Dopo l'assenza, anche troppo prolungata, torno ad aggiornare il Blog.
Al torneo di Pasqua purtroppo siamo arrivati secondi, battuti ai calci di rigori dagli Svizzeri del Chiasso, vincitori anche dell'anno passato...
Siamo andati in vantaggio all'inizio del secondo tempo per essere ripresi 1 minuto dopo dal gol degli avversari.
La lotteria dei rigori inizia con 3 rigori segnati da tutte e due le squadre, poi un nostro errore; ottima parata del nostro portiere e sul rigore decisivo per andare ad oltranza, sbagliamo e diamo la vittoria al Chiasso.
Ci siamo divertiti un mondo però e abbiamo anche vinto alla sala giochi un set da Poker americano e altre cose divertenti.
Andrà meglio il prossimo anno, forse...
lunedì, marzo 31, 2008
mercoledì, marzo 19, 2008
Pronti alla partenza
Ultimo giorno di scuola e ora tutti in vacanza per la Pasqua!!!
Di vacanze ne faròben poche però, visto che domani mattina alle 6 circa si parte per Cattolica, in Emilia Romagna per un torneo di calcio con squadre internazionali tedesche, svizzere, spagnole e ovviamente italiane!!!
Non potrò quindi aggiornare il mio blog per tutte le vacanze, quindi a risentirci!!!
Di vacanze ne faròben poche però, visto che domani mattina alle 6 circa si parte per Cattolica, in Emilia Romagna per un torneo di calcio con squadre internazionali tedesche, svizzere, spagnole e ovviamente italiane!!!
Non potrò quindi aggiornare il mio blog per tutte le vacanze, quindi a risentirci!!!
martedì, marzo 18, 2008
Firefox cresce sul mercato business
Roma - Pochi giorni fa, mentre Mozilla festeggiava i 10 anni dal rilascio del codice del predecessore di Firefox, la società di analisi Forrester Research ha pubblicato uno studio che prende in considerazione la quota di diffusione di Firefox nel mondo business.
Secondo Forrester, che ha effettuato un sondaggio su un campione di circa 50mila utenti aziendali, l'utilizzo del Panda Rosso nel settore business è raddoppiato nel giro di un solo anno, raggiungendo a fine 2007 il 18%. Si tratta di una quota di mercato inferiore a quella che considera anche gli utenti consumer: secondo dati recenti quest'ultima si aggira mediamente intorno al 21% in Nordamerica e intorno al 30% in Europa e Oceania. Del resto, come fanno notare alcuni analisti, la principale forma di promozione di Firefox è ancor oggi il passaparola.
Lo studio di Forrester mostra come, nel dicembre del 2007, IE detenesse ancora il 79% del mercato aziendale contro il 18% del principale rivale open source. I restanti concorrenti, tra i quali Opera e Safari, rappresentavano il rimanente 3%.
"La quota di mercato di Mozilla è cresciuta stabilmente nel corso del 2007, rallentando soltanto nel trimestre seguente al rilascio di IE7, avvenuto nel tardo 2006", si legge nel rapporto di Forrester. "L'adozione all'interno delle aziende è quasi raddoppiato alla fine del 2007, ma il deployment su larga scala, all'interno delle grandi aziende, è ancora infrequente. Mozilla continua a spendere poche energie nell'incoraggiare i manager IT a migrare formalmente a Firefox: non esiste ancora un pacchetto MSI ufficiale né un servizio di supporto adeguato". Nonostante ciò, Forrester afferma che "Firefox non può più essere accusato di essere immaturo": in altre parole, la società di analisi lo considera pienamente in grado di rimpiazzare IE anche all'interno delle grandi aziende.
Alle imprese che preferiscono rimanere con IE, ma che non hanno ancora migrato alla versione 7, Forrester suggerisce di attendere il rilascio dell'imminente versione 8 (attualmente arrivata alla Beta 1), che definisce "più conforme agli standard del Web".
Secondo Forrester, che ha effettuato un sondaggio su un campione di circa 50mila utenti aziendali, l'utilizzo del Panda Rosso nel settore business è raddoppiato nel giro di un solo anno, raggiungendo a fine 2007 il 18%. Si tratta di una quota di mercato inferiore a quella che considera anche gli utenti consumer: secondo dati recenti quest'ultima si aggira mediamente intorno al 21% in Nordamerica e intorno al 30% in Europa e Oceania. Del resto, come fanno notare alcuni analisti, la principale forma di promozione di Firefox è ancor oggi il passaparola.
Lo studio di Forrester mostra come, nel dicembre del 2007, IE detenesse ancora il 79% del mercato aziendale contro il 18% del principale rivale open source. I restanti concorrenti, tra i quali Opera e Safari, rappresentavano il rimanente 3%.
"La quota di mercato di Mozilla è cresciuta stabilmente nel corso del 2007, rallentando soltanto nel trimestre seguente al rilascio di IE7, avvenuto nel tardo 2006", si legge nel rapporto di Forrester. "L'adozione all'interno delle aziende è quasi raddoppiato alla fine del 2007, ma il deployment su larga scala, all'interno delle grandi aziende, è ancora infrequente. Mozilla continua a spendere poche energie nell'incoraggiare i manager IT a migrare formalmente a Firefox: non esiste ancora un pacchetto MSI ufficiale né un servizio di supporto adeguato". Nonostante ciò, Forrester afferma che "Firefox non può più essere accusato di essere immaturo": in altre parole, la società di analisi lo considera pienamente in grado di rimpiazzare IE anche all'interno delle grandi aziende.
Alle imprese che preferiscono rimanere con IE, ma che non hanno ancora migrato alla versione 7, Forrester suggerisce di attendere il rilascio dell'imminente versione 8 (attualmente arrivata alla Beta 1), che definisce "più conforme agli standard del Web".
sabato, marzo 15, 2008
Microsoft lancia Windows Mobile 6.1
Las Vegas (USA) - Nel tentativo di tenere il passo di concorrenti sempre più aggressivi, a cui di recente si è aggiunta Apple con il proprio iPhone, Microsoft ha rilasciato un aggiornamento per Windows Mobile for Smartphone e ha annunciato una futura e più sofisticata versione di Internet Explorer Mobile.
BigM afferma che Windows Mobile 6.1 include numerose migliorie suggerite dalla comunità di utenti, tra le quali una più efficace gestione dei messaggi, tool di configurazione più semplici e intuitivi, funzionalità ottimizzate per i piccoli display, e più efficienti strumenti dedicati alla sicurezza.
"Gli utenti vogliono che il proprio telefono sia in grado di soddisfare ogni esigenza, sia in ambito lavorativo che per qualsiasi altra attività che svolgono durante la giornata", ha spiegato Robbie Bach, presidente della Divisione Entertainment and Devices di Microsoft. "Le innovazioni che abbiamo introdotto nel software Windows Mobile consentiranno di gestire in maniera semplice tutte le attività quotidiane".
