Apple potrebbe mettere la parola fine alle polemiche che si sono trascinate in queste settimane sulle modalità con cui il browser veniva offerto ai consumatori. Se le prime riflessioni riguardavano l'opportunità per la Mela di allargare la base di installazione di Safari per Windows, quasi subito si erano fatte strada dichiarazioni al vetriolo sulla vicenda. John Lily, CEO di Mozilla, aveva parlato senza mezzi termini di malware, visto il metodo poco ortodosso e potenzialmente ingannevole utilizzato per veicolare la proposta.

Il problema era il rischio che tra gli utenti meno esperti ci fossero persone non in grado, per pratica o per pigrizia, di distinguere tra ciò che effettivamente era un aggiornamento e ciò che invece era software nuovo di zecca. La nuova veste grafica di Apple Software Update incontra invece i gusti di Mozilla, anche se Asa Dotzler (responsabile community development) chiede a Cupertino di fare di più: "Ora Apple deve anche smettere di selezionare di default il campo per l'installazione del nuovo software. Con questo cambiamento, credo mi potrei ritenere abbastanza soddisfatto da lasciar di nuovo funzionare Apple Software Update sul mio computer".
Non una parola sulla questione delle quote di mercato, secondo molti il vero problema dietro l'alzata di scudi di Mozilla. Ma come sottolineato da Wired, questa strategia commerciale di Apple potrebbe anche non pagare: generare disistima verso il proprio software potrebbe trasformarsi in un boomerang per iTunes, e un software alla base del successo commerciale nella vendita di musica online inviso ai consumatori è l'ultima cosa di cui Cupertino ha bisogno.

Chi di certo non gradisce Safari è PayPal. In un documento rilasciato in occasione di un intervento dei tecnici della costola per l'e-payment di eBay alla recente RSA Conference, l'azienda ribadisce la sua intenzione di esercitare pressione sui navigatori affinché si orientino all'utilizzo di browser sicuri. Tra questi, come spiegato circa un mese fa, rientrano senz'altro Internet Explorer 7, Firefox 3 e le versioni di Opera successive alla 9.25, ma non di certo Safari e le release precedenti delle altre applicazioni.

martedì, aprile 22, 2008

899, scoperta mega-truffa ai danni di TIM

Roma - Scoperta una frode per oltre cinquanta milioni di euro ai danni di TIM. La mega-truffa è stata portata alla luce dall'operazione "SIM e 'Napule", con indagini condotte per 18 mesi da parte di Polizia Postale, Gruppo Anticrimine Tecnologico di Roma della Guardia di Finanza, Polizia Tributaria, Squadra Mobile e Questura di Firenze, che ha fatto emergere una serie di attività illecite che hanno consentito l'attivazione abusiva di 35mila schede telefoniche false.

Nella mattinata di ieri sono state arrestate cinque persone in flagranza di reato, ma le indagini hanno portato anche - come si legge in una nota diffusa ieri dal GAT - "al fermo di 6 persone e alla denuncia di altre 29, nonché al sequestro di 45 aziende di servizi nel settore delle telecomunicazioni, al blocco di circa 70 conti correnti bancari per l'equivalente di complessivi 50 milioni di euro, all'individuazione di 10 società all'estero".

L'indagine ha portato le forze dell'ordine a perquisire, su tutto il territorio nazionale, le sedi di 120 società legate a servizi telefonici a sovrapprezzo con numerazioni 899 e 166. "La truffa multimilionaria - ha spiegato ieri la Procura di Napoli - si basava su migliaia di ricariche telefoniche fraudolente, poi scaricate con chiamate a numeri 899 creati ad hoc per monetizzare il traffico sottratto illegalmente alla società di telecomunicazioni TIM". I proventi dell'attività venivano poi veicolati su conti correnti di istituti bancari esteri.
"Coordinati dal Comando delle Unità Speciali - spiega ancora il GAT - gli 007 informatici delle Fiamme Gialle hanno vivisezionato chilometri e chilometri di tabulati, incrociato dati e informazioni eterogenee comunque utili, acquisendo - con l'ausilio dei colleghi dello SCICO, Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata - prove filmate delle attività criminali poste in essere da personale addetto alle pulizie negli stabili del Centro Direzionale di Napoli".

