martedì, maggio 27, 2008

125 pollici di plasma flessibile

Roma - I laboratori hi-tech della società giapponese Shinoda Plasma hanno dato alla luce una nuova tecnologia di display, mostrata al mondo nella configurazione di uno schermo panoramico dalla diagonale di 125 pollici. Non sono tanto le dimensioni a far scalpore, quanto il fatto che lo schermo sia spesso solo 1 millimetro e si possa piegare per adattarsi alle esigenze di visione, senza per questo pregiudicare l'omogeneità delle immagini nemmeno agli angoli.

il displayIl display consiste in tre sottomoduli da 1 metro quadro ciascuno integrati uno accanto all'altro, pesa 3,6 chilogrammi - dieci volte in meno il peso medio di uno schermo al plasma di pari dimensioni - e offre una risoluzione massima di 960x360 pixel. Decisamente poco perché si possa parlare di dispositivo adatto all'alta definizione, ma escludendo (almeno per ora) l'home video, le sue dimensioni e la relativa leggerezza sono caratteristiche di sicuro richiamo per ambiti non necessariamente legati all'intrattenimento.

Secondo la società produttrice, specializzata nella realizzazione di display di nuova concezione, il sample messo in mostra nella presentazione soffre ancora di uno scarso indice di luminosità, che il CEO Tsutae Shinoda paragona a quello di "un display al plasma del 1999".
Nonostante questo, Shinoda assicura che il prototipo è arrivato a un livello di rifinitura non molto lontano dalla produzione in volumi, e che questo e altri problemi dovrebbero essere risolti in tempo prima di avviare le catene di assemblaggio. In tal senso la società è alla ricerca di partner che la aiutino ad avviare la produzione entro il prossimo anno solare.

Il display di Shinoda, che dovrebbe essere presentato in una versione da 150 pollici al prossimo InfoComm 2008 di Las Vegas, è una di quelle tecnologie che vuole concorrere, assieme agli schermi OLED sviluppati tra gli altri da Sony, all'evoluzione delle attuali abitudini e soluzioni tecniche di visione, nel salotto di casa così come in ambiti di utilizzo meno casalinghi.

domenica, maggio 25, 2008

SALVEZZA

Questo pomeriggio noi della Pontese ci siamo salvati e quindi restiamo in Seconda Categoria, dopo aver battuto il Cosio ai PlayOut: Andata vittoria per 1-0, ritorno pareggio per 1-1 soffertissimo.
Dopo la promozione una salvezza, per continuare l'anno prossimo e cercare risultati migliori!

sabato, maggio 24, 2008

Microsoft rimborsa chi usa il suo search

Roma - Microsoft le prova proprio tutte, sia sul piano tecnologico che su quello finanziario, per costruire un'alternativa quantomeno credibile allo strapotere di Google nel campo della ricerca sul web e nell'advertising contestuale. Mentre la vicenda dell'acquisizione di Yahoo! procede tra colpi di scena degni di una soap opera della Silicon Valley, l'ultima iniziativa in ordine di tempo non prettamente finanziaria è Live Search cashback, il programma che permette agli acquirenti di taluni prodotti in evidenza di vedersi restituita una parte del denaro speso online.

il nuovo servizioPresentato alla conferenza Advance 08, Live Search cashback è un servizio ponte fra i tradizionali motori di ricerca e i siti di ecommerce come eBay. Proprio da una collaborazione con eBay e la sua propaggine finanziaria PayPal nasce il nuovo portale, che ha lo scopo principale di fungere da vetrina di prodotti per gli inserzionisti interessati ad apparire tra i risultati evidenziati.

Oltre che alla partnership con eBay, Microsoft si affida anche alla tecnologia software ottenuta dopo l'acquisizione nel 2007 di Jellyfish, portale specializzato nella comparazione tra i prezzi dei prodotti appartenenti a diverse categorie merceologiche. Proprio in occasione della messa online di Live Search cashback, la homepage di Jellyfish riporta la nota di non meglio specificati "upgrade e miglioramenti ai server", probabile segno della prossima, definitiva assimilazione da parte del colosso di Redmond.
Gli inserzionisti interessati a promuovere taluni prodotti come "featured" sul sito di cashback potranno contare su un modello di business costo-per-acquisizione (CPA), in cui lo spazio pubblicitario va pagato solo nel caso che avvenga una transazione effettiva. Un "rischio" di investimento minore rispetto al tradizionale cost-per-click (CPC), che introita denari dagli inserzionisti anche in assenza di action da parte dell'utente, ossia di acquisto.

venerdì, maggio 23, 2008

Wii Fit, Nintendo promette l'impossibile?

Roma - Wii Fit, l'ultima proposta Nintendo per la console "next-gen" che ha guadagnato alla causa del videogaming un intero nuovo bacino di utenza, si è attirata critiche accademiche nei giorni a cavallo del lancio ufficiale del prodotto negli States. Quella pedana, da tempo in vendita in Italia, trae facilmente in inganno sulla possibilità di perdere peso: lo sostiene un noto professore universitario intervistato da GameSpy per l'occasione.

il gadgetIl sistema, costituito da una componente software da caricare nella home console Wii e da una pedana wireless in grado di misurare con precisione la pressione e la posizione del corpo, è progettato per offrire all'utente-giocatore una serie di esercizi divisi in 40 categorie di attività.

Yoga, sci, boxe, aerobica, piegamenti e quant'altro, Wii Fit offre un pacchetto di esperienze variegato che ha permesso al prodotto di spopolare in Giappone. Approdato in Europa e in Italia negli ultimi giorni di aprile, il "casual training" di Nintendo si prepara ora a conquistare anche gli Stati Uniti.
A squalificarlo invece come inutile e persino pericoloso è la dottoressa Judith S. Stern, professore emerito di nutrizione e medicina interna presso l'Università della California nella città di Davis. Stern, che ha pubblicato un buon numero di lavori sulla nutrizione, l'obesità e l'effetto dell'esercizio ginnico sul metabolismo, contesta l'implementazione del principio su cui si basa Wii Fit, ovvero l'Indice di Massa Corporea.

L'IMC si misura nel rapporto tra il peso e l'altezza di una persona, ed è generalmente utilizzato per indicare il peso forma. Wii Fit considera l'IMC come il punto di partenza del piano di esercizi e obiettivi ginnici che è possibile programmare con il software: se un indice iniziale è troppo alto o troppo basso, tale programma dovrebbe aiutare l'utente-ginnasta a riequilibrare il tutto raggiungendo valori più consoni alle proprie caratteristiche biometriche.

mercoledì, maggio 21, 2008

Web 2.0, il re è Firefox

Roma - Nell'ottica di quella che sarà la nuova generazione di pagine web, meglio nota anche come web 2.0, un ruolo fondamentale è quello ricoperto da JavaScript. Lo sanno bene gli sviluppatori di browser che cercano di aumentare le prestazioni con algoritmi di ottimizzazione sull'interpretazione e l'elaborazione del codice. Che in questo verso si stiano muovendo un po' tutti i developer è un dato di fatto, e i numeri lo confermano.

A fine febbraio su Punto Informatico abbiamo eseguito il "SunSpider JavaScript Benchmark", un test JavaScript che mette alla prova il browser su 3d, crittografia, stringhe, matematica e funzioni varie. Ognuno può eseguire il test da questa pagina, ricordando ancora una volta come ogni test abbia la sua validità relativa. Ricordiamo inoltre che il test viene ripetuto 5 volte e i valori forniti sono una media calcolata automaticamente. La percentuale indica la variazione, positiva o negativa, rispetto alla media dei risultati ottenuti nei singoli tentativi.

In riferimento all'articolo di febbraio, c'è da fare una precisazione. La differenza di prestazioni in Firefox era evidente non tanto fra la versione 3.0 default del browser e quella con la PGO, quanto tra la versione 3.0 default e la versione nightly build nota anche come Minefield. Il divario fra le due versioni di Firefox esiste ancora, ma in questi mesi è crollato.
Oggi abbiamo rifatto il test con le nuove versioni dei browser. I tempi sono diminuiti per tutti, il maggior salto di qualità sembra esser fatto da Apple Safari, ma il più veloce si conferma ancora una volta Firefox 3. È stato interessante anche provare la nuova versione di Internet Explorer, la 8.0 beta 1, che rattoppa in qualche modo i pessimi risultati di Internet Explorer 7 ma che rimane ancora molto lontano dal vertice. Peggio di tutti Opera.

Il computer su cui è stato effettuato il test: Intel Core2 Duo E6600 2400 mhz 4 MB cache L2, Ram Team Group Elite 2GB DDR2 2X1GB PC6400, Hd Seagate Barracuda 320 gb Sata2 7200rpm 16mb cache Mobo Gigabyte ga-p35-ds3r, Windows XP Service Pack 2

martedì, maggio 20, 2008

Xbox Live cambia tutto e raddoppia

Roma - Giochi più belli, giochi più grandi: ma anche meno giochi. Le novità annunciate da Microsoft per il suo Xbox Live Arcade (XLA) non si esauriscono qui, ma la novità è senz'altro il cambio di strategia per quanto riguarda il catalogo a disposizione: per BigM meglio pochi ma buoni, quindi via tutti i giochi che non hanno raggiunto successo e popolarità, e spazio ai contenuti di qualità. Da ora e per sempre.

Il logo di Xbox Live ArcadeMarc Whitten, general manager di Xbox Live, spiega a Next Generation che i risultati della sezione Arcade - dove è possibile acquistare giochi da scaricare, di dimensione e complessità inferiore a quelli in vendita nei negozi - ha superato "anche le nostre previsioni più coraggiose: abbiamo totalizzato acquisti per più di 250 milioni di dollari dal lancio, e ogni mese vengono scaricati circa 30 milioni di titoli dal servizio". Sono circa un milione al giorno gli acquisti effettuati su XLA, cui vanno sommati gli oltre 15 milioni di brani musicali venduti, da un catalogo per il momento tutto sommato molto ristretto, e un numero imprecisato di video.

Il problema non sarebbe lo scarso successo, ma la troppa popolarità che il mercatino digitale ha assunto in questi mesi: "Il servizio che avevamo costruito per poche centinaia di titoli - spiega Whitten - ora dispone di oltre 15mila titoli". Troppi, secondo Microsoft, e dunque è ora di fare un po' di pulizia: tutti i titoli che avranno almeno 6 mesi di vita alle spalle, ma che avranno un punteggio Metacritic inferiore a 65 e un conversion rate inferiore al 6 per cento, saranno rimossi dalla sezione dopo un preavviso di 3 mesi. Una decisione che non incontra proprio il favore unanime in rete.
"Stiamo cercando sempre nuovi metodi per migliorare il servizio e rendere più semplice trovare i contenuti desiderati": per questo Whitten e i suoi stanno al contempo anche dandosi da fare per aumentare il supporto logistico a XLA, motivo per il quale salterà anche l'atteso update della console previsto per il mese di maggio.

Tutto questo impegno consentirà agli sviluppatori di aumentare il peso del loro lavoro, sia dal punto di vista economico con una nuova fascia di prezzo da 1600 point, sia dal punto di vista dei contenuti con una dimensione massima dei giochi che passa da 150 a 350 megabyte. E Microsoft intende metterci del suo: "Stiamo anche per creare uno studio di produzione, totalmente finanziato da noi, che focalizzerà le sue operazioni sulla creazione di materiale digitale di alta qualità".

domenica, maggio 18, 2008

INTER CAMPIONE D'ITALIA!!!

Siamo ancora una volta Campioni d'Italia, il 16° scudetto è nostro dopo una giornata sofferta ma grazie al grande Zlatan Ibrahimovic il Tricolore è fatto, cucito sul petto ancora per un anno e si spera ancora a lungo!!!

mercoledì, maggio 14, 2008

Office 2008 al suo primo Service Pack

Redmond (USA) - Il 2008 si candida ad essere l'anno più denso di service pack nella storia di Microsoft. Dopo quelli per Windows Vista, Windows XP e diversi altri prodotti made in Redmond, la mamma di Windows ha rilasciato il Service Pack 1 (SP1) per Office 2008 for Mac e le prime versioni beta dell'SP1 per Visual Studio 2008 e MS.NET Framework 3.5.

L'SP1 per Office 2008, che nei prossimi giorni potrà essere scaricato dal sito Mactopia e attraverso la funzione AutoUpdate di Office, rappresenta il secondo e più importante aggiornamento alla giovane suite per Mac dopo Office 2008 for Mac 12.0.1.

L'SP1 introduce un numero sostanzialmente più elevato di bug fix e migliorie, riassunti in questo articolo di Macworld. Tra i cambiamenti più importanti si citano un incremento delle performance quando si scrive in un box di testo, in una form o in un elemento di un grafico; uno strumento per la rimozione di Office più "intelligente", che evita di cercare copie di Office nei backup di Time Machine; e la correzione di un bug che causava il crash di Office 2004 quando si copiava del testo da un'applicazione di Office 2008.
La Macintosh Business Unit (Mac BU) di Microsoft ha inoltre annunciato che svilupperà il linguaggio VBA (Visual Basic for Applications) nella prossima versione del pacchetto Office per Mac.