Secondo Microsoft, sono almeno cinque le ragioni per aggiornare o acquistare un nuovo smartphone basato su Windows Mobile 6.1:
- la nuova modalità di gestione degli SMS, che ora adotta una visuale ordinata in base alle conversazioni, in stile instant messaging;
- diverse ottimizzazioni pensate per gli smartphone privi di display touchscreen, come la possibilità di eseguire operazioni di copia e incolla;
Schermata Home- una schermata Home dotata di un pannello scorrevole che mette meglio in evidenza le attività e gli appuntamenti del giorno e permette di accedere con un solo clic ai propri contenuti preferiti (musica, video, foto ecc.);
- una più potente funzionalità di sincronizzazione dei dati con il proprio laptop o PC;
- un tool di configurazione delle reti wireless più semplice (ora contenuto in una sola schermata) e generalmente in grado di connettere il dispositivo ad una WLAN con un solo clic.
Tra le altre novità si citano poi il wizard Started Center per la configurazione semplificata di posta elettronica e connessioni Bluetooth, una versione aggiornata di IE, un più completo task manager, e un'interfaccia con look and feel più simile a quello di Windows Vista.
MessaggiWindows Mobile 6.1 supporta infine l'appena lanciato System Center Mobile Device Manager 2008, un software che consente agli amministratori IT aziendali di gestire a distanza e in modo centralizzato gli smartphone dei dipendenti, configurandone anche le policy di sicurezza.
"Il supporto per System Center Mobile Device Manager 2008 aiuta gli amministratori IT a gestire i dispositivi mobili in maniera analoga a un PC Windows oppure ad accedere in totale sicurezza alle informazioni aziendali residenti dietro un firewall", spiega Microsoft. "Inoltre, il supporto per Exchange Server 2007 SP1 con policy avanzate dedicate al mobile consente alle aziende di gestire la sicurezza dei telefoni e al contempo di offrire ai loro utenti la possibilità di cercare, condividere e utilizzare informazioni in qualsiasi luogo si trovino".
I primi smartphone basati sulla nuova versione di Windows Mobile dovrebbero arrivare sul mercato già entro l'estate. Alcuni modelli basati sulla versione 6.0 potranno essere aggiornati dagli utenti gratuitamente o a pagamento.
Nel terzo trimestre dell'anno Microsoft ha poi in piano il rilascio di una nuova versione di Internet Explorer Mobile, capace di supportare le tecnologie Flash, Silverlight e H.264. Il big di Redmond sostiene che il rinnovato browser fornirà un'esperienza di navigazione quanto più simile a quella fornita da un browser desktop, visualizzando una grande varietà di contenuti in stile Web 2.0. Tra le nuove funzionalità si trova anche una modalità di navigazione a pieno schermo, che consentirà di sfruttare l'intero display del telefono cellulare.
Di seguito un commento video di Fabio Falzea, direttore della divisione Mobile Communications Business di Microsoft Italia, riguardo alle nuove versioni di Windows Mobile e IE Mobile.
BigM afferma che Windows Mobile 6.1 include numerose migliorie suggerite dalla comunità di utenti, tra le quali una più efficace gestione dei messaggi, tool di configurazione più semplici e intuitivi, funzionalità ottimizzate per i piccoli display, e più efficienti strumenti dedicati alla sicurezza.
"Gli utenti vogliono che il proprio telefono sia in grado di soddisfare ogni esigenza, sia in ambito lavorativo che per qualsiasi altra attività che svolgono durante la giornata", ha spiegato Robbie Bach, presidente della Divisione Entertainment and Devices di Microsoft. "Le innovazioni che abbiamo introdotto nel software Windows Mobile consentiranno di gestire in maniera semplice tutte le attività quotidiane".
Secondo Microsoft, sono almeno cinque le ragioni per aggiornare o acquistare un nuovo smartphone basato su Windows Mobile 6.1:
- la nuova modalità di gestione degli SMS, che ora adotta una visuale ordinata in base alle conversazioni, in stile instant messaging;
- diverse ottimizzazioni pensate per gli smartphone privi di display touchscreen, come la possibilità di eseguire operazioni di copia e incolla;
Schermata Home- una schermata Home dotata di un pannello scorrevole che mette meglio in evidenza le attività e gli appuntamenti del giorno e permette di accedere con un solo clic ai propri contenuti preferiti (musica, video, foto ecc.);
- una più potente funzionalità di sincronizzazione dei dati con il proprio laptop o PC;
- un tool di configurazione delle reti wireless più semplice (ora contenuto in una sola schermata) e generalmente in grado di connettere il dispositivo ad una WLAN con un solo clic.
Tra le altre novità si citano poi il wizard Started Center per la configurazione semplificata di posta elettronica e connessioni Bluetooth, una versione aggiornata di IE, un più completo task manager, e un'interfaccia con look and feel più simile a quello di Windows Vista.
MessaggiWindows Mobile 6.1 supporta infine l'appena lanciato System Center Mobile Device Manager 2008, un software che consente agli amministratori IT aziendali di gestire a distanza e in modo centralizzato gli smartphone dei dipendenti, configurandone anche le policy di sicurezza.
"Il supporto per System Center Mobile Device Manager 2008 aiuta gli amministratori IT a gestire i dispositivi mobili in maniera analoga a un PC Windows oppure ad accedere in totale sicurezza alle informazioni aziendali residenti dietro un firewall", spiega Microsoft. "Inoltre, il supporto per Exchange Server 2007 SP1 con policy avanzate dedicate al mobile consente alle aziende di gestire la sicurezza dei telefoni e al contempo di offrire ai loro utenti la possibilità di cercare, condividere e utilizzare informazioni in qualsiasi luogo si trovino".
I primi smartphone basati sulla nuova versione di Windows Mobile dovrebbero arrivare sul mercato già entro l'estate. Alcuni modelli basati sulla versione 6.0 potranno essere aggiornati dagli utenti gratuitamente o a pagamento.
Nel terzo trimestre dell'anno Microsoft ha poi in piano il rilascio di una nuova versione di Internet Explorer Mobile, capace di supportare le tecnologie Flash, Silverlight e H.264. Il big di Redmond sostiene che il rinnovato browser fornirà un'esperienza di navigazione quanto più simile a quella fornita da un browser desktop, visualizzando una grande varietà di contenuti in stile Web 2.0. Tra le nuove funzionalità si trova anche una modalità di navigazione a pieno schermo, che consentirà di sfruttare l'intero display del telefono cellulare.
Di seguito un commento video di Fabio Falzea, direttore della divisione Mobile Communications Business di Microsoft Italia, riguardo alle nuove versioni di Windows Mobile e IE Mobile.
venerdì, marzo 14, 2008
WebTheatre/ YouTube in, Oscar out
Roma - Un buon metodo per capire dove sia il pubblico che conta è guardare dove stanno le star, quelle di serie A, quelle dotate dei migliori agenti, quelle che sono le prime a buttarsi su un canale o un mezzo dotato della giusta risonanza. E le star in questo momento sono inrete, fanno a gara per aprire dei propri siti di condivisione video e per apparire nei video che si annunciano come virali.