Eterogeneo il novero dei capi d'accusa, tra cui spiccano associazione per delinquere, introduzione abusiva nel sistema telematico di Telecom e truffa informatica ai danni dell'operatore, "aggravati dalla circostanza di favorire l'associazione per delinquere di stampo camorristico": l'attività fraudolenta era condotta da un'organizzazione composta da alcuni dipendenti dell'impresa di pulizie utilizzata dagli uffici napoletani di Telecom, legati ad alcuni esponenti della camorra appartenenti al "clan Contini".

Proprio dopo aver appurato il perpetrarsi della truffa, TIM aveva informato via SMS i propri utenti, invitandoli a diffidare di eventuali messaggi truffaldini contenenti l'allettante prospettiva di far lievitare il credito disponibile con una chiamata diretta ad una numerazione telefonica a sovrapprezzo, facendo leva sulla "sete di ricarica" di molti utenti.

Sempre più oggetto di attenzione per via di utilizzi estremamente disinvolti da parte di aziende e operatori telefonici, nel tempo gli 899 e le altre numerazioni a sovrapprezzo si sono guadagnati una pessima reputazione, essendo spesso e volentieri legati a business condotti da organizzazioni che si sono rivelate al di fuori dei confini del lecito. Sarà sufficiente l'introduzione del servizio di disabilitazione permanente ad arginare il fenomeno?

lunedì, aprile 21, 2008

Sony svela un display sottile come carta

Tokyo - Nel corso della conferenza giapponese Display2008, Sony ha mostrato un prototipo di display OLED di soli 0,3 millimetri di spessore: l'equivalente, secondo gli esperti, di un tipico foglio di carta lucida fotografica per stampanti.

Un OLED più sottile che maiQuesto display rappresenta un ulteriore passo avanti nella realizzazione di pannelli LCD ultrasottili ed eventualmente piegabili. Attualmente il televisore Sony più sottile è il Drive XEL-1, il cui schermo OLED misura 1,4 mm di spessore (incastonato in un pannello di 3 mm): il suo prezzo è di 190mila yen, pari a circa 1.160 euro.

Come lo XEL-1, il prototipo di display mostrato da Sony ha una diagonale di 11 cm, una risoluzione di 960 x 540 pixel e un rapporto di contrasto di un milione a uno. In futuro verrà utilizzato su di una nuova generazione di televisori OLED.
La tecnologia OLED, che come noto non richiede un sistema di retroilluminazione, è in grado di sopravanzare quella LCD in quasi tutti i comparti: consumi, fedeltà cromatica, gamma dinamica, contrasto, angolo di visione e tempi di aggiornamento dello schermo (refresh). Oltre ai costi di produzione, uno dei pochi aspetti in cui la tecnologia LCD mostra ancora un certo vantaggio è il tempo di vita: i materiali organici utilizzati nei pannelli OLED, infatti, tendono a deteriorarsi più velocemente rispetto ai cristalli liquidi.

sabato, aprile 19, 2008

Hotmail chiude fuori Outlook Express

Redmond (USA) - Presto non sarà più possibile utilizzare il buon vecchio Outlook Express (OE) per accedere alle caselle di posta gratuita Hotmail. Come riporta il blog di Windows Live Hotmail Technical Support, a partire dal 30 giugno Microsoft disattiverà dal proprio servizio email il supporto a DAV (Distributed Authoring and Versioning), il protocollo utilizzato da OE per gestire gli account Hotmail.

Questa restrizione potrà essere aggirata dagli utenti del servizio a pagamento Hotmail Plus, che dallo scorso anno possono accedere alla webmail di Microsoft anche attraverso il classico protocollo POP3.