"Condividere le informazioni con i clienti il più presto possibile, continua ad essere la priorità per la Mac BU, in modo da permettere agli utenti di soddisfare le proprie esigenze legate ai software utilizzati. Nonostante la Mac BU abbia aumentato l'assistenza in Office 2008 attraverso strumenti di scripting alternativi come Automator e AppleScript, il team riconosce che il linguaggio VBA è importante per un gruppo selezionato di utenti che si affida alla macro condivisione tra le piattaforme".

Le prime beta dell'SP1 per Visual Studio 2008 e MS.NET Framework 3.5, invece, sono già disponibili per il download sul sito di Microsoft, ma per il momento possono essere applicate solo alle versioni in lingua inglese e giapponese dei rispettivi software.

martedì, maggio 13, 2008

eMule 0.49a è realtà

Roma - È ufficiale, eMule 0.49a è nato. Sembra passato un attimo da quando era stata rilasciata la prima beta, e in effetti sono trascorsi appena 10 giorni tra l'inizio dei test su larga scala e il rilascio della versione definitiva. Il lavoro preliminare degli sviluppatori era stato evidentemente molto efficace, e la lista dei bug individuati è stata breve e smaltita in fretta.

Il pannello opzioni del nuovo eMule 0.49a


Il nuovo eMule è sempre più centrato sulla rete distribuita Kademlia. Niente server, niente nodi di rete come con la vecchia eD2K: un indubbio vantaggio per la comunità che ruota attorno al mulo, ora non più costretta a dipendere da server ballerini e non più legata ad uno spazio fisico per indicizzare e distribuire i contenuti con tutto quello che questo meccanismo comporta.
Kad, come viene chiamata in gergo la rete serverless, è il futuro di eMule: non è ancora tempo per dire addio all'eredità di eDonkey, ma con l'introduzione dell'offuscamento anche per la rete distribuita, con il miglioramento della gestione dei flussi in entrata e uscita sulle porte dedicate, il protocollo si è ormai fatto abbastanza maturo per riuscire a garantire prestazioni, se non superiori, almeno equivalenti al precedente.

Le vere novità di eMule 0.49a, dunque, sono sotto il cofano: esteticamente non è cambiato granché, fatta eccezione per alcune modifiche ai menu per includere le nuove feature. Il lavoro si è concentrato essenzialmente su usabilità ed efficienza del programma, con un help contestuale più intelligente, un UPnP che ora riconosce e gestisce al meglio un maggior numero di router, un sistema di gestione degli HASH perfezionato e decine di aggiornamenti per le librerie utilizzate nella compilazione.

Se tutto questo non bastasse, la lista completa delle modifiche e dei miglioramenti rispetto alla precedente versione è disponibile qui. Decine i bug individuati e rimossi, ancora di più i cambiamenti apportati per migliorare il funzionamento complessivo dell'applicazione.

In effetti sono molti i parametri che è possibile impostare e modificare: ormai eMule è diventato un programma a suo modo complesso, che paga la sua flessibilità e la sua popolarità con un pannello opzioni piuttosto complicato. In soccorso di vecchi e nuovi utenti proliferano le guide online come quella di eMule.it, che ha realizzato e aggiorna costantemente una guida che illustra passo dopo passo come trasformarsi da neofiti a veri esperti di P2P, con tanto di consigli su come migliorare la velocità di download e come difendersi dallo spyware, sempre in agguato sui circuiti del file sharing.

lunedì, maggio 12, 2008

Dagli Emirati Arabi la città del futuro

Roma - Costruire una città ad emissioni zero, dove l'energia non va mai sprecata, tutto si riutilizza, non ci sono auto a benzina o diesel, presto non sarà più un'utopia: sta accadendo negliEmirati Arabi Uniti, dove vicino ad Abu Dhabi prenderà vita Masdar City.

Condensato di tecnologia spinta agli estremi, misurerà circa 6 Km quadrati, ospiterà 50 mila persone e 1500 uffici ma i suoi consumi energetici saranno particolarmente contenuti. Non solo: verranno esclusivamente da fonti rinnovabili. Il primo edificio sarà un istituto di ricerca che i fondatori sperano possa divenire il fulcro della "Silicon Valley del Medio Oriente", la sola imperniata non sull'IT ma sulle energie rinnovabili.

I fondatori puntano a fare di questo gioiello un testbed per una gran quantità di nuove tecnologie, tutte dirette alla riduzione dell'impatto ambientale. Il progetto è parte della Masdar Initiative, un programma di investimenti governativi che mette a disposizione 15 miliardi di dollari per assicurare agli Emirati una prosperità che non dipenda esclusivamente dal petrolio. Secondo il Sultano Al Jaber, presidente del Masdar, se tutto andrà come previsto, il paese "siederà sul tetto del mondo".
I costi? 22 miliardi di dollari, con cui saranno implementate le tecnologie più di grido quali pannelli solari a film sottile, sensori per monitorare i consumi, particolari veicoli senza guidatore alimentati a batteria che renderanno inutile possedere un'automobile.

Progettare tutto da zero ha i suoi vantaggi, spiega Technology Review. Le celle solari, ad esempio, possono essere impiegate come facciate degli edifici al posto dei laterizi tradizionali, riducendo i costi. L'elettricità necessaria per il raffreddamento verrà contenuta intervenendo sulla sagoma degli edifici, il posizionamento delle strade e gli spazi aperti, cercando un equilibrio tra ombra e sole e favorendo la naturale circolazione dell'aria. I condizionatori, comunque, utilizzeranno sistemi di condensazione che sfruttano direttamente l'energia solare, invece di un comune compressore.

I trasporti? Da porta a porta, mediante semplice digitazione della destinazione, sufficiente a istruire il mezzo di trasporto a raggiungere il richiedente e trasportarlo automaticamente dove desiderato. Mezzo che potrà viaggiare, sempre alimentato a batterie ricaricate da fonti rinnovabili, su rotaie o tramite levitazione magnetica.

Anche i consumi idrici verranno contenuti il più possibile, per ridurre quelli energetici derivanti dall'attività di desalinizzazione dell'acqua. E nessuno spreco: i sensori di consumo informeranno i residenti se i propri assorbimenti eccederanno le quote previste, nel qual caso potrebbero essere chiesti pagamenti per il consumo eccedente.

La generazione di elettricità verrà principalmente dal sole, ma verrà in parte anche affidata a generatori eolici, di dimensioni ridotte a causa della scarsa intensità del vento. Si tenterà anche di convertire integralmente tutti i rifiuti in energia, o quasi.

Sulla scorta di queste ed altre ottimizzazioni, i progettisti pensano di ottenere un agglomerato i cui consumi siano del 75 per cento inferiori rispetto ad uno di analoghe dimensioni ma costruito e funzionante con tecniche tradizionali.

Uno degli scopi principali dell'iniziativa è trovare cosa funziona e cosa no: durante gli otto anni di sperimentazione ed anche successivamente è prevista la continua incubazione di imprese innovative che provino nuove tecnologie, in collaborazione con il Masdar Institute of Science and Technology e con il Massachussets Institute of Technology, che sta già selezionando curriculum e facoltà per il supporto.

Dei 22 miliardi di dollari necessari, 4 verranno dal governo e il resto da investitori esterni. I dirigenti del Masdar sperano che le credenziali ambientali, energetiche e fiscali attraggano acquirenti per le proprietà: "Vogliamo che dia profitto, non costi", dice Khaled Awad, che dirige lo sviluppo. "Se non offre profitti esattamente come qualsiasi altra attività immobiliare non è sostenibile e, di conseguenza, mai sarà replicabile altrove".

Per alcuni aspetti la replicabilità è già ardua: Abu Dhabi, ritenuta lo scorso anno da Fortune una delle città più ricche del mondo, ha un'economia che rende un simile progetto praticabile. Ma, oltre agli aspetti meramente economici, il progetto è in certo qual modo "tagliato su misura": ripeterlo altrove porterebbe a ricalcolare molti aspetti, come la posizione e l'intensità del sole, la quantità di vento, le alte temperature, e molti altri fattori.

Cionondimeno Paul Dickerson, presidente dell'Ufficio per l'Efficienza Energetica e le Energie Rinnovabili degli Stati Uniti (EERE) è convinto che l'iniziativa non solo si dimostrerà un modello vincente ma anche che sarà in grado di offrire in diretta, sotto gli occhi di tutti, un esempio di come dovrà essere una città del futuro.

domenica, maggio 11, 2008

OpenOffice 3.0, siamo alla beta

Roma - Dopo l'anteprima per sviluppatori dello scorso marzo, OpenOffice 3.0 è ora disponibile nella sua prima versione beta. Sebbene si tratti ancora di una release preliminare, e dunque non adatta all'uso in ambiti produttivi, questa beta di OpenOffice 3.0 è considerata dai suoi sviluppatori sufficientemente matura e completa per essere provata da un ampio numero di utenti.

OpenOffice Write 3.0"Se sei un abituale utente di OpenOffice, questa è un'ottima occasione per aiutarci a rendere la prossima versione la migliore di sempre", si legge in questo comunicato ufficiale. Gli sviluppatori del celebre software open source invitano gli utenti a segnalare eventuali bug e difetti servendosi di questa pagina.

Negli ultimi anni OpenOffice è divenuto un pilastro portante per le piattaforme desktop basate su Linux, guadagnando sempre più consensi anche in ambito Windows, dove fornisce - ad un prezzo imbattibile - buona parte delle funzionalità offerte da MS Office e altre suite commerciali per l'ufficio. Con la nuova major release 3, il cui rilascio è previsto per settembre, OpenOffice tenta di colmare buona parte delle lacune che ancora lo rendono, agli occhi dei più esigenti, un prodotto incompleto. Lo fa introducendo un numero davvero imponente di novità, le più importanti delle quali sono descritte in questa pagina del sito OpenOffice.org e corredate da screenshot.
Delle nuove caratteristiche di OpenOffice 3 vale la pena menzionare i filtri d'importazione per i formati di Office 2007 e Office 2008 per Mac OS X (.docx,.xlsx,.pptx ecc.), l'implementazione dell'imminente specifica OpenDocument Format (ODF) 1.2, il supporto alle macro VBA (ancora parziale) e allo standard per l'archiviazione documentale PDF/A, il supporto nativo all'interfaccia Aqua di Mac OS X, un più avanzato tool di esportazione dei documenti PDF, la piena integrazione con Windows Vista, e i nuovi componenti di calcolo e creazione di grafici inclusi in OpenOffice Calc.

OpenOffice Calc 3.0Gli utenti del foglio di calcolo Calc beneficiano di un incremento del numero di colonne per singolo foglio, ora pari a 1024, mentre quelli del word processor Write possono utilizzare le nuove funzionalità dedicate alla gestione di note e appunti e la possibilità di visualizzare, in fase di modifica, più pagine per singola schermata.

Tutto nuovo anche lo Start Center (v. immagine a fine articolo), la schermata di benvenuto da cui è possibile aprire un documento preesistente, selezionare l'applicazione da lanciare in base al tipo di documento che si vuole creare (testo, presentazione, database, foglio di calcolo, disegno e template), e visitare il repository di estensioni per OpenOffice.

sabato, maggio 10, 2008

Beccati i cracker che cambiavano i voti scolastici

Roma - Passano gli anni, 25 per l'esattezza, ma i sogni proibiti degli studenti liceali statunitensi non cambiano: penetrare nei computer della scuola e cambiare i propri voti. L'hanno fatto quattro studenti texani, che sono stati scoperti e ora rischiano fino a 20 anni di prigione a testa. Nel frattempo, la scuola ha già provveduto a comminargli una non meglio precisata misura disciplinare.

I quattro, secondo quanto raccontato dall'autorità scolastica del Fort Bend Independent School District (FBISD), avrebbero trovato il modo di modificare le votazioni finali di almeno 60 alunni del liceo che frequentano, la Hightower High School. In tutti i casi hanno provveduto ad alzare i punteggi ottenuti nelle valutazioni dei test, ma non è chiaro se in qualche caso abbiano anche abbassato i voti di qualcuno, anche solo per divertimento.

La scoperta è avvenuta dopo che i dipendenti del distretto scolastico avevano notato una serie di cambiamenti nei dati presenti sui computer di almeno quattro differenti istituti: in alcuni casi erano addirittura stati cancellati dei documenti. A quanto pare, i quattro aspiranti hacker non si erano mossi con particolare circospezione: questo è bastato per mettere gli investigatori - ai quali si era rivolta la scuola - sulle loro tracce, per identificarli ed avviare un'indagine formale sul loro conto.
Per rimediare alla malefatta, ora tutte le scuole del distretto saranno costrette a rivedere l'intera mole dei test di fine anno: secondo la portavoce Mary Ann Simpson è questo l'unico modo per garantire la correttezza delle votazioni. Si tratta di un dato particolarmente importante nella carriera di uno studente statunitense, poiché può anche influire sulla carriera universitaria e lavorativa.