La notizia comincia con il fatto che le star non erano alla cerimonia di consegna degli Oscar 2008 lo scorso fine febbraio, il tradizionale tappeto rosso ha ospitato molti tra gli attori e le personalità nominate ad un premio o incaricate di consegnarne ma quasi nessuno di quelli che, per un motivo o per l'altro, non avevano ragione di essere lì e che ci sarebbero andati (come è da sempre tradizione) per avere visibilità, farsi fotografare e ricordare al mondo che esistono e tra poco esce un loro nuovo film.
Non c'erano perché la serata degli Oscar di quest'anno è stata quella con gli ascolti più bassi degli ultimi anni e i principali agenti, come anche i principali esperti di glamour cinematografico, lo sapevano da tempo. Questione di nomination, di campagna pubblicitaria, di chi è stato scelto per condurre, dei film in gara e dei possibili vincitori (la cerimonia più seguita degli ultimi anni non a caso è quella del trionfo di Titanic).
Ma le star che contano ci sono tutte in Ìm Fucking Ben Affleck, la video risposta all'originale Ìm Fucking Matt Damon. Ci sono tra gli altri, oltre al più scontato Ben Affleck, Brad Pitt, Christina Applegate, Rebecca Romijn, Cameron Diaz, Macy Gray, Robin Williams, Don Cheadle, Pete Wentz, Perry Farrell, Benji e Joel Madden, Huey Lewis più Harrison Ford (unico ad aver presenziato anche agli Oscar pur non avendo premi da dare o ricevere).
Qualche mese fa infatti generò un certo rumore in rete un video mandato in onda durante lo show "Jimmy Kimmel Live" della rete televisiva ABC e subito messo online dalla stessa emittente. In rete il video è diventato subito virale e ha racimolato 8 milioni di visualizzazioni tra YouTube e il sito ABC. Si trattava di una gag messa in piedi da Sarah Silverman, nota comica americana (star anche del Saturday Night Live), per il compleanno del suo ragazzo, Jimmy Kimmel conduttore dell'omonimo show. Nel video Sarah comunica con una canzone al suo ragazzo che "she is fucking Matt Damon" e l'effetto comico è ancora più forte per la presenza dello stesso attore.
Questo video ha avuto talmente tanto successo che ben presto Jimmy Kimmel ne ha girato un altro in risposta (sempre mandato in onda nel suo show e poi online) nel quale dichiara di andare a letto con Ben Affleck (da tempo amico, compare e spesso socio di Matt Damon). Ma questa volta, dato che il video era un successo annunciato, hanno voluto prendere parte come si vede anche un cospicuo numero di altre celebrità, rendendo la gag meno efficace dal punto di vista comico ma molto più proficua da quello pubblicitario.
Il secondo video è stato visto quasi 100 milioni di volte e il riflusso pubblicitario lo si è visto immediatamente con il balzo di ascolti fatto dalla trasmissione televisiva. Almeno un 15% in più di spettatori in totale secondo Nielsen, e un 20% nella fascia cruciale, quella tra i 18 e i 49 anni. Quando si dice che il pubblico di internet è disamorato della televisione non sono solo voci e basta poco per riaccendere interesse.
Tutte quelle star che hanno voluto e ottenuto una partecipazione in un video mandato in televisione ma pensato per avere successo in rete, erano le stesse che in altre annate si sarebbero fatte vedere sul red carpet la notte degli Oscar. Dunque il pubblico di internet (almeno l'internet americano più stretto e quello più cosmopolita del resto del mondo) vale molto di più di quello degli Oscar, anche se numericamente inferiore (gli Oscar vanno in tutte le televisioni del mondo). Ma ancora di più è la fruizione in rete a valere di più, perché risponde ad una dinamica pull e non push.
Il video di "Ìm fucking Ben Affleck" viene cercato e scelto, mentre la cerimonia del red carpet è un flusso di immagini cui si è sottoposti. Le due cose presuppongono un'attenzione e un'attività bene diverse. E così capita a tutti i contenuti televisivi che finiscono in rete. Esiste una scrematura fatta dagli utenti stessi che garantisce agli altri che ciò che troveranno in rete sarà il meglio di una trasmissione di un'ora o più. E chi li guarda li vuole guardare, ci fa attenzione e se gli piacciono può fare una cosa che con la televisione non si può fare: mandarlo ad un amico.
La notizia comincia con il fatto che le star non erano alla cerimonia di consegna degli Oscar 2008 lo scorso fine febbraio, il tradizionale tappeto rosso ha ospitato molti tra gli attori e le personalità nominate ad un premio o incaricate di consegnarne ma quasi nessuno di quelli che, per un motivo o per l'altro, non avevano ragione di essere lì e che ci sarebbero andati (come è da sempre tradizione) per avere visibilità, farsi fotografare e ricordare al mondo che esistono e tra poco esce un loro nuovo film.
Non c'erano perché la serata degli Oscar di quest'anno è stata quella con gli ascolti più bassi degli ultimi anni e i principali agenti, come anche i principali esperti di glamour cinematografico, lo sapevano da tempo. Questione di nomination, di campagna pubblicitaria, di chi è stato scelto per condurre, dei film in gara e dei possibili vincitori (la cerimonia più seguita degli ultimi anni non a caso è quella del trionfo di Titanic).
Ma le star che contano ci sono tutte in Ìm Fucking Ben Affleck, la video risposta all'originale Ìm Fucking Matt Damon. Ci sono tra gli altri, oltre al più scontato Ben Affleck, Brad Pitt, Christina Applegate, Rebecca Romijn, Cameron Diaz, Macy Gray, Robin Williams, Don Cheadle, Pete Wentz, Perry Farrell, Benji e Joel Madden, Huey Lewis più Harrison Ford (unico ad aver presenziato anche agli Oscar pur non avendo premi da dare o ricevere).
Qualche mese fa infatti generò un certo rumore in rete un video mandato in onda durante lo show "Jimmy Kimmel Live" della rete televisiva ABC e subito messo online dalla stessa emittente. In rete il video è diventato subito virale e ha racimolato 8 milioni di visualizzazioni tra YouTube e il sito ABC. Si trattava di una gag messa in piedi da Sarah Silverman, nota comica americana (star anche del Saturday Night Live), per il compleanno del suo ragazzo, Jimmy Kimmel conduttore dell'omonimo show. Nel video Sarah comunica con una canzone al suo ragazzo che "she is fucking Matt Damon" e l'effetto comico è ancora più forte per la presenza dello stesso attore.