In alternativa a OE, Microsoft raccomanda l'uso del più giovane e altrettanto gratuito Windows Live Mail: quest'ultimo è in grado di supportare il nuovo protocollo usato da Hotmail, DeltaSynch, che stando a BigM, fornisce una più sicura e avanzata modalità di accesso alla propria casella di posta su Web.
DeltaSynch è stato progettato per gestire caselle email molto grandi, e rispetto a DAV promette una modalità di gestione della inbox più avanzata ed efficiente: al contrario di DAV, il nuovo protocollo scarica solo i messaggi nuovi o modificati dall'ultimo controllo della posta, e permette inoltre di sincronizzare rubrica, note, appuntamenti ecc.

"DeltaSynch purtroppo NON è supportato da OE: il suo supporto richiederebbe troppi cambiamenti al software", spiega il team di Hotmail, che ritiene dunque l'aggiunta di questo protocollo a OE impraticabile.

Gli utenti di Outlook, il fratello maggiore di OE, potranno continuare a leggere i propri messaggi su Hotmail, ma per farlo dovranno probabilmente scaricare una versione aggiornata di Outlook Connector.

Windows Live Hotmail


C'è chi afferma che il pensionamento del protocollo DAV potrebbe inficiare il funzionamento di alcuni dei tool non ufficiali, come l'estensione WebMail per Thunderbird, che oggi permettono l'accesso ad Hotmail per mezzo di client alternativi a quelli Microsoft.

Rilasciato lo scorso novembre, Windows Live Mail rappresenta, al pari del cugino Windows Mail integrato in Windows Vista, il diretto erede di OE. Tra le nuove funzionalità di questo software vi sono il supporto ai feed RSS, un più avanzato motore di ricerca, funzionalità per la condivisione delle foto, e una stretta integrazione con i servizi Windows Live. Oltre a ciò, Microsoft afferma che Windows Live Mail fornisce un livello di sicurezza assai maggiore di OE.

Windows Live Mail è in grado di importare tutti i messaggi e i contatti di OE, e sebbene Microsoft non garantisca che i due programmi possano coesistere pacificamente sulla stessa macchina, è generalmente possibile utilizzarli insieme.

venerdì, aprile 18, 2008

Microsoft contro le madri violatrici di trademark

Roma - Microsoft è accusata di non aver alcuna pietà per le madri che violano e infangano un trademark, nessuna clemenza nei confronti di coloro che propongono sul mercato software esplicitamente destinati a combattere l'abuso di prodotti Microsoft.

L'ira funesta del colosso di Redmond si è abbattuta su Unicaresoft, piccola software house olandese capitanata da Carola Eppink, sviluppatrice e genitrice portatrice del vessillo dell'uso responsabile della rete da parte dei giovani netizen. L'azienda ha sviluppato un software di parental control che consente alle famiglie di razionare l'uso di Internet e delle chat per i minori che si intrattengono di fronte allo schermo.

Eppink, autodefinitasi madre preoccupata, aveva sapientemente tentato di chiamare a sé le famiglie battezzando il software MSNLOCK: facendo leva su uno dei brand più noti della rete, l'imprenditrice aspirava a intercettare interesse e raccogliere consensi.
Ma Microsoft ha adito le vie legali, forse punta nel vivo da un'azienda che mira ad insidiare un mercato nel quale si sta avviando, più probabilmente indispettita dalla cattiva luce gettata sul proprio prodotto per l'instant messaging. "Microsoft ha denunciato Unicaresoft Corporation per violazione dei diritti di proprietà intellettuale nell'utilizzo del brand MSN" ha spiegato un rappresentante della divisione olandese del colosso di Redmond: l'obiettivo è "prevenire l'uso di MSN nel nome del prodotto e nei domini registrati in rete".