La revisione delle votazioni, tuttavia, comporta un aggravio economico: la stima dei danni si aggira sui 190mila dollari (poco più di 120mila euro), e questo trasforma la bravata dei quattro in un reato di secondo grado. La legge del Texas in questo caso prevede pene fino a 20 anni di reclusione, ma poiché tre dei quattro indagati sono ancora minorenni la scuola potrebbe anche decidere di non procedere nei loro confronti. Nel caso peggiore, comunque, ai quattro toccherebbero pene ben più severe dei due studenti bolognesi che avevano tentato di conoscere in anticipo le soluzioni del compito in classe.

I dirigenti scolastici si sono riservati la possibilità di decidere sulla sorte dei quattro al termine della indagine della polizia. Nel frattempo hanno avviato una revisione interna delle policy di sicurezza per evitare che fatti del genere possano ripetersi.

giovedì, maggio 08, 2008

Outlook Express e Hotmail, divorzio rimandato

Redmond (USA) - Poche settimane fa Microsoft aveva comunicato che, a partire dal 30 giugno, gli utenti di Outlook Express non sarebbero più stati in grado di accedere agli account email gratuiti di Hotmail. Con un inatteso dietrofront, BigM ha ora deciso di posticipare questo passo a data da destinarsi.

"Dai feedback che abbiamo ricevuto risulta chiaro che avete bisogno di più tempo per vagliare soluzioni alternative", si legge in questo post del Windows Live Hotmail Support Team. "Consci di ciò, abbiamo deciso di rimandare il termine di scadenza precedentemente annunciato per questa transizione". Il nuovo termine, tuttavia, non è ancora stato rivelato.

Ciò che dovrebbe chiudere le porte di Hotmail in faccia agli utenti di OE è la disattivazione, dal celebre servizio di posta elettronica online, del protocollo DAV (Distributed Authoring and Versioning). Questo è l'unico protocollo supportato da OE per accedere agli account gratuiti di Hotmail: l'accesso via POP, infatti, è riservato agli abbonati del servizio a pagamento Hotmail Plus.
Microsoft raccomanda agli utenti di OE di rimpiazzare quest'ultimo con il suo naturale erede, Windows Live Mail, un software gratuito capace di accedere ad Hotmail per mezzo del nuovo protocollo proprietario DeltaSync. Attualmente è possibile gestire account gratuiti di Hotmail anche utilizzando tool gratuiti non ufficiali o estensioni per Thunderbird, ma in futuro, con la disattivazione di DAV, questi software potrebbero smettere di funzionare.

BigM ha giustificato la decisione di pensionare il protocollo DAV con la volontà di fornire ai propri utenti la capacità di gestire più account simultaneamente e inbox più grandi. L'altro motivo, secondo gli esperti, potrebbe essere legato alla sicurezza: negli scorsi anni, infatti, DAV è stato uno dei protocolli più bersagliati dai cracker. Ma non tutti sono disposti ad accettare di buon grado queste giustificazioni.

"Un certo numero di utenti utilizza ancora Windows 98, Windows 2000 o altri sistemi operativi che non gli consentono di valutare soluzioni alternative capaci di supportare DeltaSync", ha commentato un utente sul blog del Windows Live Hotmail Support Team. "Altri possiedono versioni di Outlook precedenti alla 2003 incompatibili con Outlook Connector. Credo che si possa assumere che questi utenti non passeranno a Vista o XP tanto presto. Queste sono persone che non possono o non desiderano aggiornare i loro sistemi, perché non ne hanno una reale necessità".

Altri utenti vorrebbero che Microsoft aprisse la specifica di DeltaSync, così che questo protocollo possa essere incluso anche in prodotti e piattaforme di terze parti.

mercoledì, maggio 07, 2008

Vista è moribondo? XP gli sopravviverà?

Roma - Il 30 giugno non sarà ricordato come il giorno in cui venne staccata la spina a Windows XP. Una delle più amate e apprezzate versioni del sistema operativo a finestre di Microsoft verrà infatti sostenuta e supportata fino all'uscita del suo nipote, quel Windows 7 di cui in molti, (Bill Gates in persona compreso) favoleggiano. E per riuscire nell'impresa ci si mettono di mezzo due colossi come HP e Dell.

Sarà il crescente successo della petizione popolare, sarà il mormorio che in più punti dentro e fuori la rete vuole un Vista in affanno. Sta di fatto che entrambi i produttori, che occupano le prime posizioni nelle classifiche di vendita del settore, stanno pensando a soluzioni alternative per garantire a tutti i consumatori che lo desiderano di restare attaccati alla locomotiva XP fino a quando ci sarà ancora nel tender carbone da bruciare. La parola d'ordine non è altro che un ritornello già conosciuto: downgrade.

Nelle maglie della licenza di Windows 6 si annida la scappatoia: gli acquirenti di Vista Business e Ultimate possono optare per il downgrade a XP quando vogliono, e dunque che c'è di male nell'offrire computer con preinstallata la "vecchia" versione del sistema operativo di Microsoft - per altro "rinfrescata" da un Service Pack 3 con molte novità e bugfix - mettendo poi a disposizione un doppio disco di aggiornamento per passare a Vista quando i tempi siano maturi per l'upgrade, o quando le circostanze lo rendano improrogabilmente necessario?
Certo, un piccolo limite a queste iniziative c'è. Come sottolinea Ina Fried, il giochetto del downgrade vale solo per le licenze più costose di Vista. Questo significa tagliare fuori grossa parte del mercato consumer, quello cioè che ha budget ridotti e si orienta sulle soluzioni più economiche dei marchi in questione, o che i suoi acquisti li effettua nei negozi: se i computer che vengono fuori dalle catene delle fabbriche possono essere forniti direttamente con XP a bordo, non è ben chiaro cosa succederà per quelli consegnati con Vista installato ai punti vendita.

In ogni caso, XP è destinato a sopravvivere: non servirà solo come sistema operativo per computer a basso costo, ma costituirà invece uno strumento interessante per i clienti SOHO e anche per le PMI. Ci aveva già pensato NEC, ci ha pensato anche Lenovo, e dunque non ci sarà nulla da temere: gli aficionado di Windows 5 hanno le spalle coperte. Ma potrà tutto questo contribuire ad una decisione di Microsoft che prolunghi ufficialmente la vita ufficiale di XP?

"Abbiamo apprezzato molto le reazioni positive dei clienti che hanno adottato Windows Vista. Tuttavia, ce ne sono altri che hanno bisogno di più di tempo per passare al nuovo sistema operativo" diceva Mike Nash, vicepresidente del Windows Product Management, ad ottobre. "Tutti i nostri sistemi operativi hanno incontrato una end-of-life prima o poi, e questo accadrà anche con XP: abbiamo annunciato una data, ma se il feedback dei consumatori dovesse indicarlo, potremo sempre cambiare idea" dice ora Steve Ballmer, impegnato in un Gran Tour per raccontare le novità della sua azienda.

martedì, maggio 06, 2008

Memoria olografica, ci siamo

Roma - Dopo lunghe attese, la registrazione olografica sta finalmente arrivando: maggio 2008, questo il mese in cui InPhase Technologies prevede di concretizzare Tapestry 300R, il nuovo sistema di memoria di massa ottica super-capace.

lo schema del prodottoEcco i numeri del nuovo colosso:300 gigabyte di informazioni, registrabili su supporto da 5 pollici e un quarto racchiuso in un'apposita cartuccia protettiva, 20 megabyte (160 megabit) al secondo di transfer rate, 50 anni di vita stimata del supporto.

"È il miracolo della memorizzazione tridimensionale, a lungo guardata come l'innovazione scientifica che avrebbe portato le più grandi promesse. Ora è stato realizzato", ha dichiarato Nelson Diaz, presidente dell'azienda. "Presto i consumatori potranno beneficiare di questa tecnologia, che offre spazio di memorizzazione molto più ampio e velocità di trasferimento dati mai raggiunte su nessun tipo di supporto ottico".
Ci vorranno 18 mila dollari (circa 11500 euro) per avere questo olo-gioiello, precisa Popular Science, nonché 180 dollari per ogni cartuccia, si legge su Inside Amazon.com.

Ma come funziona? li ologrammi utilizzano due fasci laser coerenti. Uno di essi funge da riferimento mentre l'altro, modulato con i segnali da registrare, illumina la zona di incisione interferendo con quello di riferimento. L'interferenza tra i due raggi produce un pattern che viene memorizzato sul disco.

Ci sono alcune proprietà molto interessanti di questa tecnica, all'apparenza semplice: la prima è che anche una porzione di un ologramma è in grado di restituire molti più dati rispetto alle tecniche tradizionali, rendendo così meno grave un eventuale danno sul supporto. La seconda è che la densità dei dati, teoricamente, è infinita: basta variare l'angolo con cui i raggi incidono sulla superficie - oppure l'angolo del supporto - e centinaia di ologrammi possono essere registrati nello stesso punto dello stesso supporto.

Dunque, non si tratta di vaporware: la presenza al NAB Show lo sottolinea. Per i più curiosi, la casa mette a disposizione questo filmato illustrativo (formato Windows Media Video) per osservare l'interno del drive in funzione, questo filmato (formato MP4) per capire a fondo il principio di funzionamento e, infine, una completa brochure (PDF) con tutti i dati tecnici.

domenica, maggio 04, 2008

Ora Java è tutto open source

Santa Clara (USA) - Completando un processo iniziato nel novembre del 2006, Sun è in procinto di aprire anche quelle porzioni di codice Java che, ad oggi, erano rimaste blindate. Per raggiungere questo obiettivo, l'azienda californiana ha eliminato dalla propria piattaforma gli ultimi ostacoli ne impedivano la completa pubblicazione sotto la licenza GPL.

Java è openTra i componenti che ancora non fanno parte della versione open source di Java, chiamata OpenJDK, vi sono librerie per la cifratura, la grafica, l'audio e la gestione SNMP: in tutto, secondo Sun, si tratta di circa il 4% dell'intera piattaforma. Una volta liberate dai lacci che ancora le vincolano alla precedente licenza del Java Community Process, queste parti potranno essere incluse nelle distribuzioni Linux.

Sun afferma di essere già in trattative con Novell, Canonical e Fedora Project per offrir loro una versione aggiornata di OpenJDK contenente l'intero codice della piattaforma Java.
"Fino ad oggi Ubuntu e altre distribuzioni Linux hanno distribuito Java come un componente separato, alla stessa stregua dei software commerciali", ha affermato Rich Sands, group manager for developer marketing di Sun. "Una volta che Java sarà integralmente open source, potrà essere distribuito come parte di Ubuntu e di altre varianti di Linux".

Pubblicando l'intero codice di Java sotto la licenza GPL, Sun spera di attrarre verso la propria piattaforma un maggior numero di sviluppatori open source, contrastando così l'avanzata degli altri linguaggi runtime open source e rafforzando l'importanza di Java nei confronti di MS.NET.

sabato, maggio 03, 2008

MIO COMPLEANNOOO

Compio 19 anni, e faccio gli auguri anche a mio Zio e al mio amico Christian che li compiono assieme a me!!!

giovedì, maggio 01, 2008

martedì, aprile 29, 2008

Emule, pronta una nuova beta

Roma - Non c'è miglior banco di prova per un software che sottoporlo al giudizio dei suoi futuri utilizzatori. Gli sviluppatori di eMule lo sanno, e hanno deciso di chiedere aiuto alla comunità degli utenti del celebre software P2P per mettere alla prova le doti della prossima release, la 0.49a, attesa da mesi dagli appassionati e ormai quasi pronta per lo sbarco in grande stile.

Chi non potesse attendere l'uscita della versione finale, chi desiderasse dare subito un'occhiata alle novità, chi invece volesse davvero contribuire allo sviluppo, può dunque scaricare la beta 1 della nuova release. Nel post di presentazione sul forum dell'eMule Project, gli sviluppatori l'hanno soprannominata "Kad Love": proprio attorno al protocollo di scambio serverless, che dunque fa a meno dei nodi di rete necessari al più anziano eD2K, ruotano le principali innovazioni di questa 0.49a.

Ora il cosiddetto offuscamento è infatti disponibile anche per il protocollo Kad, che è anche in grado di gestire meglio connessioni che transitano attraverso NAT, che è più corazzato rispetto al flood e che ha migliorato notevolmente le prestazioni, grazie ad una gestione più avanzata del direct callback. A proposito di flood, ora eMule integra anche un sistema di protezione tramite captcha per prevenire i messaggi indesiderati, sempre più spesso generati dalle mod che imperversano nell'universo del mulo e che annoiano con i loro continui inviti a scaricare questa o quella versione del client.
Ma le novità non sono limitate unicamente alla gestione dei servizi di rete. Anche l'interfaccia locale è stata migliorata, con ricerche tra file più intelligenti, avvisi nel caso si rischi di condividere file privati, e una gestione più efficiente del sistema dei commenti. Quest'ultimo si candida a diventare uno strumento più affidabile nel riconoscere la qualità dei file da scaricare, soprattutto se associato ai miglioramenti occorsi alla gestione degli hash e alla verifica della qualità delle fonti da cui attingere per il download.