Questo video ha avuto talmente tanto successo che ben presto Jimmy Kimmel ne ha girato un altro in risposta (sempre mandato in onda nel suo show e poi online) nel quale dichiara di andare a letto con Ben Affleck (da tempo amico, compare e spesso socio di Matt Damon). Ma questa volta, dato che il video era un successo annunciato, hanno voluto prendere parte come si vede anche un cospicuo numero di altre celebrità, rendendo la gag meno efficace dal punto di vista comico ma molto più proficua da quello pubblicitario.
Il secondo video è stato visto quasi 100 milioni di volte e il riflusso pubblicitario lo si è visto immediatamente con il balzo di ascolti fatto dalla trasmissione televisiva. Almeno un 15% in più di spettatori in totale secondo Nielsen, e un 20% nella fascia cruciale, quella tra i 18 e i 49 anni. Quando si dice che il pubblico di internet è disamorato della televisione non sono solo voci e basta poco per riaccendere interesse.
Tutte quelle star che hanno voluto e ottenuto una partecipazione in un video mandato in televisione ma pensato per avere successo in rete, erano le stesse che in altre annate si sarebbero fatte vedere sul red carpet la notte degli Oscar. Dunque il pubblico di internet (almeno l'internet americano più stretto e quello più cosmopolita del resto del mondo) vale molto di più di quello degli Oscar, anche se numericamente inferiore (gli Oscar vanno in tutte le televisioni del mondo). Ma ancora di più è la fruizione in rete a valere di più, perché risponde ad una dinamica pull e non push.
Il video di "Ìm fucking Ben Affleck" viene cercato e scelto, mentre la cerimonia del red carpet è un flusso di immagini cui si è sottoposti. Le due cose presuppongono un'attenzione e un'attività bene diverse. E così capita a tutti i contenuti televisivi che finiscono in rete. Esiste una scrematura fatta dagli utenti stessi che garantisce agli altri che ciò che troveranno in rete sarà il meglio di una trasmissione di un'ora o più. E chi li guarda li vuole guardare, ci fa attenzione e se gli piacciono può fare una cosa che con la televisione non si può fare: mandarlo ad un amico.
giovedì, marzo 13, 2008
Kernel Linux, pochi lo fanno gratis
Roma - Lavorare al kernel Linux come volontari? Una realtà che appartiene sempre più al passato: gli sviluppatori sono sempre più spesso lavoratori foraggiati dalle grandi corporation. E sono sempre di più.
A tracciare il quadro della comunità che lavora al kernel Linux è una ricerca pubblicata da The Linux Foundation che esplora gli ultimi tre anni di sviluppo del codice, dal rilascio della versione 2.6.11, a cui hanno lavorato 483 programmatori e 71 aziende, ai 1057 programmatori e alle 186 aziende che si sono affaccendati sulla versione 2.6.24.
Ogni giorno si aggiungono al kernel 3621 righe di codice, se ne rimuovono 1550, se ne modificano 1425, dal 2005 il kernel è cresciuto stabilmente del 10 per cento l'anno: ciò si deve alla necessità di fornire costantemente supporto hardware aggiornato, all'aumento delle funzioni e alla sempre più nutrita comunità di sviluppatori.
Il numero dei programmatori è raddoppiato negli ultimi tre anni, ed esiste uno zoccolo duro di sviluppatori alacri: dieci di loro hanno contribuito ad apportare il 15 per cento di cambiamenti sul codice, i trenta sviluppatori più attivi sono responsabili del 30 per cento delle modifiche.
A supportare il lavoro degli sviluppatori, nella larga maggioranza dei casi, ci sono le aziende: il 13,9 per cento dei developer si concentra sul kernel Linux per impiegare il proprio tempo libero mentre il 74,1 per cento smanetta sul codice a favore dell'azienda per cui lavora. Alla frotta di programmatori Linux stipendiati dalle grandi imprese si può attribuire il 70 per cento dello sviluppo del kernel: in testa c'è la community foraggiata da Red Hat (11,2 per cento dei contributi), seguita da quella di Novell (8,9 per cento), in terza posizione IBM (8,3 per cento).
Ogni azienda che opera su Linux ha buone ragioni per farlo, spiegano gli autori dello studio: c'è chi lavora sulla compatibilità con l'hardware che vende, c'è chi compete sulle distribuzioni, ci sono aziende, da Nokia a Volkswagen, che spingono per l'evoluzione del codice perché Linux anima i dispositivi che propongono sul mercato. Ma non sono solo le grandi società a spingere per lo sviluppo del kernel: esiste altresì una long tail di piccole imprese che contribuisce in modo sostanziale ad apportare modifiche al codice.
Se il kernel Linux continuerà ad essere pubblicato sotto licenza GPL2 per volere del padre Linus Torvalds, sulla scena open source le adesioni alla controversa licenza GPL3 sono di peso: Trolltech ritiene che l'ultima versione della General Public Licence redatta da FSF non sia di ostacolo allo sviluppo di un ecosistema aziendale e ha rilasciato sotto licenza GPL3 le librerie alla base di KDE. OpenOffice migrerà alla versione 3.0 di LGPL.
La diffidenza degli sviluppatori è ancora palpabile: sono oltre 2042 i progetti che si avvalgono della GPL3, riferisce Palamida. Ad un ritmo di adozione di 1000 progetti ogni 4 mesi e mezzo, entro la fine del 2008 potrebbero essere 5mila i progetti rilasciati sotto GPL3.
A tracciare il quadro della comunità che lavora al kernel Linux è una ricerca pubblicata da The Linux Foundation che esplora gli ultimi tre anni di sviluppo del codice, dal rilascio della versione 2.6.11, a cui hanno lavorato 483 programmatori e 71 aziende, ai 1057 programmatori e alle 186 aziende che si sono affaccendati sulla versione 2.6.24.
Ogni giorno si aggiungono al kernel 3621 righe di codice, se ne rimuovono 1550, se ne modificano 1425, dal 2005 il kernel è cresciuto stabilmente del 10 per cento l'anno: ciò si deve alla necessità di fornire costantemente supporto hardware aggiornato, all'aumento delle funzioni e alla sempre più nutrita comunità di sviluppatori.
Il numero dei programmatori è raddoppiato negli ultimi tre anni, ed esiste uno zoccolo duro di sviluppatori alacri: dieci di loro hanno contribuito ad apportare il 15 per cento di cambiamenti sul codice, i trenta sviluppatori più attivi sono responsabili del 30 per cento delle modifiche.
A supportare il lavoro degli sviluppatori, nella larga maggioranza dei casi, ci sono le aziende: il 13,9 per cento dei developer si concentra sul kernel Linux per impiegare il proprio tempo libero mentre il 74,1 per cento smanetta sul codice a favore dell'azienda per cui lavora. Alla frotta di programmatori Linux stipendiati dalle grandi imprese si può attribuire il 70 per cento dello sviluppo del kernel: in testa c'è la community foraggiata da Red Hat (11,2 per cento dei contributi), seguita da quella di Novell (8,9 per cento), in terza posizione IBM (8,3 per cento).