"Ho sempre creduto che MSN stesse per Messenger - tenta di smarcarsi Carola Eppink in un comunicato stampa, ammettendo candidamente di ignorare che MSN un tempo significasse Microsoft Network e citando a suo favore una definizione offerta dal dizionario olandese Van Dal, secondo cui "MSN messaging è definito come una chat condotta attraverso instant messaging". Aggiusta il tiro l'avvocato a cui è stata affidata la difesa: "Il nome MSNLOCK chiarifica semplicemente lo scopo del prodotto. Inoltre, MSN è diventato un nome generico per indicare l'instant messaging".

giovedì, aprile 17, 2008

CPU, Intel taglia i prezzi e lancia nuovi modelli

Santa Clara - Hanno il sapore dei saldi (quasi) estivi i tagli che Intel ha appena applicato al listino della sua linea di processori desktop e server, inclusi Core 2 e Xeon a due e quattro core. Le CPU interessate dai ribassi sono circa una quindicina, a cui si aggiungono quattro nuovi modelli.

Le CPU appena introdotte sul mercato sono due modelli di Core 2 Duo, l'E8300 (2,83 GHz, 6 MB di cache L2) e l'E7200 (2,53 GHz, 3 MB di cache), con prezzo rispettivamente di 163 e 133 dollari; e due modelli di Celeron, l'E1400 (due core, 2 GHz, 512 KB di cache) e il Celeron 570 (1 core, 2,66 GHz, 1 MB di cache), con prezzo rispettivamente di 53 e 134 dollari.

La più generosa riduzione di prezzo ha interessato i processori Core 2 Quad Q6700 (2,66 GHz) e Xeon quad-core X3230 (2,66 GHz), entrambi passati da 530 a 266 dollari (-49,8 per cento). Seguono il Core 2 Duo E6850 (3 GHz), passato da 266 a 183 dollari (-31,2 per cento), e lo Xeon dual-core 3085 (3 GHz), passato da 266 a 188 dollari (-29,3 per cento). Tutte le altre CPU, che comprendono due modelli di Pentium dual-core e diversi modelli di Celeron a uno e due core, hanno subito una riduzione di prezzo compresa fra il 13 e il 22,7 per cento. Per i dettagli si veda la tabella a fondo pagina.
Con queste sforbiciate ai prezzi, Intel ha risposto all'arrivo sul mercato dei nuovi processori K10 di AMD dotati di core step B3, ed in particolare ai Phenom Black Edition destinati agli hardcore gamer, e quelli tri-core destinati invece ai PC mainstream.

Va ricordato che quelli riportati sono i prezzi all'ingrosso, riferiti ad ordini minimi di 1000 unità.

martedì, aprile 15, 2008

Ubuntu 8.04, la sfida a Microsoft Vista

Roma - Titolo provocatorio, perché no? Nonostante il predominio Microsoft resti tuttora indiscusso, la nuova versione di Ubuntu 8.04, Hardy Heron (airone ardito), ha tutta l'aria di voler risolvere il famoso bug #1 segnalato da Mark Shuttleworth: Microsoft ha la maggioranza del mercato dei Desktop. La nuova release di questa popolarissima distribuzione Linux, infatti, segna un concreto passo in avanti verso le esigenze dell'utente medio, strizzando l'occhio agli effetti grafici (KDE 4.0, Compiz), all'usabilità, alla gestione delle periferiche, alla virtualizzazione e, non ultima, all'integrazione in reti Windows.

SplashNata nell'ottobre 2004 come "derivata" di Linux Debian, Ubuntu è un progetto di Mark Shuttleworth, giovane miliardario sudafricano abituato a raccogliere le sfide impossibili; non a caso, è stato il secondo turista spaziale pagante, e il primo africano nello spazio. Il nome stesso, "Ubuntu", che significa "Umanità verso gli altri" in lingua Zulu, riassume efficacemente le linee guida di questa distribuzione: free & open source software, rilasci ogni sei mesi, stabilità, gratuità, grande attenzione all'utente.