Se la capacità del nuovo eMule di identificare lo standby di Windows e riattivarsi automaticamente al riavvio sarà senz'altro apprezzata, è da sottolineare comunque l'importanza della nuova strategia di allerta nel caso di condivisione involontaria: se l'utente tenterà di utilizzare come cartella "Incoming" una directory esistente contenente materiale, scatterà automaticamente un avviso.

Una leggerezza piuttosto comune, visto anche quanto successo nel caso di una clinica spagnola: ad un istituto specializzato in ginecologia di Bilbao è stata comminata una multa da 1,5 milioni di euro, proprio a causa della condivisione di oltre 11mila cartelle mediche di altrettanti pazienti attraverso la rete eMule. Una leggerezza che può anche costare economicamente molto cara, come era accaduto alle vittime di Gregory Kopiloff, famigerato ladro di identità via P2P.

lunedì, aprile 28, 2008

Toshiba: fate largo ai dischi flash

Tokyo - Toshiba ha fatto il proprio ingresso nel mercato dei dischi a stato solido (SSD) solo di recente, ma è già divenuta una delle più entusiaste e attive promotrici di questa tecnologia. A palesare le ambizioni e il fervore dell'azienda sono state le parole del suo presidente, Shozo Saito, che in occasione di una recente conferenza ha tratteggiato a tinte rosee il futuro degli SSD.

SSD da 128 GBSaito sostiene che, entro tre anni, un notebook su quattro celerà al proprio interno un SSD. Se questa previsione si rivelerà fondata, il mercato degli hard disk magnetici da 2,5 pollici (e in misura minore quello degli HDD da 1,8 pollici) deve prepararsi ad incassare il primo, duro colpo.

Sempre stando alle stime fornite dal boss di Toshiba, da qui al 2011 il mercato dei dischi flash è destinato a crescere di oltre il 310% ogni anno: questa cifra non deve impressionare più di tanto, visto che oggi la quota di mercato degli SSD è ancora assai contenuta, ma ben riflette il crescente interesse degli utenti, soprattutto professionisti e aziende, verso gli SSD. Va per altro notato come queste stime siano fornite da una società, Toshiba, che è anche uno dei maggiori produttori mondiali di hard disk mobili.
Saito confida nella capacità della propria azienda di tagliare i costi di produzione dei dischi flash del 40-50% su base annuale. A dare il maggior contributo, in questo senso, sarà l'evoluzione della tecnologia multi-level cell (MLC): quest'ultima permette di memorizzare più di un bit all'interno di una singola cella di memoria, incrementando così la densità di memorizzazione dei chip flash senza ricorrere a processi di produzione più "spinti" e dunque costosi. Generalmente i chip MLC offrono performance inferiori a quelli Single-Level Cell (SLC), soprattutto in scrittura, ma ciò non ha impedito a Toshiba di fabbricare SSD capaci di raggiungere i 100 MB/s in lettura e i 40 MB/s in scrittura.

Attualmente Toshiba produce memorie flash MLC da 3 bit per cella, ed è già al lavoro su chip da 4 bit per cella: la stragrande maggioranza delle memorie MLC attualmente sul mercato ha una densità di 2 bit per cella.

Oggi una tipica flash MLC viene garantita per almeno 10mila cicli di riscrittura (contro i circa 100mila di una SLC di ottima qualità), ma questo non significa necessariamente che, raggiunto questo limite, la memoria sia da buttare: il controller fa in modo che le scritture vengano distribuite su tutte le celle in modo quanto più possibile omogeneo, evitando dunque che il sistema operativo scriva sempre sulle stesse porzioni di memoria. Secondo Saito, una memoria flash MLC è tranquillamente in grado di raggiungere la longevità di un tipico notebook, che oggi è intorno ai cinque anni.

domenica, aprile 27, 2008

Un laptop Microsoft da 1 Kg

Roma - Sta suscitando interesse da più parti l'annuncio congiunto di una partnership strategica tra Microsoft e l'indiana HCL, un'alleanza che ha già prodotto l'annuncio di un nuovo ultra-portatile da 0,98 Kg.

Il nuovo MileapSul cosino, MiLeap H, gira Windows XP Home, sistema operativo che con le altre applicazioni è costretto a farsi vedere in uno schermo da 7 pollici TFT touch-screen, schermo ispirato però ai tablet: con una mossa si può far ruotare e piegare, trasformando così il dispositivo in una tavoletta elettronica trasportabile su cui far correre le dita.

All'interno di MiLeap H trovano posto processore ULV (Ultra-low voltage) di Intel su chipset Intel 945 GU Express ma anche 1 giga di RAM (DDR2), supporto LAN e WiFi e 30 giga di hard disk. Sulla scocca fanno mostra di sé una cam da 1,3 megapixel, touchpad con due bottoni mouse e scroll e soprattutto una tastiera definita "full size".
A destare attenzione è però il prezzo: 425 dollari per un dispositivo che è naturalmente indirizzato, vista la partnership con HCL, proprio all'India e ai mercati emergenti. Un prezzo che, a detta delle due partner, è il più basso fino ad oggi per un tablet con Windows XP.

sabato, aprile 26, 2008

Occhio, quell'iPhone in Italia non lo sistemano

Roma - Scrive Marco: "Gentile Redazione, sono un vostro assiduo lettore da molti anni ormai. Come molti abitanti di Roma per recarmi al lavoro utilizzo la metropolitana e ogni tanto sbircio uno dei giornali gratuiti. Stamattina mi sono imbattuto in una pagina che mi ha incuriosito parecchio e che vi invio come allegato.

Secondo voi la vendita di un iPhone in Italia senza contratto è legale?
E soprattutto, visto che il telefono sarà stato sicuramente sbloccato, l'ignaro consumatore che l'acquista sa che quell'oggetto è senza garanzia?
Spero che la mia segnalazione sia utile a qualcuno".

Caro Marco
la vendita dell'iPhone in Italia è già effettuata da numerosi esercizi commerciali: segnalazioni di "avvistamenti" sono arrivate da più parti a Punto Informatico. Si tratta di un fenomeno comprensibile, visto l'appeal che il melafonino suscita in molti e l'enorme copertura mediatica che ne ha segnato il lancio prima negli USA e poi in alcuni paesi europei.
Quello che pure va emergendo, però, è che vi sono numerosi esercizi che non informano compiutamente i propri clienti.
Molti gli argomenti: il primo è che Apple in Italia non riconosce alcuna garanzia su un iPhone sbloccato, come quelli venduti in Italia, e di questo informano anche alcuni avvisi apposti nei locali dell'Apple Store italiano, a Roma. Il secondo è che se un iPhone anche non sbloccato si rompe, ad esempio si guasta il microfono, l'assistenza dell'Apple Store italiano, come verificato ieri da Punto Informatico, invita il cliente a riportare lo smartphone "in uno dei paesi dove viene venduto". Insistendo non è escluso che si possa ottenere un trattamento diverso, ma questa è la prima risposta che viene data ai clienti.

Poiché parliamo della vendita di un dispositivo, non ci si può limitare dunque solo al fronte delle garanzie ma va affrontato anche quello della policy e della prassi aziendale.

Per quanto riguarda le garanzie, come segnalava già alcuni mesi or sono l'avv. Tiziano Solignani, il guasto di componenti hardware dell'oggetto non può rientrare nell'esclusione di garanzia che può comportare l'aggiornamento del software del cellulare, come quello necessario allo sblocco. Questo però non è quanto sembra prevedere la prassi di Apple. E anche di questo è corretto chiedere che i negozianti informino i propri clienti prima di vendere il dispositivo.

venerdì, aprile 25, 2008

The Sims, più di 100 milioni di copie vendute

Roma - Electronic Arts, editore di riferimento del settore videogiochi, ha incoronato The Sims come il game per personal computer più venduto della storia. La saga del più noto "people simulator", iniziata nel febbraio del 2000 e proseguita con aggiornamenti nonché espansioni, ha superato nelle vendite quota 100 milioni di unità. Un record senza precedenti in ambito PC. A livello assoluto, invece, domina la serie di Mario per Nintendo con 201 milioni di confezioni vendute.

Fedele simulazione del quotidianoThe Sims è stato commercializzato in 60 paesi e in 22 lingue diverse: si tratta quindi dell'avanguardia pop statunitense d'esportazione. Il gioco infatti consente di gestire il quotidiano di personaggi in un ambiente modulabile e personalizzabile. Di fatto, la sua peculiarità è quella di essere in grado di riprodurre la varietà e i meccanismi di una vita reale fatta di lavoro, routine domestiche, interazioni sociali e quant'altro.

Associated Press sottolinea che si tratta del gioco ad utenza femminile (60%) di maggiore successo. "Attira quel grande pubblico che i videogiochi di riferimento hanno sempre ignorato", ha dichiarato Colin Sebastian, analista di Lazard Capital Markets. Per Nancy Smith, che si occupa del marchio EA Sims, la chiave del suo successo è legata proprio alle potenzialità di personalizzazione del mondo di gioco. Il tutto condito con un po' di humor, dato che di fatto il controllo sulla vita dei propri personaggi non è totale: a volte gli stessi si ribellano e fanno i capricci.
The SimsThe Sims è nato come un gioco "come gli altri", ma nel tempo sembra aver scardinato tutte le porte che hanno costretto il suo raggio d'azione del mercato del gaming. Ecco quindi la nascita della sua versione online, la disponibilità di strumenti di sviluppo, il proliferare della compra-vendita di oggetti, le clip dei Sims su YouTube, e persino un film dedicato in lavorazione. Insomma, una dimensione virtuale espansa che conta anche su una comunità online di 4,2 milioni di membri.

"The Sims ha contribuito ad inaugurare un nuovo tipo di gioco virtuale sociale, e con il successo dell'online e multiplayer gaming, sono evidenti gli effetti nel sociale e per l'intero settore", ha dichiarato Anita Frazier, analista per settore giochi di NPD Group.

giovedì, aprile 24, 2008

USA, testa a testa tra Xbox360 e PS3

Port Washington (USA) - Sul mercato statunitense il duello tra Xbox 360 e PlayStation 3 è più serrato che mai. Se all'inizio dell'anno PS3 era riuscita, anche grazie ad una massiccia campagna promozionale di Sony, a superare le vendite della console Microsoft, lo scorso mese la situazione si è nuovamente ribaltata: ora Xbox 360 è tornata, seppure di poco, davanti alla sua più diretta avversaria.

Le tre console in lottaDavanti a tutti c'è sempre Wii, che continua a macinare vendite con ritmi impensabili per le avversarie, in questo aiutata anche da titoli di successo come il recente Super Smash Bros. Brawl. Secondo i dati pubblicati dalla società di analisi NPD Group, a marzo Wii ha venduto 720mila unità contro le 262mila di Xbox 360 e le 257mila di PS3. Come si può osservare, le vendite della console di Nintendo superano nettamente quelle delle rivali messe insieme.

Zitta zitta, la sempreverde PlayStation 2, che quest'anno compie 8 anni, continua a vendere oltre 200mila unità al mese, un risultato non troppo lontano da quello della sorella maggiore.
Cifre record anche per l'altra console di casa Nintendo, la piccola DS, che a marzo ha raggiunto quota 698mila unità vendute: più del doppio rispetto alle 297mila unità della PSP di Sony.

Super Smash Bros. BrawlLa classifica dei cinque giochi più venduti sul mercato console vede al primo posto il già citato Super Smash Bros. Brawl, al secondo e al terzo posto Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas 2 e Army Of Two per Xbox 360, e a seguire Wii Play, God Of War: Chains Of Olympus e Crisis Core: Final Fantasy VII, entrambi per PSP.

Nonostante l'economia americana (e non solo quella) stia attraversando uno dei suoi momenti più difficili, NPD afferma che lo scorso mese il settore videogiochi (hardware, software e accessori) è cresciuto del 57%, raggiungendo un fatturato di 1,7 miliardi di dollari. NPG ha interpretato questa inaspettata crescita sostenendo che i consumatori americani hanno modificato le proprie preferenze di spesa, dando maggiore peso ai videogiochi: questo, secondo gli analisti, sarebbe avvenuto a scapito di prodotti come CD e DVD.

Parte di questa crescita, secondo alcuni osservatori, sarebbe merito di Nintendo, che con le sue console da gioco di ultima generazione è riuscita ad estendere la tipica fascia d'età dei videogamer: ora sono molti di più coloro che, passati i 40 anni, acquistano i videogiochi per interesse personale, oltreché come regalo per figli e nipoti.