Ogni azienda che opera su Linux ha buone ragioni per farlo, spiegano gli autori dello studio: c'è chi lavora sulla compatibilità con l'hardware che vende, c'è chi compete sulle distribuzioni, ci sono aziende, da Nokia a Volkswagen, che spingono per l'evoluzione del codice perché Linux anima i dispositivi che propongono sul mercato. Ma non sono solo le grandi società a spingere per lo sviluppo del kernel: esiste altresì una long tail di piccole imprese che contribuisce in modo sostanziale ad apportare modifiche al codice.
Se il kernel Linux continuerà ad essere pubblicato sotto licenza GPL2 per volere del padre Linus Torvalds, sulla scena open source le adesioni alla controversa licenza GPL3 sono di peso: Trolltech ritiene che l'ultima versione della General Public Licence redatta da FSF non sia di ostacolo allo sviluppo di un ecosistema aziendale e ha rilasciato sotto licenza GPL3 le librerie alla base di KDE. OpenOffice migrerà alla versione 3.0 di LGPL.
La diffidenza degli sviluppatori è ancora palpabile: sono oltre 2042 i progetti che si avvalgono della GPL3, riferisce Palamida. Ad un ritmo di adozione di 1000 progetti ogni 4 mesi e mezzo, entro la fine del 2008 potrebbero essere 5mila i progetti rilasciati sotto GPL3.
martedì, marzo 11, 2008
WiFi nelle università, le testimonianze
Roma - Qual è lo stato del WiFi nelle università italiane? È difficile tracciare una mappa ma grazie alle moltissime testimonianze che sono giunte e stanno ancora arrivando a Punto Informatico è quantomeno possibile farsi un'idea e aprire il dibattito, a favore soprattutto di quegli studenti che frequentano istituti ancora in grave ritardo sul fronte della connettività wireless. La redazione ringrazia le centinaia di studenti che hanno scritto nell'ultima settimana e che non è stato possibile ringraziare personalmente, invitando a scrivere da oggi in poi soprattutto coloro che si trovino in atenei ancora non citati su queste pagine, affinché sia possibile allargare maggiormente il quadro. Ma ecco gli ultimi racconti degli studenti (per la prima parte del report vedi WiFi nelle Università, la parola agli studenti).
Milano
Sergio segnala a Punto Informatico che al Politecnico di Milano "il WiFi è presente in praticamente tutti gli ambienti, buona copertura dunque. È però bloccato soltanto sulla porta 80, quindi solo navigazione web". Sul Politecnico non mancano le segnalazioni: Stefano V., studente di Ingegneria Informatica in quella sede, ad esempio sottolinea: "Al Politecnico di Milano, la sede in Piazza Leonardo da Vinci e dintorni, la rete wireless è presente da più di 4 anni e da ormai 3 ha una copertura totale sull'ateneo e sui suoi parchi e aree verdi! La qualità del segnale è ottima praticamente ovunque e la banda garantita ad ogni utente è sempre alta (nell'ordine di svariati Mbit)".
Denis T., al terzo anno nel corso di laurea di Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso il Dipartimento di Tecnologie dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, Polo di Crema entra nel dettaglio e spiega che a Crema "la connessione con il proprio notebook è possibile dietro autenticazione ad uno dei MOLTEPLICI hotspot (denominati unimi-hotspot) presenti all'interno del Polo (con il mio portatile, sotto Linux, sono riuscito ad individuarne sino a 5 contemporaneamente...) la copertura dovrebbe essere totale all'interno della struttura (all'esterno non so, non credo, sarebbe da verificare), tranne per i due laboratori didattici (dove sono presenti computer tutti collegati ad Internet, sotto Windows; non tutti funzionano sempre, anzi... ma questo è un altro problema). Non so se i quattro laboratori di ricerca siano coperti".
"L'accesso - continua Denis - avviene, come detto, dietro autenticazione, sia con le coordinate della casella mail dell'Università di Milano (per studenti e personale, nessuno escluso), sia con account temporanei ("@guest.unimi.it", che non ho ancora avuto l'occasione di testare...), quindi all'interno del Polo chiunque può usufruire della rete wireless.
Non solo: è possibile connettersi ad Internet via browser o con OpenVPN.
La connessione via browser prevede un reindirizzamento automatico alla prima richiesta di pagina web verso una pagina di autenticazione, e prevede una volta connessi anche una localizzazione dell'hotspot a cui si è connessi (più o meno precisa: è indicato il locale dove è posto l'hotspot, mentre nella mappa è contrassegnato solo il centro del Polo)". "Il software OpenVPN - continua Denis - è scaricabile dal sito web dove sono descritte tutte le possibili modalità per la connessione alla rete wireless stessa, compresi i certificati e i file di configurazione necessari, ed è disponibile per tutti i sistemi operativi, con un "manuale" abbastanza dettagliato.
La rete è stata implementata dalla Divisione Telecomunicazioni dell'Ateneo, anche dopo numerosissime richieste da parte dei nostri rappresentanti degli studenti".
Sulle segnalazioni già pubblicate intorno alla Università degli studi di Milano-Bicocca, Marco Lorenzo Crociani e Filippo Spiga, rappresentanti degli studenti, fanno notare che l'Università "aderisce al progetto europeo EDUROAM (EDUcation ROAMing), a cui ha aderito anche l'Australia, che garantisce la connettività degli utenti presso tutti gli enti che vi aderiscono. Il sistema contempla un'unica modalità di autenticazione centralizzata e quindi un'unica modalità di configurazione". Il riferimento è naturalmente al sito web dell'iniziativa. Il progetto, aggiunge Necosi, prevede che "tutti gli utenti provenienti da altre Università facenti parte del progetto sono automaticamente abilitati sia all'utilizzo della rete wireless sia all'accesso rete aule del Campus con le proprie credenziali. Unico requisito tecnico per l'accesso alla rete unimib-eduroam è che il proprio computer sia in grado di supportare l'autenticazione 802.1X con crittografia WPA2 / AES".
Milano
Sergio segnala a Punto Informatico che al Politecnico di Milano "il WiFi è presente in praticamente tutti gli ambienti, buona copertura dunque. È però bloccato soltanto sulla porta 80, quindi solo navigazione web". Sul Politecnico non mancano le segnalazioni: Stefano V., studente di Ingegneria Informatica in quella sede, ad esempio sottolinea: "Al Politecnico di Milano, la sede in Piazza Leonardo da Vinci e dintorni, la rete wireless è presente da più di 4 anni e da ormai 3 ha una copertura totale sull'ateneo e sui suoi parchi e aree verdi! La qualità del segnale è ottima praticamente ovunque e la banda garantita ad ogni utente è sempre alta (nell'ordine di svariati Mbit)".