La nuova Ubuntu 8.04 introduce molte novità di rilievo: l'interfaccia grafica si fregia di uno splendido Gnome 2.22, affiancato ad X.org 7.3, il nuovo kernel raggiunge la versione 2.6.24, Firefox la versione 3.0; le restanti migliorie riguardano la gestione dell'audio (PulseAudio) e della masterizzazione (Brasero), la convivenza in reti Windows (Likewise Open), nuovi client bittorrent (Transmission) e VNC (Vinagre).

lunedì, aprile 14, 2008

Windows XP, SP3 è in viaggio verso i PC

Redmond (USA) - Fattosi attendere ben più a lungo di quanto sperato dagli aficionado di Windows XP, il Service Pack 3 si è finalmente incamminato, nella sua versione finale (RTM), verso la considerevole schiera di utenti rimasti fedeli a Windows 5. I primi ad aver ricevuto l'imponente aggiornamento sono stati i produttori di PC, mentre i normali utenti potranno scaricare l'SP3 a partire dalla prossima settimana.

Secondo la tabella di marcia annunciata ieri, ma già trapelata un paio di settimane fa, il 29 aprile l'SP3 diverrà disponibile su Windows Update e Download Center, e potrà dunque essere scaricato da tutti gli utenti. A partire dal 19 maggio l'update sarà invece integrato su tutti i nuovi CD di Windows XP, e nel corso di giugno comincerà ad essere distribuito anche attraverso la funzionalità Aggiornamenti automatici di Windows. Queste date si riferiscono alla versione in lingua inglese: quella italiana dovrebbe comparire su Windows Update nei primi giorni di maggio.

L'SP3 include tutti gli update a Windows XP rilasciati dal dal suo debutto sul mercato ad oggi, e per tale motivo può essere applicato a tutte le versioni a 32 bit di questo sistema operativo: tra gli aggiornamenti si trova anche una selezione di bug fix rilasciati out-of-band, ossia per specifici clienti o necessità, e un piccolo numero di nuove funzionalità. Tra queste ultime alcune sono già state rilasciate in passato come update separati (che dovevano essere installati uno per uno), mentre altre debuttano qui per la prima volta.

sabato, aprile 12, 2008


Siamo in laboratorio, sempre presi più o meno dalla progettazione del gioco sui rischi naturali RINAMED.
Un evento importante però si svolgerà Venerdì 18 Aprile, all'auditorium Torelli quì a Sondrio. Un convegno sulle nuove tecnologie gestito dal POLYTECH di portata mondiale. Siamo invitati a partecipare, alle ore 16:30 di Venerdì prossimo quindi!

giovedì, aprile 10, 2008

Windows e Ubuntu destinati a convivere

Per il patron di Canonical, proprietaria del progetto Ubuntu, "la guerra tra sistemi concorrenti non ha senso; assai meglio un certo grado di civile convivenza, che rispetti gli spazi commerciali e i diritti di tutti"; così si è espresso il miliardario sudafricano in una conferenza stampa riguardante la prossima uscita della nuova release 8.04 del sistema operativo libero basato su Gnome.
Windows è una piattaforma troppo importante per fingere che non ci sia" ha ribadito sul suo blog "e la nostra soddisfazione riguardo a Linux non deve accecarci al punto di rifiutare programmi usati dalla maggioranza degli utenti". E cita ed esempio Firefox, il browser che ha assunto una posizione di assoluta importanza proprio in virtù della sua facile convivenza con Windows.
L'apertura verso una coabitazione con i "massimi sistemi" proprietari -anche Apple non viene messa da parte- ha preso i più alla sprovvista, ma forse altro non è che l'ennesima abile mossa di un manager che sin dall'inizio ha saputo conquistarsi una posizione di primo piano tra i produttori di software libero.
D'altra parte può essere la mossa vincente per convincere gl'indecisi a passare a Linux e la proposta è interessante anche sotto l'aspetto puramente tecnico; usando cioè WUBI, un programmino che permette di installare Ubuntu nella stessa partizione di Windows senza dover creare e formattare una partizione del disco rigido, anche se ovviamente ne è consigliabile una deframmentazione prima dell'installazione.
Alla teoria si contrappone tuttavia la pratica e le eccezioni che da essa derivano. Che succede cioè nel caso delle possibili defaillances del sistema operativo principale causate ad esempio da un virus o comunque da una reinstallazione di Windows che notoriamente sovrascrive il dual boot?
Intanto il nuovo Ubuntu (o meglio Hardy_Heron, così si chiamerà quest'ultima release) dovrebbe andare in distribuzione nel suo definitivo rilascio nell'ultima settimana di aprile e ovviamente effettueremo un test approfondito non appena possibile.