A trainare i consumi rimane tuttavia la fascia tra i 25 e i 34 anni, ossia quella dei giovani che in buona parte godono di una fonte di reddito autonoma: questa fascia ha inciso sulla crescita del consumo di videogiochi e affini per il 63,4%, una percentuale che si riduce al 42% per i ragazzi tra i 18 e 24 anni e al 37,2% le persone con età superiore ai 34 anni.

mercoledì, aprile 23, 2008

Safari, Apple fa marcia indietro

Roma - Safari non è più un aggiornamento consigliato da Apple Software Update per le piattaforme Windows. Con il rilascio della versione 2.1 del programma, chi non ha installato il browser di Cupertino vedrà comparire due diverse sezioni nella schermata dell'applicazione: ci sono gli update per i programmi già installati, e poi c'è il nuovo software. È in quest'ultima categoria che ora compare Safari - recentemente aggiornato alla versione 3.1.1 per correggere alcune vulnerabilità.

La scelta di Apple potrebbe mettere la parola fine alle polemiche che si sono trascinate in queste settimane sulle modalità con cui il browser veniva offerto ai consumatori. Se le prime riflessioni riguardavano l'opportunità per la Mela di allargare la base di installazione di Safari per Windows, quasi subito si erano fatte strada dichiarazioni al vetriolo sulla vicenda. John Lily, CEO di Mozilla, aveva parlato senza mezzi termini di malware, visto il metodo poco ortodosso e potenzialmente ingannevole utilizzato per veicolare la proposta.

Il problema era il rischio che tra gli utenti meno esperti ci fossero persone non in grado, per pratica o per pigrizia, di distinguere tra ciò che effettivamente era un aggiornamento e ciò che invece era software nuovo di zecca. La nuova veste grafica di Apple Software Update incontra invece i gusti di Mozilla, anche se Asa Dotzler (responsabile community development) chiede a Cupertino di fare di più: "Ora Apple deve anche smettere di selezionare di default il campo per l'installazione del nuovo software. Con questo cambiamento, credo mi potrei ritenere abbastanza soddisfatto da lasciar di nuovo funzionare Apple Software Update sul mio computer".
Non una parola sulla questione delle quote di mercato, secondo molti il vero problema dietro l'alzata di scudi di Mozilla. Ma come sottolineato da Wired, questa strategia commerciale di Apple potrebbe anche non pagare: generare disistima verso il proprio software potrebbe trasformarsi in un boomerang per iTunes, e un software alla base del successo commerciale nella vendita di musica online inviso ai consumatori è l'ultima cosa di cui Cupertino ha bisogno.

Chi di certo non gradisce Safari è PayPal. In un documento rilasciato in occasione di un intervento dei tecnici della costola per l'e-payment di eBay alla recente RSA Conference, l'azienda ribadisce la sua intenzione di esercitare pressione sui navigatori affinché si orientino all'utilizzo di browser sicuri. Tra questi, come spiegato circa un mese fa, rientrano senz'altro Internet Explorer 7, Firefox 3 e le versioni di Opera successive alla 9.25, ma non di certo Safari e le release precedenti delle altre applicazioni.

martedì, aprile 22, 2008

899, scoperta mega-truffa ai danni di TIM

Roma - Scoperta una frode per oltre cinquanta milioni di euro ai danni di TIM. La mega-truffa è stata portata alla luce dall'operazione "SIM e 'Napule", con indagini condotte per 18 mesi da parte di Polizia Postale, Gruppo Anticrimine Tecnologico di Roma della Guardia di Finanza, Polizia Tributaria, Squadra Mobile e Questura di Firenze, che ha fatto emergere una serie di attività illecite che hanno consentito l'attivazione abusiva di 35mila schede telefoniche false.

Nella mattinata di ieri sono state arrestate cinque persone in flagranza di reato, ma le indagini hanno portato anche - come si legge in una nota diffusa ieri dal GAT - "al fermo di 6 persone e alla denuncia di altre 29, nonché al sequestro di 45 aziende di servizi nel settore delle telecomunicazioni, al blocco di circa 70 conti correnti bancari per l'equivalente di complessivi 50 milioni di euro, all'individuazione di 10 società all'estero".

L'indagine ha portato le forze dell'ordine a perquisire, su tutto il territorio nazionale, le sedi di 120 società legate a servizi telefonici a sovrapprezzo con numerazioni 899 e 166. "La truffa multimilionaria - ha spiegato ieri la Procura di Napoli - si basava su migliaia di ricariche telefoniche fraudolente, poi scaricate con chiamate a numeri 899 creati ad hoc per monetizzare il traffico sottratto illegalmente alla società di telecomunicazioni TIM". I proventi dell'attività venivano poi veicolati su conti correnti di istituti bancari esteri.
"Coordinati dal Comando delle Unità Speciali - spiega ancora il GAT - gli 007 informatici delle Fiamme Gialle hanno vivisezionato chilometri e chilometri di tabulati, incrociato dati e informazioni eterogenee comunque utili, acquisendo - con l'ausilio dei colleghi dello SCICO, Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata - prove filmate delle attività criminali poste in essere da personale addetto alle pulizie negli stabili del Centro Direzionale di Napoli".

Eterogeneo il novero dei capi d'accusa, tra cui spiccano associazione per delinquere, introduzione abusiva nel sistema telematico di Telecom e truffa informatica ai danni dell'operatore, "aggravati dalla circostanza di favorire l'associazione per delinquere di stampo camorristico": l'attività fraudolenta era condotta da un'organizzazione composta da alcuni dipendenti dell'impresa di pulizie utilizzata dagli uffici napoletani di Telecom, legati ad alcuni esponenti della camorra appartenenti al "clan Contini".

Proprio dopo aver appurato il perpetrarsi della truffa, TIM aveva informato via SMS i propri utenti, invitandoli a diffidare di eventuali messaggi truffaldini contenenti l'allettante prospettiva di far lievitare il credito disponibile con una chiamata diretta ad una numerazione telefonica a sovrapprezzo, facendo leva sulla "sete di ricarica" di molti utenti.

Sempre più oggetto di attenzione per via di utilizzi estremamente disinvolti da parte di aziende e operatori telefonici, nel tempo gli 899 e le altre numerazioni a sovrapprezzo si sono guadagnati una pessima reputazione, essendo spesso e volentieri legati a business condotti da organizzazioni che si sono rivelate al di fuori dei confini del lecito. Sarà sufficiente l'introduzione del servizio di disabilitazione permanente ad arginare il fenomeno?

lunedì, aprile 21, 2008

Sony svela un display sottile come carta

Tokyo - Nel corso della conferenza giapponese Display2008, Sony ha mostrato un prototipo di display OLED di soli 0,3 millimetri di spessore: l'equivalente, secondo gli esperti, di un tipico foglio di carta lucida fotografica per stampanti.

Un OLED più sottile che maiQuesto display rappresenta un ulteriore passo avanti nella realizzazione di pannelli LCD ultrasottili ed eventualmente piegabili. Attualmente il televisore Sony più sottile è il Drive XEL-1, il cui schermo OLED misura 1,4 mm di spessore (incastonato in un pannello di 3 mm): il suo prezzo è di 190mila yen, pari a circa 1.160 euro.

Come lo XEL-1, il prototipo di display mostrato da Sony ha una diagonale di 11 cm, una risoluzione di 960 x 540 pixel e un rapporto di contrasto di un milione a uno. In futuro verrà utilizzato su di una nuova generazione di televisori OLED.
La tecnologia OLED, che come noto non richiede un sistema di retroilluminazione, è in grado di sopravanzare quella LCD in quasi tutti i comparti: consumi, fedeltà cromatica, gamma dinamica, contrasto, angolo di visione e tempi di aggiornamento dello schermo (refresh). Oltre ai costi di produzione, uno dei pochi aspetti in cui la tecnologia LCD mostra ancora un certo vantaggio è il tempo di vita: i materiali organici utilizzati nei pannelli OLED, infatti, tendono a deteriorarsi più velocemente rispetto ai cristalli liquidi.

sabato, aprile 19, 2008

Hotmail chiude fuori Outlook Express

Redmond (USA) - Presto non sarà più possibile utilizzare il buon vecchio Outlook Express (OE) per accedere alle caselle di posta gratuita Hotmail. Come riporta il blog di Windows Live Hotmail Technical Support, a partire dal 30 giugno Microsoft disattiverà dal proprio servizio email il supporto a DAV (Distributed Authoring and Versioning), il protocollo utilizzato da OE per gestire gli account Hotmail.

Questa restrizione potrà essere aggirata dagli utenti del servizio a pagamento Hotmail Plus, che dallo scorso anno possono accedere alla webmail di Microsoft anche attraverso il classico protocollo POP3.

In alternativa a OE, Microsoft raccomanda l'uso del più giovane e altrettanto gratuito Windows Live Mail: quest'ultimo è in grado di supportare il nuovo protocollo usato da Hotmail, DeltaSynch, che stando a BigM, fornisce una più sicura e avanzata modalità di accesso alla propria casella di posta su Web.
DeltaSynch è stato progettato per gestire caselle email molto grandi, e rispetto a DAV promette una modalità di gestione della inbox più avanzata ed efficiente: al contrario di DAV, il nuovo protocollo scarica solo i messaggi nuovi o modificati dall'ultimo controllo della posta, e permette inoltre di sincronizzare rubrica, note, appuntamenti ecc.

"DeltaSynch purtroppo NON è supportato da OE: il suo supporto richiederebbe troppi cambiamenti al software", spiega il team di Hotmail, che ritiene dunque l'aggiunta di questo protocollo a OE impraticabile.

Gli utenti di Outlook, il fratello maggiore di OE, potranno continuare a leggere i propri messaggi su Hotmail, ma per farlo dovranno probabilmente scaricare una versione aggiornata di Outlook Connector.

Windows Live Hotmail


C'è chi afferma che il pensionamento del protocollo DAV potrebbe inficiare il funzionamento di alcuni dei tool non ufficiali, come l'estensione WebMail per Thunderbird, che oggi permettono l'accesso ad Hotmail per mezzo di client alternativi a quelli Microsoft.

Rilasciato lo scorso novembre, Windows Live Mail rappresenta, al pari del cugino Windows Mail integrato in Windows Vista, il diretto erede di OE. Tra le nuove funzionalità di questo software vi sono il supporto ai feed RSS, un più avanzato motore di ricerca, funzionalità per la condivisione delle foto, e una stretta integrazione con i servizi Windows Live. Oltre a ciò, Microsoft afferma che Windows Live Mail fornisce un livello di sicurezza assai maggiore di OE.

Windows Live Mail è in grado di importare tutti i messaggi e i contatti di OE, e sebbene Microsoft non garantisca che i due programmi possano coesistere pacificamente sulla stessa macchina, è generalmente possibile utilizzarli insieme.

venerdì, aprile 18, 2008

Microsoft contro le madri violatrici di trademark

Roma - Microsoft è accusata di non aver alcuna pietà per le madri che violano e infangano un trademark, nessuna clemenza nei confronti di coloro che propongono sul mercato software esplicitamente destinati a combattere l'abuso di prodotti Microsoft.

L'ira funesta del colosso di Redmond si è abbattuta su Unicaresoft, piccola software house olandese capitanata da Carola Eppink, sviluppatrice e genitrice portatrice del vessillo dell'uso responsabile della rete da parte dei giovani netizen. L'azienda ha sviluppato un software di parental control che consente alle famiglie di razionare l'uso di Internet e delle chat per i minori che si intrattengono di fronte allo schermo.

Eppink, autodefinitasi madre preoccupata, aveva sapientemente tentato di chiamare a sé le famiglie battezzando il software MSNLOCK: facendo leva su uno dei brand più noti della rete, l'imprenditrice aspirava a intercettare interesse e raccogliere consensi.
Ma Microsoft ha adito le vie legali, forse punta nel vivo da un'azienda che mira ad insidiare un mercato nel quale si sta avviando, più probabilmente indispettita dalla cattiva luce gettata sul proprio prodotto per l'instant messaging. "Microsoft ha denunciato Unicaresoft Corporation per violazione dei diritti di proprietà intellettuale nell'utilizzo del brand MSN" ha spiegato un rappresentante della divisione olandese del colosso di Redmond: l'obiettivo è "prevenire l'uso di MSN nel nome del prodotto e nei domini registrati in rete".

"Ho sempre creduto che MSN stesse per Messenger - tenta di smarcarsi Carola Eppink in un comunicato stampa, ammettendo candidamente di ignorare che MSN un tempo significasse Microsoft Network e citando a suo favore una definizione offerta dal dizionario olandese Van Dal, secondo cui "MSN messaging è definito come una chat condotta attraverso instant messaging". Aggiusta il tiro l'avvocato a cui è stata affidata la difesa: "Il nome MSNLOCK chiarifica semplicemente lo scopo del prodotto. Inoltre, MSN è diventato un nome generico per indicare l'instant messaging".

giovedì, aprile 17, 2008

CPU, Intel taglia i prezzi e lancia nuovi modelli

Santa Clara - Hanno il sapore dei saldi (quasi) estivi i tagli che Intel ha appena applicato al listino della sua linea di processori desktop e server, inclusi Core 2 e Xeon a due e quattro core. Le CPU interessate dai ribassi sono circa una quindicina, a cui si aggiungono quattro nuovi modelli.