Denis T., al terzo anno nel corso di laurea di Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso il Dipartimento di Tecnologie dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, Polo di Crema entra nel dettaglio e spiega che a Crema "la connessione con il proprio notebook è possibile dietro autenticazione ad uno dei MOLTEPLICI hotspot (denominati unimi-hotspot) presenti all'interno del Polo (con il mio portatile, sotto Linux, sono riuscito ad individuarne sino a 5 contemporaneamente...) la copertura dovrebbe essere totale all'interno della struttura (all'esterno non so, non credo, sarebbe da verificare), tranne per i due laboratori didattici (dove sono presenti computer tutti collegati ad Internet, sotto Windows; non tutti funzionano sempre, anzi... ma questo è un altro problema). Non so se i quattro laboratori di ricerca siano coperti".
"L'accesso - continua Denis - avviene, come detto, dietro autenticazione, sia con le coordinate della casella mail dell'Università di Milano (per studenti e personale, nessuno escluso), sia con account temporanei ("@guest.unimi.it", che non ho ancora avuto l'occasione di testare...), quindi all'interno del Polo chiunque può usufruire della rete wireless.
Non solo: è possibile connettersi ad Internet via browser o con OpenVPN.
La connessione via browser prevede un reindirizzamento automatico alla prima richiesta di pagina web verso una pagina di autenticazione, e prevede una volta connessi anche una localizzazione dell'hotspot a cui si è connessi (più o meno precisa: è indicato il locale dove è posto l'hotspot, mentre nella mappa è contrassegnato solo il centro del Polo)". "Il software OpenVPN - continua Denis - è scaricabile dal sito web dove sono descritte tutte le possibili modalità per la connessione alla rete wireless stessa, compresi i certificati e i file di configurazione necessari, ed è disponibile per tutti i sistemi operativi, con un "manuale" abbastanza dettagliato.
La rete è stata implementata dalla Divisione Telecomunicazioni dell'Ateneo, anche dopo numerosissime richieste da parte dei nostri rappresentanti degli studenti".
Sulle segnalazioni già pubblicate intorno alla Università degli studi di Milano-Bicocca, Marco Lorenzo Crociani e Filippo Spiga, rappresentanti degli studenti, fanno notare che l'Università "aderisce al progetto europeo EDUROAM (EDUcation ROAMing), a cui ha aderito anche l'Australia, che garantisce la connettività degli utenti presso tutti gli enti che vi aderiscono. Il sistema contempla un'unica modalità di autenticazione centralizzata e quindi un'unica modalità di configurazione". Il riferimento è naturalmente al sito web dell'iniziativa. Il progetto, aggiunge Necosi, prevede che "tutti gli utenti provenienti da altre Università facenti parte del progetto sono automaticamente abilitati sia all'utilizzo della rete wireless sia all'accesso rete aule del Campus con le proprie credenziali. Unico requisito tecnico per l'accesso alla rete unimib-eduroam è che il proprio computer sia in grado di supportare l'autenticazione 802.1X con crittografia WPA2 / AES".
domenica, marzo 09, 2008
Si punta al 3° posto
Altra vittoria contro una rivale al terzo posto, contro l'Albosaggia precisamente.
Vittoria senza contestazioni per 3-1 dopo una partita senza rischi e dominata dall'inizio alla fine, solo al 90° subiamo un gol che poteva non arrivare
Il terzo posto è alla portata di 6 punti circa, ma lunedì sera andiamo a Chiuro contro la Terza Divisione del Poschiavo in amichevole, mentre mercoledì siamo contro il Dubino nel recupero infrasettimanale di campionato
Forza Pontese
Vittoria senza contestazioni per 3-1 dopo una partita senza rischi e dominata dall'inizio alla fine, solo al 90° subiamo un gol che poteva non arrivare
Il terzo posto è alla portata di 6 punti circa, ma lunedì sera andiamo a Chiuro contro la Terza Divisione del Poschiavo in amichevole, mentre mercoledì siamo contro il Dubino nel recupero infrasettimanale di campionato
Forza Pontese
sabato, marzo 08, 2008

La Asus ha esposto finalmente il suo mini-notebook, molto simile al Nintendo DS ma più grande. Dotato di schermo a colori, web cam, connessione wireless, entrate USB multiple e tanto altro ancora.
Per maggiori informazioni:
EEE-PC
venerdì, marzo 07, 2008
Gates 3° più ricco del mondo
Dopo 13 anni non è più Bill Gates l'uomo più ricco del mondo
Bill Gates non è più il più ricco. Dopo 13 anni di supremazia incontrastata deve cedere il passo a Warren Buffet, magnate della finanza Usa che conquista la vetta, ma preceduto anche da Carlos Slim, industriale messicano divenuto famoso in Italia per la proposta di acquisire Telecom.
Questo il verdetto dell'annuale classifica dei paperoni d'oro pubblicata da Forbes, che valuta in 62 miliardi di dollari la fortuna di Buffet, in aumento di ben 10 miliardi rispetto allo scorso anno e dunque nettamente superiore rispetto ai soli 58 del patron di Microsoft.
Molto più indietro si trovano altri nomi famosi del panorama dell'Information Tecnology mondiale: trentaduesimo e trentatresimo rispettivamente i signori di Google, Sergey Brin e Larry Page, i più giovani con i loro 34 e 35 anni di età, con 18,7 e 18,6 miliardi di dollari. Michael Dell è quarantesimo con 16,4 miliardi, seguito a stretto giro da due uomini Microsoft, Paul Allen con 16 miliardi e Steve Ballmer con 15 miliardi di capitale. La Apple piazza Steve Jobs solo al 189esimo posto, con un patrimonio personale stimato in 5,4 miliardi di dollari.
Per curiosità, tra i paperoni di casa nostra risultano i Ferrero, che hanno reso celebre nel mondo la Nutella, al 68esimo posto con 11 miliardi di dollari; poi c'è il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, che insegue a breve distanza con 10 miliardi, mentre al novantesimo posto si trova Silvio Berlusconi con 9,4 miliardi.
Infine una considerazione sui molti nomi sistemati in posizioni rilevanti, di età concentrate tra i 40 e i 50 anni, provenienti magari da Russia, India, Cina e che sono sconosciuti ai più, segno forse di una economia che sta cambiando o che semplicemente le "mille bolle blu" della net economy hanno per ora sancito i pochi veri vincitori rispetto ai più tradizionali business di sempre, petrolio, gas e beni durevoli.
Bill Gates non è più il più ricco. Dopo 13 anni di supremazia incontrastata deve cedere il passo a Warren Buffet, magnate della finanza Usa che conquista la vetta, ma preceduto anche da Carlos Slim, industriale messicano divenuto famoso in Italia per la proposta di acquisire Telecom.
Questo il verdetto dell'annuale classifica dei paperoni d'oro pubblicata da Forbes, che valuta in 62 miliardi di dollari la fortuna di Buffet, in aumento di ben 10 miliardi rispetto allo scorso anno e dunque nettamente superiore rispetto ai soli 58 del patron di Microsoft.