mercoledì, aprile 09, 2008

Il Pentagono recluta soldati hacker

Roma - Chiamata di arruolamento volontario dello Zio Sam per gli hacker che passano il loro tempo alla tastiera e surfano la rete nelle notti passate alla luce dello schermo. "Questo edificio verrà attaccato 3 milioni di volte oggi" annuncia un video, con protagonista il Pentagono, che ora circola sul network di YouTube. "Chi lo proteggerà oggi?", continua la clip presentando lo staff responsabile dell'Air Force Cyber Command, il nucleo preposto alla salvaguardia della Rete USA dalle minacce provenienti da Internet. Un'organizzazione che ora più che mai ha bisogno di aiuto e forze fresche, meglio se pescate in quel vasto bacino di techie che sulle vulnerabilità dei sistemi ne sanno sicuramente qualcuna in più di certi professionisti governativi.

Il video fa parte di una campagna pubblicitaria a tappeto, condotta dal Pentagono sul web, sulla carta stampata e in TV, su qualunque mezzo possa servire per raggiungere la potenziale audience del messaggio. E il messaggio, come ha avuto modo di rimarcare anche il plenipotenziario della homeland security alla RSA Conference con la presentazione del nuovo Manhattan Project digitale, è che il network statunitense è divenuto un bersaglio ghiotto per tutte le potenze straniere, intenzionate ora più che mai a gettare scompiglio negli USA con le armi del cyber warfare.

Scompiglio come quello provocato dalla presunta incursione di agenti cinesi nelle maglie telematiche del Pentagono, ad esempio. Una minaccia calcolata in crescita esponenziale: secondo un rapporto del controspionaggio datato 2006, sarebbero 108 i paesi coinvolti in "sforzi contro tecnologie USA sensibili e protette", un numero notevole in confronto ai soli 37 identificati nel 1997. In cima alla lista dei nemici digitali degli Stati Uniti vi si trovano Cina e Russia, sebbene entrambi i paesi respingano le accuse al mittente e anzi dichiarino di essere a loro volta vittime di attacchi organizzati da potenze esterne.
Il problema, nel caso del cyber warfare, è la necessità di attirare l'attenzione dei potenziali soldati della nuova guerra sul TCP/IP: "Come riesci a entrare nell'intelletto di un tipo completamente diverso di guerriero della Air Force?" si chiede a tale riguardo il generale William T. Lord, responsabile appunto del segmento delle forze aeree che si occupano di cyber war. Lord è convinto che gli hacker-smanettoni vadano "cacciati" e incontrati nel loro habitat naturale, e proprio per questo il generale ha già partecipato a un forum tenuto sul celebre sito di "news for nerds" Slashdot.

martedì, aprile 08, 2008

Mozilla a Fa' la cosa giusta

Inizia domani (11 aprile) e proseguirà fino a domenica Fa' la cosa giusta, la manifestazione dedicata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili.

Quest'anno ci sarà una novità, la partecipazione di Mozilla Italia, per far conoscere da vicino la propria realtà e far provare sul posto Firefox e Thunderbird, illustrare le estensioni e visualizzare i più originali temi sviluppati per personalizzare il proprio browser.