Le CPU appena introdotte sul mercato sono due modelli di Core 2 Duo, l'E8300 (2,83 GHz, 6 MB di cache L2) e l'E7200 (2,53 GHz, 3 MB di cache), con prezzo rispettivamente di 163 e 133 dollari; e due modelli di Celeron, l'E1400 (due core, 2 GHz, 512 KB di cache) e il Celeron 570 (1 core, 2,66 GHz, 1 MB di cache), con prezzo rispettivamente di 53 e 134 dollari.

La più generosa riduzione di prezzo ha interessato i processori Core 2 Quad Q6700 (2,66 GHz) e Xeon quad-core X3230 (2,66 GHz), entrambi passati da 530 a 266 dollari (-49,8 per cento). Seguono il Core 2 Duo E6850 (3 GHz), passato da 266 a 183 dollari (-31,2 per cento), e lo Xeon dual-core 3085 (3 GHz), passato da 266 a 188 dollari (-29,3 per cento). Tutte le altre CPU, che comprendono due modelli di Pentium dual-core e diversi modelli di Celeron a uno e due core, hanno subito una riduzione di prezzo compresa fra il 13 e il 22,7 per cento. Per i dettagli si veda la tabella a fondo pagina.
Con queste sforbiciate ai prezzi, Intel ha risposto all'arrivo sul mercato dei nuovi processori K10 di AMD dotati di core step B3, ed in particolare ai Phenom Black Edition destinati agli hardcore gamer, e quelli tri-core destinati invece ai PC mainstream.

Va ricordato che quelli riportati sono i prezzi all'ingrosso, riferiti ad ordini minimi di 1000 unità.

martedì, aprile 15, 2008

Ubuntu 8.04, la sfida a Microsoft Vista

Roma - Titolo provocatorio, perché no? Nonostante il predominio Microsoft resti tuttora indiscusso, la nuova versione di Ubuntu 8.04, Hardy Heron (airone ardito), ha tutta l'aria di voler risolvere il famoso bug #1 segnalato da Mark Shuttleworth: Microsoft ha la maggioranza del mercato dei Desktop. La nuova release di questa popolarissima distribuzione Linux, infatti, segna un concreto passo in avanti verso le esigenze dell'utente medio, strizzando l'occhio agli effetti grafici (KDE 4.0, Compiz), all'usabilità, alla gestione delle periferiche, alla virtualizzazione e, non ultima, all'integrazione in reti Windows.

SplashNata nell'ottobre 2004 come "derivata" di Linux Debian, Ubuntu è un progetto di Mark Shuttleworth, giovane miliardario sudafricano abituato a raccogliere le sfide impossibili; non a caso, è stato il secondo turista spaziale pagante, e il primo africano nello spazio. Il nome stesso, "Ubuntu", che significa "Umanità verso gli altri" in lingua Zulu, riassume efficacemente le linee guida di questa distribuzione: free & open source software, rilasci ogni sei mesi, stabilità, gratuità, grande attenzione all'utente.

La nuova Ubuntu 8.04 introduce molte novità di rilievo: l'interfaccia grafica si fregia di uno splendido Gnome 2.22, affiancato ad X.org 7.3, il nuovo kernel raggiunge la versione 2.6.24, Firefox la versione 3.0; le restanti migliorie riguardano la gestione dell'audio (PulseAudio) e della masterizzazione (Brasero), la convivenza in reti Windows (Likewise Open), nuovi client bittorrent (Transmission) e VNC (Vinagre).

lunedì, aprile 14, 2008

Windows XP, SP3 è in viaggio verso i PC

Redmond (USA) - Fattosi attendere ben più a lungo di quanto sperato dagli aficionado di Windows XP, il Service Pack 3 si è finalmente incamminato, nella sua versione finale (RTM), verso la considerevole schiera di utenti rimasti fedeli a Windows 5. I primi ad aver ricevuto l'imponente aggiornamento sono stati i produttori di PC, mentre i normali utenti potranno scaricare l'SP3 a partire dalla prossima settimana.

Secondo la tabella di marcia annunciata ieri, ma già trapelata un paio di settimane fa, il 29 aprile l'SP3 diverrà disponibile su Windows Update e Download Center, e potrà dunque essere scaricato da tutti gli utenti. A partire dal 19 maggio l'update sarà invece integrato su tutti i nuovi CD di Windows XP, e nel corso di giugno comincerà ad essere distribuito anche attraverso la funzionalità Aggiornamenti automatici di Windows. Queste date si riferiscono alla versione in lingua inglese: quella italiana dovrebbe comparire su Windows Update nei primi giorni di maggio.

L'SP3 include tutti gli update a Windows XP rilasciati dal dal suo debutto sul mercato ad oggi, e per tale motivo può essere applicato a tutte le versioni a 32 bit di questo sistema operativo: tra gli aggiornamenti si trova anche una selezione di bug fix rilasciati out-of-band, ossia per specifici clienti o necessità, e un piccolo numero di nuove funzionalità. Tra queste ultime alcune sono già state rilasciate in passato come update separati (che dovevano essere installati uno per uno), mentre altre debuttano qui per la prima volta.

sabato, aprile 12, 2008


Siamo in laboratorio, sempre presi più o meno dalla progettazione del gioco sui rischi naturali RINAMED.
Un evento importante però si svolgerà Venerdì 18 Aprile, all'auditorium Torelli quì a Sondrio. Un convegno sulle nuove tecnologie gestito dal POLYTECH di portata mondiale. Siamo invitati a partecipare, alle ore 16:30 di Venerdì prossimo quindi!

giovedì, aprile 10, 2008

Windows e Ubuntu destinati a convivere

Per il patron di Canonical, proprietaria del progetto Ubuntu, "la guerra tra sistemi concorrenti non ha senso; assai meglio un certo grado di civile convivenza, che rispetti gli spazi commerciali e i diritti di tutti"; così si è espresso il miliardario sudafricano in una conferenza stampa riguardante la prossima uscita della nuova release 8.04 del sistema operativo libero basato su Gnome.
Windows è una piattaforma troppo importante per fingere che non ci sia" ha ribadito sul suo blog "e la nostra soddisfazione riguardo a Linux non deve accecarci al punto di rifiutare programmi usati dalla maggioranza degli utenti". E cita ed esempio Firefox, il browser che ha assunto una posizione di assoluta importanza proprio in virtù della sua facile convivenza con Windows.
L'apertura verso una coabitazione con i "massimi sistemi" proprietari -anche Apple non viene messa da parte- ha preso i più alla sprovvista, ma forse altro non è che l'ennesima abile mossa di un manager che sin dall'inizio ha saputo conquistarsi una posizione di primo piano tra i produttori di software libero.
D'altra parte può essere la mossa vincente per convincere gl'indecisi a passare a Linux e la proposta è interessante anche sotto l'aspetto puramente tecnico; usando cioè WUBI, un programmino che permette di installare Ubuntu nella stessa partizione di Windows senza dover creare e formattare una partizione del disco rigido, anche se ovviamente ne è consigliabile una deframmentazione prima dell'installazione.
Alla teoria si contrappone tuttavia la pratica e le eccezioni che da essa derivano. Che succede cioè nel caso delle possibili defaillances del sistema operativo principale causate ad esempio da un virus o comunque da una reinstallazione di Windows che notoriamente sovrascrive il dual boot?
Intanto il nuovo Ubuntu (o meglio Hardy_Heron, così si chiamerà quest'ultima release) dovrebbe andare in distribuzione nel suo definitivo rilascio nell'ultima settimana di aprile e ovviamente effettueremo un test approfondito non appena possibile.

mercoledì, aprile 09, 2008

Il Pentagono recluta soldati hacker

Roma - Chiamata di arruolamento volontario dello Zio Sam per gli hacker che passano il loro tempo alla tastiera e surfano la rete nelle notti passate alla luce dello schermo. "Questo edificio verrà attaccato 3 milioni di volte oggi" annuncia un video, con protagonista il Pentagono, che ora circola sul network di YouTube. "Chi lo proteggerà oggi?", continua la clip presentando lo staff responsabile dell'Air Force Cyber Command, il nucleo preposto alla salvaguardia della Rete USA dalle minacce provenienti da Internet. Un'organizzazione che ora più che mai ha bisogno di aiuto e forze fresche, meglio se pescate in quel vasto bacino di techie che sulle vulnerabilità dei sistemi ne sanno sicuramente qualcuna in più di certi professionisti governativi.

Il video fa parte di una campagna pubblicitaria a tappeto, condotta dal Pentagono sul web, sulla carta stampata e in TV, su qualunque mezzo possa servire per raggiungere la potenziale audience del messaggio. E il messaggio, come ha avuto modo di rimarcare anche il plenipotenziario della homeland security alla RSA Conference con la presentazione del nuovo Manhattan Project digitale, è che il network statunitense è divenuto un bersaglio ghiotto per tutte le potenze straniere, intenzionate ora più che mai a gettare scompiglio negli USA con le armi del cyber warfare.

Scompiglio come quello provocato dalla presunta incursione di agenti cinesi nelle maglie telematiche del Pentagono, ad esempio. Una minaccia calcolata in crescita esponenziale: secondo un rapporto del controspionaggio datato 2006, sarebbero 108 i paesi coinvolti in "sforzi contro tecnologie USA sensibili e protette", un numero notevole in confronto ai soli 37 identificati nel 1997. In cima alla lista dei nemici digitali degli Stati Uniti vi si trovano Cina e Russia, sebbene entrambi i paesi respingano le accuse al mittente e anzi dichiarino di essere a loro volta vittime di attacchi organizzati da potenze esterne.
Il problema, nel caso del cyber warfare, è la necessità di attirare l'attenzione dei potenziali soldati della nuova guerra sul TCP/IP: "Come riesci a entrare nell'intelletto di un tipo completamente diverso di guerriero della Air Force?" si chiede a tale riguardo il generale William T. Lord, responsabile appunto del segmento delle forze aeree che si occupano di cyber war. Lord è convinto che gli hacker-smanettoni vadano "cacciati" e incontrati nel loro habitat naturale, e proprio per questo il generale ha già partecipato a un forum tenuto sul celebre sito di "news for nerds" Slashdot.

martedì, aprile 08, 2008

Mozilla a Fa' la cosa giusta

Inizia domani (11 aprile) e proseguirà fino a domenica Fa' la cosa giusta, la manifestazione dedicata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili.

Quest'anno ci sarà una novità, la partecipazione di Mozilla Italia, per far conoscere da vicino la propria realtà e far provare sul posto Firefox e Thunderbird, illustrare le estensioni e visualizzare i più originali temi sviluppati per personalizzare il proprio browser.

"Mozilla, nata proprio 10 anni fa per promuovere l'innovazione e dare la possibilità di scelta nel settore strategico delle tecnologie collegate a Internet è una realtà in cui crediamo" ha dichiarato Giuliano Masseroni, Presidente di Mozilla Italia. "Lo sviluppo di software e tecnologia libera e open source nel mondo ha un'importanza fondamentale e la nostra presenza qui vuole sottolineare che anche la scelta del proprio browser, proprio come quella di altri beni di consumo, può e deve essere fatta in maniera consapevole".

Appuntamento con Mozilla al padiglione 7 stand SL04 a FieraMilanoCity, dall'11 al 13 aprile.

lunedì, aprile 07, 2008

Super 3G: il patto sulle licenze è cosa fatta

Roma - I protagonisti mondiali del mercato mobile e del networking hanno firmato un patto per stimolare la diffusione della nuova tecnologia Super 3G - conosciuta come LTE (Long Term Evolution). In dettaglio si tratta di un accordo per abbassare notevolmente i costi licenziatari dei brevetti detenuti dalle imprese coinvolte.

Alcatel-Lucent, NEC, NextWave Wireless, Nokia Siemens Networks e Sony Ericsson hanno infatti confermato che le royalty applicate sui listini dei cellulari compatibili non supereranno il 10%; su ogni notebook con supporto LTE, invece, graverà una trattenuta inferiore ai 10 dollari.

La tecnologia Super 3G viene considerata a tutti gli effetti l'anello di congiunzione fra le soluzioni 3G come l'UMTS e la 4G ancora in fase di sviluppo e attesa per il 2010. Accreditata di una velocità di trasferimento dati in downloading di 100 Mbps e in uploading di 50 Mbps, LTE offre in realtà un potenziale ancora non del tutto esplorato.
L'implementazione di Super 3G potrebbe essere realizzata a costi contenuti con un upgrade delle infrastrutture esistenti oppure, a seconda dei risultati che si vogliono ottenere, richiedere una copertura radio dedicata. In ogni caso, l'implementazione di reti LTE richiederà investimenti e scelte strategiche ben precise, dato che di fatto è in diretta competizione con altri standard emergenti come ad esempio il WiMax.