Molto più indietro si trovano altri nomi famosi del panorama dell'Information Tecnology mondiale: trentaduesimo e trentatresimo rispettivamente i signori di Google, Sergey Brin e Larry Page, i più giovani con i loro 34 e 35 anni di età, con 18,7 e 18,6 miliardi di dollari. Michael Dell è quarantesimo con 16,4 miliardi, seguito a stretto giro da due uomini Microsoft, Paul Allen con 16 miliardi e Steve Ballmer con 15 miliardi di capitale. La Apple piazza Steve Jobs solo al 189esimo posto, con un patrimonio personale stimato in 5,4 miliardi di dollari.
Per curiosità, tra i paperoni di casa nostra risultano i Ferrero, che hanno reso celebre nel mondo la Nutella, al 68esimo posto con 11 miliardi di dollari; poi c'è il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, che insegue a breve distanza con 10 miliardi, mentre al novantesimo posto si trova Silvio Berlusconi con 9,4 miliardi.
Infine una considerazione sui molti nomi sistemati in posizioni rilevanti, di età concentrate tra i 40 e i 50 anni, provenienti magari da Russia, India, Cina e che sono sconosciuti ai più, segno forse di una economia che sta cambiando o che semplicemente le "mille bolle blu" della net economy hanno per ora sancito i pochi veri vincitori rispetto ai più tradizionali business di sempre, petrolio, gas e beni durevoli.
martedì, marzo 04, 2008
IE 8 Parte Bene
Nella nuova versione del browser di Microsoft verrà attivata di default la modalità maggiormente compatibile con gli standard del Web, così la Commissione Europea non potrà protestare.
A pochi giorni dal rilascio pubblico della beta 1 di Internet Explorer 8, Microsoft annuncia un importante cambiamento nel comportamento del proprio browser: di default, la modalità di rendering attivata sarà quella definita super standard, ossia quella che rispetta le linee indicate dal W3C e supera il test Acid2.
Pare che infine anche a Redmond si siano accorti dell'importanza del rispetto degli standard generalmente accettati, sebbene l'annuncio della novità rappresenti un pietoso tentativo di coprire gli errori del passato.
Sul sito di Microsoft si legge infatti: "La progressiva evoluzione del Web ha reso necessario che i browser come Internet Explorer includessero molteplici modalità di rendering dei contenuti", qualcuna che garantisca l'interpretazione degli standard Web e qualcuna che mantenga la compatibilità con i siti esistenti.
Affermare che questa necessità sia dovuta a un naturale processo evolutivo è quantomeno fuorviante. Se Microsoft (anche Netscape ha le sue colpe, ma non si parla male dei morti) non avesse tentato nel passato di imporre soluzioni proprietarie in guerra con gli standard proposti dal W3C, Internet Explorer non avrebbe ora nessun bisogno di far scegliere l'utente tra varie modalità di rendering, e tutti i siti sarebbero visualizzabili allo stesso modo con ogni browser.
Ma a Redmond hanno deciso di fare di testa propria finché non si sono accorti, probabilmente grazie anche al successo dei prodotti concorrenti, che non riuscivano a cancellare gli standard per sostituirli con le proprie tecnologie e, per capitolare senza perdere la faccia, si sono inventati la storiella della "progressiva evoluzione del Web". Sarebbe bastato supportare gli standard fin da subito.
In ogni caso la notizia è positiva. Dal momento che esistono moltissimi siti scritti appositamente per Internet Explorer 6 e precedenti, questa mossa potrà forse portare alla riscrittura degli stessi in modo che siano accessibili a chiunque indipendentemente dal software. Forse non accadrà per quelli amatoriali, ma almeno si spera che succeda per quelli delle aziende che sembrano attualmente non amare Safari, Firefox, Opera e compagnia.
Nell'annuncio di Microsoft si legge ancora: "Abbiamo deciso di dare la massima priorità al supporto di questi nuovi standard del Web. In linea con le affermazioni fatte nei nostri Principi di Interoperabilità [...] lavoreremo con i produttori di contenuti per assicurare che questi capiscano i passi che stiamo compiendo".
Quest'altra affermazione, che proviene da Ray Ozzie e cita chiaramente l'interoperabilità, spiega quello che probabilmetne è il vero motivo per la modifica a Internet Explorer 8: non offendere ulteriormente la Commissione Europea, ancora prima che a qualcuno possa venire in mente di lamentarsi perché Microsoft non rispetta gli standard.
In effetti, il vicepresidente Brad Smith sembra confermare quest'ipotesi: "Anche se non crediamo che attualmente ci siano obblighi legali che indichino quale modalità di rendering debba essere scelta per default, questa mossa rimuove chiaramente la questione".
Tutto ciò fa sospettare che il rispetto per gli utenti e gli standard non sia poi un valore così importante ma piuttosto che, non riuscendo a imporre le proprie tecnologie e volendo evitare grane legali, convenga fare buon viso a cattivo gioco e accettare il ruolo di paladini dell'interoperabilità.
A pochi giorni dal rilascio pubblico della beta 1 di Internet Explorer 8, Microsoft annuncia un importante cambiamento nel comportamento del proprio browser: di default, la modalità di rendering attivata sarà quella definita super standard, ossia quella che rispetta le linee indicate dal W3C e supera il test Acid2.
Pare che infine anche a Redmond si siano accorti dell'importanza del rispetto degli standard generalmente accettati, sebbene l'annuncio della novità rappresenti un pietoso tentativo di coprire gli errori del passato.
Sul sito di Microsoft si legge infatti: "La progressiva evoluzione del Web ha reso necessario che i browser come Internet Explorer includessero molteplici modalità di rendering dei contenuti", qualcuna che garantisca l'interpretazione degli standard Web e qualcuna che mantenga la compatibilità con i siti esistenti.
Affermare che questa necessità sia dovuta a un naturale processo evolutivo è quantomeno fuorviante. Se Microsoft (anche Netscape ha le sue colpe, ma non si parla male dei morti) non avesse tentato nel passato di imporre soluzioni proprietarie in guerra con gli standard proposti dal W3C, Internet Explorer non avrebbe ora nessun bisogno di far scegliere l'utente tra varie modalità di rendering, e tutti i siti sarebbero visualizzabili allo stesso modo con ogni browser.
Ma a Redmond hanno deciso di fare di testa propria finché non si sono accorti, probabilmente grazie anche al successo dei prodotti concorrenti, che non riuscivano a cancellare gli standard per sostituirli con le proprie tecnologie e, per capitolare senza perdere la faccia, si sono inventati la storiella della "progressiva evoluzione del Web". Sarebbe bastato supportare gli standard fin da subito.
In ogni caso la notizia è positiva. Dal momento che esistono moltissimi siti scritti appositamente per Internet Explorer 6 e precedenti, questa mossa potrà forse portare alla riscrittura degli stessi in modo che siano accessibili a chiunque indipendentemente dal software. Forse non accadrà per quelli amatoriali, ma almeno si spera che succeda per quelli delle aziende che sembrano attualmente non amare Safari, Firefox, Opera e compagnia.