"Mozilla, nata proprio 10 anni fa per promuovere l'innovazione e dare la possibilità di scelta nel settore strategico delle tecnologie collegate a Internet è una realtà in cui crediamo" ha dichiarato Giuliano Masseroni, Presidente di Mozilla Italia. "Lo sviluppo di software e tecnologia libera e open source nel mondo ha un'importanza fondamentale e la nostra presenza qui vuole sottolineare che anche la scelta del proprio browser, proprio come quella di altri beni di consumo, può e deve essere fatta in maniera consapevole".

Appuntamento con Mozilla al padiglione 7 stand SL04 a FieraMilanoCity, dall'11 al 13 aprile.

lunedì, aprile 07, 2008

Super 3G: il patto sulle licenze è cosa fatta

Roma - I protagonisti mondiali del mercato mobile e del networking hanno firmato un patto per stimolare la diffusione della nuova tecnologia Super 3G - conosciuta come LTE (Long Term Evolution). In dettaglio si tratta di un accordo per abbassare notevolmente i costi licenziatari dei brevetti detenuti dalle imprese coinvolte.

Alcatel-Lucent, NEC, NextWave Wireless, Nokia Siemens Networks e Sony Ericsson hanno infatti confermato che le royalty applicate sui listini dei cellulari compatibili non supereranno il 10%; su ogni notebook con supporto LTE, invece, graverà una trattenuta inferiore ai 10 dollari.

La tecnologia Super 3G viene considerata a tutti gli effetti l'anello di congiunzione fra le soluzioni 3G come l'UMTS e la 4G ancora in fase di sviluppo e attesa per il 2010. Accreditata di una velocità di trasferimento dati in downloading di 100 Mbps e in uploading di 50 Mbps, LTE offre in realtà un potenziale ancora non del tutto esplorato.
L'implementazione di Super 3G potrebbe essere realizzata a costi contenuti con un upgrade delle infrastrutture esistenti oppure, a seconda dei risultati che si vogliono ottenere, richiedere una copertura radio dedicata. In ogni caso, l'implementazione di reti LTE richiederà investimenti e scelte strategiche ben precise, dato che di fatto è in diretta competizione con altri standard emergenti come ad esempio il WiMax.

Vodafone, AT&T e Verizon Wireless, secondo The Wall Street Journal, hanno già scelto la tecnologia LTE per il Web browsing via cellulare di domani. In pochi anni dovrebbero essere attivati i primi servizi di copertura del segnale.

Interessante comunque rilevare che per una volta il settore industriale si è mosso d'anticipo sulla questione brevetti, evitando prevedibili querelle legali. La nascita di un "framework" per le licenze consentirà di lanciare più velocemente sul mercato le nuovi soluzioni di networking mobile.

Per Ilkka Rahnasto, responsabile della proprietà intellettuale Nokia, si tratta di "un grande passo in avanti per stabilire in modo prevedibile e trasparente i costi di licenza, nonché per agevolare più velocemente l'adozione di nuove tecnologie".

domenica, aprile 06, 2008

Vista SP1, ora anche in italiano

Roma - Puntuale con la tabellina di marcia annunciata ad inizio anno, nel corso della giornata di ieri Microsoft ha rilasciato le rimanenti versioni localizzate del Service Pack 1 per Windows Vista, tra le quali anche quella italiana.

Come si ricorderà, il rilascio della versione inglese dell'SP1 è avvenuto lo scorso 4 febbraio, ma il deployment dell'aggiornamento non è filato del tutto liscio: dapprima BigM ha infatti annunciato alcuni problemi di compatibilità tra l'update e certi driver di terze parti, e subito dopo è stata costretta a ritirare una patch necessaria all'installazione dell'SP1 che, in rare circostanze, poteva causare il riavvio infinito del sistema (problema risolto la scorsa settimana).