Vodafone, AT&T e Verizon Wireless, secondo The Wall Street Journal, hanno già scelto la tecnologia LTE per il Web browsing via cellulare di domani. In pochi anni dovrebbero essere attivati i primi servizi di copertura del segnale.

Interessante comunque rilevare che per una volta il settore industriale si è mosso d'anticipo sulla questione brevetti, evitando prevedibili querelle legali. La nascita di un "framework" per le licenze consentirà di lanciare più velocemente sul mercato le nuovi soluzioni di networking mobile.

Per Ilkka Rahnasto, responsabile della proprietà intellettuale Nokia, si tratta di "un grande passo in avanti per stabilire in modo prevedibile e trasparente i costi di licenza, nonché per agevolare più velocemente l'adozione di nuove tecnologie".

domenica, aprile 06, 2008

Vista SP1, ora anche in italiano

Roma - Puntuale con la tabellina di marcia annunciata ad inizio anno, nel corso della giornata di ieri Microsoft ha rilasciato le rimanenti versioni localizzate del Service Pack 1 per Windows Vista, tra le quali anche quella italiana.

Come si ricorderà, il rilascio della versione inglese dell'SP1 è avvenuto lo scorso 4 febbraio, ma il deployment dell'aggiornamento non è filato del tutto liscio: dapprima BigM ha infatti annunciato alcuni problemi di compatibilità tra l'update e certi driver di terze parti, e subito dopo è stata costretta a ritirare una patch necessaria all'installazione dell'SP1 che, in rare circostanze, poteva causare il riavvio infinito del sistema (problema risolto la scorsa settimana).

Per il momento l'SP1 in lingua italiana è stato rilasciato sul Download Center di Microsoft.com e sul servizio Windows Update (su alcuni sistemi l'aggiornamento potrebbe diventare visibile solo fra qualche giorno). L'installazione da Windows Update è consigliata per chi deve installare l'SP1 su di un singolo PC connesso alla rete, mentre tramite il Download Center è possibile scaricare il package che permette l'installazione dell'SP1 su più macchine.
A partire da maggio il service pack verrà reso disponibile anche attraverso la funzione Aggiornamenti automatici di Windows Vista.

Per scaricare manualmente l'SP1 è possibile utilizzare i seguenti link:
- Windows Vista SP1 per sistemi x86, package eseguibile
- Windows Vista SP1 per sistemi x86, ISO CD
- Windows Vista SP1 per sistemi x64, package eseguibile
- Windows Vista SP1 per sistemi x86 e x64, ISO DVD

Di seguito si riportano invece alcuni link a risorse informative e di approfondimento:
- elenco dei driver di periferica di cui è stata accertata una qualche incompatibilità con l'SP1;
- FAQ in italiano su Windows Vista SP1;
- introduzione generale all'SP1 (in inglese);
- guida (in inglese) contenente informazioni sui principali cambiamenti introdotti in Windows Vista dall'SP1;
- guide all'SP1 dedicate ai professionisti dell'IT;
- articolo della Knowledge Base (KB) che spiega come comportarsi se alcuni driver smettono di funzionare dopo l'installazione dell'SP1;
- articolo della KB che elenca alcuni dei motivi che impediscono a certi utenti di scaricare l'SP1 da Windows Update o da Aggiornamenti automatici.

Dall'archivio di Punto Informatico, in ordine cronologico, ecco alcuni degli articoli più significativi su Windows Vista SP1:
- Supporto gratis per Vista SP1
- Windows Vista SP1, il debutto oggi
- Vista SP1, nuovi test di velocità
- L'SP1 di Vista conterrà misure anti-crack
- L'identikit del SP1 per Vista
- L'SP1 di Vista conterrà le modifiche antitrust

sabato, aprile 05, 2008

Un 13enne fa le pulci alla NASA

Roma - Si chiama Apophis, è un ormai celeberrimo asteroide di 350 metri di diametro, e nel 2036 potrebbe colpire la Terra. Prima di correre a convertirsi e confessare i propri peccati, è bene tenere presente che gli scienziati della NASA hanno stabilito che le probabilità che tutto questo si verifichi sono 1 su 45mila. Certo, c'è chi invece accusa gli esperti statunitensi di sottovalutare il problema: come Nico Marquardt, studente tedesco 13enne, che nel corso del suo progetto scolastico sull'"asteroide killer" ha stabilito che il rischio è molto maggiore.

Per Nico, le probabilità che Apophis colpisca la Terra sono 1 su 450. Niente male come errore nei calcoli NASA, e in rete sono parecchi a sperticarsi nelle lodi a questo giovane appassionato: "Il ragazzo ha fatto un lavoro incredibile, se si pensa che 100 anni fa gli studiosi dovevano fare tutto a mano coi logaritmi e il regolo calcolatore - dice l'astronomo anglo-australiano Fred Watson - Era un procedimento che richiedeva giorni, ma oggigiorno chiunque può scaricare il software giusto e scovare errori nel lavoro della NASA: è davvero straordinario".

Quale migliore occasione per rifarsi sui ricercatori della NASA: "A volte mescolano sistema metrico decimale con quello anglosassone imperiale" riferisce mellifluo Watson, che loda Nico per aver previsto come l'impatto tra un satellite geostazionario, posto a circa 36mila chilometri di distanza dal globo terrestre, e l'asteroide possa causare una deviazione pericolosa che lo conduca a scontrarsi con il nostro pianeta.

giovedì, aprile 03, 2008

Ri-postiamo

Non sono molto attivo in questo periodo nell'aggiornamento del Blog. Dovrò vedere di tornare a postare con un pò più di regolarità d'ora in poi, mentre le simulazioni degli esami si avvicinano sempre più.
Speriamo di arrivare pronti!!!

lunedì, marzo 31, 2008

Torniamo a postare

Dopo l'assenza, anche troppo prolungata, torno ad aggiornare il Blog.
Al torneo di Pasqua purtroppo siamo arrivati secondi, battuti ai calci di rigori dagli Svizzeri del Chiasso, vincitori anche dell'anno passato...
Siamo andati in vantaggio all'inizio del secondo tempo per essere ripresi 1 minuto dopo dal gol degli avversari.
La lotteria dei rigori inizia con 3 rigori segnati da tutte e due le squadre, poi un nostro errore; ottima parata del nostro portiere e sul rigore decisivo per andare ad oltranza, sbagliamo e diamo la vittoria al Chiasso.
Ci siamo divertiti un mondo però e abbiamo anche vinto alla sala giochi un set da Poker americano e altre cose divertenti.
Andrà meglio il prossimo anno, forse...

mercoledì, marzo 19, 2008

Pronti alla partenza

Ultimo giorno di scuola e ora tutti in vacanza per la Pasqua!!!
Di vacanze ne faròben poche però, visto che domani mattina alle 6 circa si parte per Cattolica, in Emilia Romagna per un torneo di calcio con squadre internazionali tedesche, svizzere, spagnole e ovviamente italiane!!!
Non potrò quindi aggiornare il mio blog per tutte le vacanze, quindi a risentirci!!!

martedì, marzo 18, 2008

Firefox cresce sul mercato business

Roma - Pochi giorni fa, mentre Mozilla festeggiava i 10 anni dal rilascio del codice del predecessore di Firefox, la società di analisi Forrester Research ha pubblicato uno studio che prende in considerazione la quota di diffusione di Firefox nel mondo business.

Secondo Forrester, che ha effettuato un sondaggio su un campione di circa 50mila utenti aziendali, l'utilizzo del Panda Rosso nel settore business è raddoppiato nel giro di un solo anno, raggiungendo a fine 2007 il 18%. Si tratta di una quota di mercato inferiore a quella che considera anche gli utenti consumer: secondo dati recenti quest'ultima si aggira mediamente intorno al 21% in Nordamerica e intorno al 30% in Europa e Oceania. Del resto, come fanno notare alcuni analisti, la principale forma di promozione di Firefox è ancor oggi il passaparola.

Lo studio di Forrester mostra come, nel dicembre del 2007, IE detenesse ancora il 79% del mercato aziendale contro il 18% del principale rivale open source. I restanti concorrenti, tra i quali Opera e Safari, rappresentavano il rimanente 3%.
"La quota di mercato di Mozilla è cresciuta stabilmente nel corso del 2007, rallentando soltanto nel trimestre seguente al rilascio di IE7, avvenuto nel tardo 2006", si legge nel rapporto di Forrester. "L'adozione all'interno delle aziende è quasi raddoppiato alla fine del 2007, ma il deployment su larga scala, all'interno delle grandi aziende, è ancora infrequente. Mozilla continua a spendere poche energie nell'incoraggiare i manager IT a migrare formalmente a Firefox: non esiste ancora un pacchetto MSI ufficiale né un servizio di supporto adeguato". Nonostante ciò, Forrester afferma che "Firefox non può più essere accusato di essere immaturo": in altre parole, la società di analisi lo considera pienamente in grado di rimpiazzare IE anche all'interno delle grandi aziende.

Alle imprese che preferiscono rimanere con IE, ma che non hanno ancora migrato alla versione 7, Forrester suggerisce di attendere il rilascio dell'imminente versione 8 (attualmente arrivata alla Beta 1), che definisce "più conforme agli standard del Web".

sabato, marzo 15, 2008

Microsoft lancia Windows Mobile 6.1

Las Vegas (USA) - Nel tentativo di tenere il passo di concorrenti sempre più aggressivi, a cui di recente si è aggiunta Apple con il proprio iPhone, Microsoft ha rilasciato un aggiornamento per Windows Mobile for Smartphone e ha annunciato una futura e più sofisticata versione di Internet Explorer Mobile.

BigM afferma che Windows Mobile 6.1 include numerose migliorie suggerite dalla comunità di utenti, tra le quali una più efficace gestione dei messaggi, tool di configurazione più semplici e intuitivi, funzionalità ottimizzate per i piccoli display, e più efficienti strumenti dedicati alla sicurezza.

"Gli utenti vogliono che il proprio telefono sia in grado di soddisfare ogni esigenza, sia in ambito lavorativo che per qualsiasi altra attività che svolgono durante la giornata", ha spiegato Robbie Bach, presidente della Divisione Entertainment and Devices di Microsoft. "Le innovazioni che abbiamo introdotto nel software Windows Mobile consentiranno di gestire in maniera semplice tutte le attività quotidiane".
Secondo Microsoft, sono almeno cinque le ragioni per aggiornare o acquistare un nuovo smartphone basato su Windows Mobile 6.1:
- la nuova modalità di gestione degli SMS, che ora adotta una visuale ordinata in base alle conversazioni, in stile instant messaging;
- diverse ottimizzazioni pensate per gli smartphone privi di display touchscreen, come la possibilità di eseguire operazioni di copia e incolla;
Schermata Home- una schermata Home dotata di un pannello scorrevole che mette meglio in evidenza le attività e gli appuntamenti del giorno e permette di accedere con un solo clic ai propri contenuti preferiti (musica, video, foto ecc.);
- una più potente funzionalità di sincronizzazione dei dati con il proprio laptop o PC;
- un tool di configurazione delle reti wireless più semplice (ora contenuto in una sola schermata) e generalmente in grado di connettere il dispositivo ad una WLAN con un solo clic.

Tra le altre novità si citano poi il wizard Started Center per la configurazione semplificata di posta elettronica e connessioni Bluetooth, una versione aggiornata di IE, un più completo task manager, e un'interfaccia con look and feel più simile a quello di Windows Vista.

MessaggiWindows Mobile 6.1 supporta infine l'appena lanciato System Center Mobile Device Manager 2008, un software che consente agli amministratori IT aziendali di gestire a distanza e in modo centralizzato gli smartphone dei dipendenti, configurandone anche le policy di sicurezza.

"Il supporto per System Center Mobile Device Manager 2008 aiuta gli amministratori IT a gestire i dispositivi mobili in maniera analoga a un PC Windows oppure ad accedere in totale sicurezza alle informazioni aziendali residenti dietro un firewall", spiega Microsoft. "Inoltre, il supporto per Exchange Server 2007 SP1 con policy avanzate dedicate al mobile consente alle aziende di gestire la sicurezza dei telefoni e al contempo di offrire ai loro utenti la possibilità di cercare, condividere e utilizzare informazioni in qualsiasi luogo si trovino".

I primi smartphone basati sulla nuova versione di Windows Mobile dovrebbero arrivare sul mercato già entro l'estate. Alcuni modelli basati sulla versione 6.0 potranno essere aggiornati dagli utenti gratuitamente o a pagamento.

Nel terzo trimestre dell'anno Microsoft ha poi in piano il rilascio di una nuova versione di Internet Explorer Mobile, capace di supportare le tecnologie Flash, Silverlight e H.264. Il big di Redmond sostiene che il rinnovato browser fornirà un'esperienza di navigazione quanto più simile a quella fornita da un browser desktop, visualizzando una grande varietà di contenuti in stile Web 2.0. Tra le nuove funzionalità si trova anche una modalità di navigazione a pieno schermo, che consentirà di sfruttare l'intero display del telefono cellulare.