Nell'annuncio di Microsoft si legge ancora: "Abbiamo deciso di dare la massima priorità al supporto di questi nuovi standard del Web. In linea con le affermazioni fatte nei nostri Principi di Interoperabilità [...] lavoreremo con i produttori di contenuti per assicurare che questi capiscano i passi che stiamo compiendo".
Quest'altra affermazione, che proviene da Ray Ozzie e cita chiaramente l'interoperabilità, spiega quello che probabilmetne è il vero motivo per la modifica a Internet Explorer 8: non offendere ulteriormente la Commissione Europea, ancora prima che a qualcuno possa venire in mente di lamentarsi perché Microsoft non rispetta gli standard.
In effetti, il vicepresidente Brad Smith sembra confermare quest'ipotesi: "Anche se non crediamo che attualmente ci siano obblighi legali che indichino quale modalità di rendering debba essere scelta per default, questa mossa rimuove chiaramente la questione".
Tutto ciò fa sospettare che il rispetto per gli utenti e gli standard non sia poi un valore così importante ma piuttosto che, non riuscendo a imporre le proprie tecnologie e volendo evitare grane legali, convenga fare buon viso a cattivo gioco e accettare il ruolo di paladini dell'interoperabilità.
domenica, marzo 02, 2008
PARTITA STRAORDINARIA
Sabato sera, Ponte in Valtellina, ore 18:00
Inizia la partita tra Olympic Retica e USD Pontese.
Partiamo molto male, incassando 4 gol stupidi e di fortuna per gli avversari; sul finire del primo tempo riusciamo però a segnare una rete, che darà inizio alla carica finale di tutto il secondo tempo.
Rientramo in campo e col passare dei minuti ci portiamo sul 4-3, ma subiamo ancora un gol...il nostro bomber Contu segna ancora e andiamo a meno 1 sul 5-4
A circa 20 minuti dalla fine, un autorete sembra decretare la fine della partita,ma Pastelli con una discesa sulla fascia infila il 6-5 e con un successivo colpo di testa porta lapartita in parità.
Il culmine arriva a 5 minuti circa dalla fine, con una mezza rovesciata volante di Sertori che si infila sotto la traversa e lì parte il delirio: tutti noi e la panchina addosso al nostro compagno per poi soffrire gli ultimi minuti con molte punizioni date agli avversari senza motivo.
GRANDE VITTORIA - GRANDE SQUADRA - GRANDE CUORE - GRANDE GRUPPO - GRANDI TUTTI
Inizia la partita tra Olympic Retica e USD Pontese.
Partiamo molto male, incassando 4 gol stupidi e di fortuna per gli avversari; sul finire del primo tempo riusciamo però a segnare una rete, che darà inizio alla carica finale di tutto il secondo tempo.
Rientramo in campo e col passare dei minuti ci portiamo sul 4-3, ma subiamo ancora un gol...il nostro bomber Contu segna ancora e andiamo a meno 1 sul 5-4
A circa 20 minuti dalla fine, un autorete sembra decretare la fine della partita,ma Pastelli con una discesa sulla fascia infila il 6-5 e con un successivo colpo di testa porta lapartita in parità.
Il culmine arriva a 5 minuti circa dalla fine, con una mezza rovesciata volante di Sertori che si infila sotto la traversa e lì parte il delirio: tutti noi e la panchina addosso al nostro compagno per poi soffrire gli ultimi minuti con molte punizioni date agli avversari senza motivo.
GRANDE VITTORIA - GRANDE SQUADRA - GRANDE CUORE - GRANDE GRUPPO - GRANDI TUTTI
sabato, marzo 01, 2008
Firefox 3 mette il turbo con la PGO
Roma - Uno sviluppatore Mozilla, Ted Mielczarek, nei giorni scorsi ha rilasciato una performante PGO, un'ottimizzazione per Firefox 3.0 beta 3 che aumenta le prestazioni del browser a livelli mai visti.
La PGO in questione è allo stato attuale disponibile per il download solo su Windows XP. L'installazione consiste nella semplice sostituzione della cartella Firefox nella cartella dei Programmi con quella dell'archivio zip scaricato. La sostituzione va effettuata a browser chiuso.
Punto Informatico ha provato la PGO utilizzando il "SunSpider JavaScript Benchmark": si tratta di un test JavaScript che mette alla prova il browser su 3d, crittografia, stringhe, matematica e funzioni varie. Come ogni test la sua validità è relativa, ma in ogni caso rappresenta un metodo di comparazione tutto sommato interessante. Chiunque può accedere al test a questa pagina.
Il test viene ripetuto 5 volte e i valori forniti sono una media calcolata automaticamente. La percentuale indica la variazione, positiva o negativa, rispetto alla media dei risultati ottenuti nei singoli tentativi. Essendo la PGO allo stato attuale disponibile solo per Windows, il test è stato obbligatoriamente eseguito sul sistema operativo Windows XP Service Pack 2.
Il risultato è netto: nel test Firefox 3.0 Beta 3 è già di suo più veloce degli altri browser, ma con la PGO le prestazioni raddoppiano e i tempi di elaborazione dimezzano, con i risultati migliori in praticamente tutte le categorie. Internet Explorer 7 fanalino di coda.
Ad ogni modo i risultati di questo test potrebbero non essere particolarmente evidenti nel caricamento delle pagine web di cui si ha esperienza quotidiana, a meno che non si prendano in considerazione siti che fanno largo uso di JavaScript.
La PGO in questione è allo stato attuale disponibile per il download solo su Windows XP. L'installazione consiste nella semplice sostituzione della cartella Firefox nella cartella dei Programmi con quella dell'archivio zip scaricato. La sostituzione va effettuata a browser chiuso.
Punto Informatico ha provato la PGO utilizzando il "SunSpider JavaScript Benchmark": si tratta di un test JavaScript che mette alla prova il browser su 3d, crittografia, stringhe, matematica e funzioni varie. Come ogni test la sua validità è relativa, ma in ogni caso rappresenta un metodo di comparazione tutto sommato interessante. Chiunque può accedere al test a questa pagina.
Il test viene ripetuto 5 volte e i valori forniti sono una media calcolata automaticamente. La percentuale indica la variazione, positiva o negativa, rispetto alla media dei risultati ottenuti nei singoli tentativi. Essendo la PGO allo stato attuale disponibile solo per Windows, il test è stato obbligatoriamente eseguito sul sistema operativo Windows XP Service Pack 2.
Il risultato è netto: nel test Firefox 3.0 Beta 3 è già di suo più veloce degli altri browser, ma con la PGO le prestazioni raddoppiano e i tempi di elaborazione dimezzano, con i risultati migliori in praticamente tutte le categorie. Internet Explorer 7 fanalino di coda.
Ad ogni modo i risultati di questo test potrebbero non essere particolarmente evidenti nel caricamento delle pagine web di cui si ha esperienza quotidiana, a meno che non si prendano in considerazione siti che fanno largo uso di JavaScript.
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