Per il momento l'SP1 in lingua italiana è stato rilasciato sul Download Center di Microsoft.com e sul servizio Windows Update (su alcuni sistemi l'aggiornamento potrebbe diventare visibile solo fra qualche giorno). L'installazione da Windows Update è consigliata per chi deve installare l'SP1 su di un singolo PC connesso alla rete, mentre tramite il Download Center è possibile scaricare il package che permette l'installazione dell'SP1 su più macchine.
A partire da maggio il service pack verrà reso disponibile anche attraverso la funzione Aggiornamenti automatici di Windows Vista.

Per scaricare manualmente l'SP1 è possibile utilizzare i seguenti link:
- Windows Vista SP1 per sistemi x86, package eseguibile
- Windows Vista SP1 per sistemi x86, ISO CD
- Windows Vista SP1 per sistemi x64, package eseguibile
- Windows Vista SP1 per sistemi x86 e x64, ISO DVD

Di seguito si riportano invece alcuni link a risorse informative e di approfondimento:
- elenco dei driver di periferica di cui è stata accertata una qualche incompatibilità con l'SP1;
- FAQ in italiano su Windows Vista SP1;
- introduzione generale all'SP1 (in inglese);
- guida (in inglese) contenente informazioni sui principali cambiamenti introdotti in Windows Vista dall'SP1;
- guide all'SP1 dedicate ai professionisti dell'IT;
- articolo della Knowledge Base (KB) che spiega come comportarsi se alcuni driver smettono di funzionare dopo l'installazione dell'SP1;
- articolo della KB che elenca alcuni dei motivi che impediscono a certi utenti di scaricare l'SP1 da Windows Update o da Aggiornamenti automatici.

Dall'archivio di Punto Informatico, in ordine cronologico, ecco alcuni degli articoli più significativi su Windows Vista SP1:
- Supporto gratis per Vista SP1
- Windows Vista SP1, il debutto oggi
- Vista SP1, nuovi test di velocità
- L'SP1 di Vista conterrà misure anti-crack
- L'identikit del SP1 per Vista
- L'SP1 di Vista conterrà le modifiche antitrust

sabato, aprile 05, 2008

Un 13enne fa le pulci alla NASA

Roma - Si chiama Apophis, è un ormai celeberrimo asteroide di 350 metri di diametro, e nel 2036 potrebbe colpire la Terra. Prima di correre a convertirsi e confessare i propri peccati, è bene tenere presente che gli scienziati della NASA hanno stabilito che le probabilità che tutto questo si verifichi sono 1 su 45mila. Certo, c'è chi invece accusa gli esperti statunitensi di sottovalutare il problema: come Nico Marquardt, studente tedesco 13enne, che nel corso del suo progetto scolastico sull'"asteroide killer" ha stabilito che il rischio è molto maggiore.

Per Nico, le probabilità che Apophis colpisca la Terra sono 1 su 450. Niente male come errore nei calcoli NASA, e in rete sono parecchi a sperticarsi nelle lodi a questo giovane appassionato: "Il ragazzo ha fatto un lavoro incredibile, se si pensa che 100 anni fa gli studiosi dovevano fare tutto a mano coi logaritmi e il regolo calcolatore - dice l'astronomo anglo-australiano Fred Watson - Era un procedimento che richiedeva giorni, ma oggigiorno chiunque può scaricare il software giusto e scovare errori nel lavoro della NASA: è davvero straordinario".

Quale migliore occasione per rifarsi sui ricercatori della NASA: "A volte mescolano sistema metrico decimale con quello anglosassone imperiale" riferisce mellifluo Watson, che loda Nico per aver previsto come l'impatto tra un satellite geostazionario, posto a circa 36mila chilometri di distanza dal globo terrestre, e l'asteroide possa causare una deviazione pericolosa che lo conduca a scontrarsi con il nostro pianeta.

giovedì, aprile 03, 2008

Ri-postiamo

Non sono molto attivo in questo periodo nell'aggiornamento del Blog. Dovrò vedere di tornare a postare con un pò più di regolarità d'ora in poi, mentre le simulazioni degli esami si avvicinano sempre più.
Speriamo di arrivare pronti!!!