Di seguito un commento video di Fabio Falzea, direttore della divisione Mobile Communications Business di Microsoft Italia, riguardo alle nuove versioni di Windows Mobile e IE Mobile.

venerdì, marzo 14, 2008

WebTheatre/ YouTube in, Oscar out

Roma - Un buon metodo per capire dove sia il pubblico che conta è guardare dove stanno le star, quelle di serie A, quelle dotate dei migliori agenti, quelle che sono le prime a buttarsi su un canale o un mezzo dotato della giusta risonanza. E le star in questo momento sono inrete, fanno a gara per aprire dei propri siti di condivisione video e per apparire nei video che si annunciano come virali.

La notizia comincia con il fatto che le star non erano alla cerimonia di consegna degli Oscar 2008 lo scorso fine febbraio, il tradizionale tappeto rosso ha ospitato molti tra gli attori e le personalità nominate ad un premio o incaricate di consegnarne ma quasi nessuno di quelli che, per un motivo o per l'altro, non avevano ragione di essere lì e che ci sarebbero andati (come è da sempre tradizione) per avere visibilità, farsi fotografare e ricordare al mondo che esistono e tra poco esce un loro nuovo film.

Non c'erano perché la serata degli Oscar di quest'anno è stata quella con gli ascolti più bassi degli ultimi anni e i principali agenti, come anche i principali esperti di glamour cinematografico, lo sapevano da tempo. Questione di nomination, di campagna pubblicitaria, di chi è stato scelto per condurre, dei film in gara e dei possibili vincitori (la cerimonia più seguita degli ultimi anni non a caso è quella del trionfo di Titanic).
Ma le star che contano ci sono tutte in Ìm Fucking Ben Affleck, la video risposta all'originale Ìm Fucking Matt Damon. Ci sono tra gli altri, oltre al più scontato Ben Affleck, Brad Pitt, Christina Applegate, Rebecca Romijn, Cameron Diaz, Macy Gray, Robin Williams, Don Cheadle, Pete Wentz, Perry Farrell, Benji e Joel Madden, Huey Lewis più Harrison Ford (unico ad aver presenziato anche agli Oscar pur non avendo premi da dare o ricevere).

Qualche mese fa infatti generò un certo rumore in rete un video mandato in onda durante lo show "Jimmy Kimmel Live" della rete televisiva ABC e subito messo online dalla stessa emittente. In rete il video è diventato subito virale e ha racimolato 8 milioni di visualizzazioni tra YouTube e il sito ABC. Si trattava di una gag messa in piedi da Sarah Silverman, nota comica americana (star anche del Saturday Night Live), per il compleanno del suo ragazzo, Jimmy Kimmel conduttore dell'omonimo show. Nel video Sarah comunica con una canzone al suo ragazzo che "she is fucking Matt Damon" e l'effetto comico è ancora più forte per la presenza dello stesso attore.

Questo video ha avuto talmente tanto successo che ben presto Jimmy Kimmel ne ha girato un altro in risposta (sempre mandato in onda nel suo show e poi online) nel quale dichiara di andare a letto con Ben Affleck (da tempo amico, compare e spesso socio di Matt Damon). Ma questa volta, dato che il video era un successo annunciato, hanno voluto prendere parte come si vede anche un cospicuo numero di altre celebrità, rendendo la gag meno efficace dal punto di vista comico ma molto più proficua da quello pubblicitario.

Il secondo video è stato visto quasi 100 milioni di volte e il riflusso pubblicitario lo si è visto immediatamente con il balzo di ascolti fatto dalla trasmissione televisiva. Almeno un 15% in più di spettatori in totale secondo Nielsen, e un 20% nella fascia cruciale, quella tra i 18 e i 49 anni. Quando si dice che il pubblico di internet è disamorato della televisione non sono solo voci e basta poco per riaccendere interesse.

Tutte quelle star che hanno voluto e ottenuto una partecipazione in un video mandato in televisione ma pensato per avere successo in rete, erano le stesse che in altre annate si sarebbero fatte vedere sul red carpet la notte degli Oscar. Dunque il pubblico di internet (almeno l'internet americano più stretto e quello più cosmopolita del resto del mondo) vale molto di più di quello degli Oscar, anche se numericamente inferiore (gli Oscar vanno in tutte le televisioni del mondo). Ma ancora di più è la fruizione in rete a valere di più, perché risponde ad una dinamica pull e non push.

Il video di "Ìm fucking Ben Affleck" viene cercato e scelto, mentre la cerimonia del red carpet è un flusso di immagini cui si è sottoposti. Le due cose presuppongono un'attenzione e un'attività bene diverse. E così capita a tutti i contenuti televisivi che finiscono in rete. Esiste una scrematura fatta dagli utenti stessi che garantisce agli altri che ciò che troveranno in rete sarà il meglio di una trasmissione di un'ora o più. E chi li guarda li vuole guardare, ci fa attenzione e se gli piacciono può fare una cosa che con la televisione non si può fare: mandarlo ad un amico.

giovedì, marzo 13, 2008

Kernel Linux, pochi lo fanno gratis

Roma - Lavorare al kernel Linux come volontari? Una realtà che appartiene sempre più al passato: gli sviluppatori sono sempre più spesso lavoratori foraggiati dalle grandi corporation. E sono sempre di più.

A tracciare il quadro della comunità che lavora al kernel Linux è una ricerca pubblicata da The Linux Foundation che esplora gli ultimi tre anni di sviluppo del codice, dal rilascio della versione 2.6.11, a cui hanno lavorato 483 programmatori e 71 aziende, ai 1057 programmatori e alle 186 aziende che si sono affaccendati sulla versione 2.6.24.

Ogni giorno si aggiungono al kernel 3621 righe di codice, se ne rimuovono 1550, se ne modificano 1425, dal 2005 il kernel è cresciuto stabilmente del 10 per cento l'anno: ciò si deve alla necessità di fornire costantemente supporto hardware aggiornato, all'aumento delle funzioni e alla sempre più nutrita comunità di sviluppatori.
Il numero dei programmatori è raddoppiato negli ultimi tre anni, ed esiste uno zoccolo duro di sviluppatori alacri: dieci di loro hanno contribuito ad apportare il 15 per cento di cambiamenti sul codice, i trenta sviluppatori più attivi sono responsabili del 30 per cento delle modifiche.

A supportare il lavoro degli sviluppatori, nella larga maggioranza dei casi, ci sono le aziende: il 13,9 per cento dei developer si concentra sul kernel Linux per impiegare il proprio tempo libero mentre il 74,1 per cento smanetta sul codice a favore dell'azienda per cui lavora. Alla frotta di programmatori Linux stipendiati dalle grandi imprese si può attribuire il 70 per cento dello sviluppo del kernel: in testa c'è la community foraggiata da Red Hat (11,2 per cento dei contributi), seguita da quella di Novell (8,9 per cento), in terza posizione IBM (8,3 per cento).

Ogni azienda che opera su Linux ha buone ragioni per farlo, spiegano gli autori dello studio: c'è chi lavora sulla compatibilità con l'hardware che vende, c'è chi compete sulle distribuzioni, ci sono aziende, da Nokia a Volkswagen, che spingono per l'evoluzione del codice perché Linux anima i dispositivi che propongono sul mercato. Ma non sono solo le grandi società a spingere per lo sviluppo del kernel: esiste altresì una long tail di piccole imprese che contribuisce in modo sostanziale ad apportare modifiche al codice.

Se il kernel Linux continuerà ad essere pubblicato sotto licenza GPL2 per volere del padre Linus Torvalds, sulla scena open source le adesioni alla controversa licenza GPL3 sono di peso: Trolltech ritiene che l'ultima versione della General Public Licence redatta da FSF non sia di ostacolo allo sviluppo di un ecosistema aziendale e ha rilasciato sotto licenza GPL3 le librerie alla base di KDE. OpenOffice migrerà alla versione 3.0 di LGPL.

La diffidenza degli sviluppatori è ancora palpabile: sono oltre 2042 i progetti che si avvalgono della GPL3, riferisce Palamida. Ad un ritmo di adozione di 1000 progetti ogni 4 mesi e mezzo, entro la fine del 2008 potrebbero essere 5mila i progetti rilasciati sotto GPL3.

martedì, marzo 11, 2008

WiFi nelle università, le testimonianze

Roma - Qual è lo stato del WiFi nelle università italiane? È difficile tracciare una mappa ma grazie alle moltissime testimonianze che sono giunte e stanno ancora arrivando a Punto Informatico è quantomeno possibile farsi un'idea e aprire il dibattito, a favore soprattutto di quegli studenti che frequentano istituti ancora in grave ritardo sul fronte della connettività wireless. La redazione ringrazia le centinaia di studenti che hanno scritto nell'ultima settimana e che non è stato possibile ringraziare personalmente, invitando a scrivere da oggi in poi soprattutto coloro che si trovino in atenei ancora non citati su queste pagine, affinché sia possibile allargare maggiormente il quadro. Ma ecco gli ultimi racconti degli studenti (per la prima parte del report vedi WiFi nelle Università, la parola agli studenti).

Milano
Sergio segnala a Punto Informatico che al Politecnico di Milano "il WiFi è presente in praticamente tutti gli ambienti, buona copertura dunque. È però bloccato soltanto sulla porta 80, quindi solo navigazione web". Sul Politecnico non mancano le segnalazioni: Stefano V., studente di Ingegneria Informatica in quella sede, ad esempio sottolinea: "Al Politecnico di Milano, la sede in Piazza Leonardo da Vinci e dintorni, la rete wireless è presente da più di 4 anni e da ormai 3 ha una copertura totale sull'ateneo e sui suoi parchi e aree verdi! La qualità del segnale è ottima praticamente ovunque e la banda garantita ad ogni utente è sempre alta (nell'ordine di svariati Mbit)".

Denis T., al terzo anno nel corso di laurea di Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso il Dipartimento di Tecnologie dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, Polo di Crema entra nel dettaglio e spiega che a Crema "la connessione con il proprio notebook è possibile dietro autenticazione ad uno dei MOLTEPLICI hotspot (denominati unimi-hotspot) presenti all'interno del Polo (con il mio portatile, sotto Linux, sono riuscito ad individuarne sino a 5 contemporaneamente...) la copertura dovrebbe essere totale all'interno della struttura (all'esterno non so, non credo, sarebbe da verificare), tranne per i due laboratori didattici (dove sono presenti computer tutti collegati ad Internet, sotto Windows; non tutti funzionano sempre, anzi... ma questo è un altro problema). Non so se i quattro laboratori di ricerca siano coperti".
"L'accesso - continua Denis - avviene, come detto, dietro autenticazione, sia con le coordinate della casella mail dell'Università di Milano (per studenti e personale, nessuno escluso), sia con account temporanei ("@guest.unimi.it", che non ho ancora avuto l'occasione di testare...), quindi all'interno del Polo chiunque può usufruire della rete wireless.
Non solo: è possibile connettersi ad Internet via browser o con OpenVPN.
La connessione via browser prevede un reindirizzamento automatico alla prima richiesta di pagina web verso una pagina di autenticazione, e prevede una volta connessi anche una localizzazione dell'hotspot a cui si è connessi (più o meno precisa: è indicato il locale dove è posto l'hotspot, mentre nella mappa è contrassegnato solo il centro del Polo)". "Il software OpenVPN - continua Denis - è scaricabile dal sito web dove sono descritte tutte le possibili modalità per la connessione alla rete wireless stessa, compresi i certificati e i file di configurazione necessari, ed è disponibile per tutti i sistemi operativi, con un "manuale" abbastanza dettagliato.
La rete è stata implementata dalla Divisione Telecomunicazioni dell'Ateneo, anche dopo numerosissime richieste da parte dei nostri rappresentanti degli studenti".

Sulle segnalazioni già pubblicate intorno alla Università degli studi di Milano-Bicocca, Marco Lorenzo Crociani e Filippo Spiga, rappresentanti degli studenti, fanno notare che l'Università "aderisce al progetto europeo EDUROAM (EDUcation ROAMing), a cui ha aderito anche l'Australia, che garantisce la connettività degli utenti presso tutti gli enti che vi aderiscono. Il sistema contempla un'unica modalità di autenticazione centralizzata e quindi un'unica modalità di configurazione". Il riferimento è naturalmente al sito web dell'iniziativa. Il progetto, aggiunge Necosi, prevede che "tutti gli utenti provenienti da altre Università facenti parte del progetto sono automaticamente abilitati sia all'utilizzo della rete wireless sia all'accesso rete aule del Campus con le proprie credenziali. Unico requisito tecnico per l'accesso alla rete unimib-eduroam è che il proprio computer sia in grado di supportare l'autenticazione 802.1X con crittografia WPA2 / AES".